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Mancano pochi giorni a SKY WINE, la rassegna enologica che avrà luogo a Terracina.

sky wine terracina 2018

Torna SKY WINE, nella Città di Terracina, con un importante appuntamento primaverile, aperto al pubblico sabato 28 domenica 29 aprile.

Alla rassegna enologica giunta alla 13^ edizione, parteciperanno le migliori cantine vitivinicole della regione con graditissime “incursioni” di pregiate etichette provenienti da tutti i territori dell’Italia. I produttori presenti proporranno degustazioni dei vini che già nei loro nomi, nei profumi e nei sapori, raccontano la storia della terra in cui sono prodotti.

Un viaggio alla scoperta di tante zone vinicole, esplorando le diverse postazioni allestite nelle tre location del Centro Storico (Palazzo della Bonificazione – Piazza Municipio – Torre degli Acso), dove incontrare territori, varietà vinicole, stile di vinificazione o anche soltanto l’aspetto dei vini che più si addicono al proprio gusto.

Affiancheranno il percorso di degustazione i momenti didattici del salotto enogastronomico – Wine Show, con interventi di produttori, scrittori, sommelier ed esperti enogastronomici. Oltre al percorso enologico sarà proposto un programma d’incontri con degustazioni esclusive a posti limitati.

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Non mancherà la celebrazione della DOC Moscato di Terracina, alla sua storia e alla sua continua crescita.

La rassegna SKY WINE, patrocinata dal Comune di Terracina, è un’occasione per conoscere nuove realtà produttive e bere consapevolmente, per imparare a degustare lentamente e apprezzare gusto ed aromi in abbinamento alle eccellenze culinarie del nostro territorio. Un evento ideale non soltanto per gli amanti del buon vino, ma per chiunque voglia addentrarsi alla scoperta dei luoghi storici della Provincia di Latina.

Un evento dal duplice aspetto: acquisire sempre maggiori conoscenze e confrontare il proprio personale “gusto” con quello di chi professionalmente da anni ricopre un ruolo importante nel mondo del vino.

E’ prevista anche una giornata aggiuntiva – lunedì 30 aprile (dalle 11 alle 17) riservata ad incontri fra produttori ed operatori del settore ristorativo-alberghiero.

Per chi vorrà seguire il “percorso di gusto” proposto nel weekend di fine aprile (dalle 17 alle 24), verranno dati in omaggio con il ticket degustazione il calice e la tasca a tema con la rassegna.

Organizzazione e coordinamento: Gradazione 13 – Wine & Food Promotion.

LISTA ESPOSITORI

ABBONA (Rappr. A. MASTROSANTI)

AGRICOLA D’AUSILIO

AGRICOLA GIZZI

AMEDEO MASTROSANTI RAPPRESENTANZE

ANTICA NORBA

ANTIQVIS (GOCCE DI VINO)

ARTE E ZAFFERANO

BENEDETTI & GRIGI (DIMENSIONE VINO)

BERTA DISTILLERIA (Rappr. A. MASTROSANTI)

BORGO CONVENTI (POLIZZI RAPPRESENTANZE)

CAMPANA STREET FOOD

CAMPOLI

CANTINA BACCO

CANTINA CECI (Rappr. A. MASTROSANTI)

CANTINA LAURANTI

CANTINA SANT’ANDREA

CANTINA SANTA BARBARA (Rappr. A. MASTROSANTI)

CANTINA SANTA MARIA

CANTINA TERENZI (IL VINO SI FA CON L’UVA)

CANTINA TRABUCCO

CANTINA VILLA GIANNA

CANTINE DONNA CHIARA

CAPOL (OLIO)

CASAL FARNETO (DIMENSIONE VINO)

CASALE DEL GIGLIO

CASALE DELLA IORIA (GOCCE DI VINO)

CASALE MARCHESE

CASATA MERGE’ (IL VINO SI FA CON L’UVA)

CICCARIELLO

COLESEL (Rappr. A. MASTROSANTI)

CORTE NORMANNA (IL VINO SI FA CON L’UVA)

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DE GREGORIS

DEL BONO

DI MARZIO

DIMENSIONE VINO

DIVINA PROVVIDENZA

DONATO GIANGIROLAMI

FINGER LIME

GAROFOLI (Rappr. STEFANO ALLA)

GIANNI BRIGNOLIO

GOCCE DI VINO

GUARDIANI FARCHIONE (POLIZZI RAPPRESENTANZE)

I PAMPINI

IL VINO SI FA CON L’UVA

KOFERERHOF (Rappr. A. MASTROSANTI)

LA COSTA DI OME

LA FEROMANI

LA FORTEZZA

LE ANFORE

LE CERQUETTE

LE CIMATE (IL VINO SI FA CON L’UVA)

LE FORNARINE

LE ROSE (GOCCE DI VINO)

MACISTE

MANDRAROSSA (GOCCE DI VINO)

MANUELINA (POLIZZI RAPPRESENTANZE)

MARCELLI GIULIANA

MARCO CARPINETI

MARINO (POLIZZI RAPPRESENTANZE)

MAURO ABRIGO – AM

MONTI CECUBI

MORELLI LIQUORIFICIO (DIMENSIONE VINO)

ONLYMOSO

ORSINI

PALAZZO PROSSEDI

PALAZZO TRONCONI

PEPERDOP PONTECORVO

PIANCARDO

PIETRA PINTA

POLIZZI RAPPRESENTANZE

PURE PLUS

RISTORANTE CAFFE’ DEL CARDINALE

SANT’EUFEMIA

SANTERO

SAPORI UNICI

SARACCO (Rappr. A. MASTROSANTI)

SCHIAVELLA

TENUTA COLFIORITO (DIMENSIONE VINO)

VALLE MARINA

VIGNA DELLE GINESTRE

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Passione Mediterranea: Titone Vasadonna in Siciliainbocca!

“L’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima: qui è la chiave di tutto.” Goethe, Viaggio in Italia. 13 aprile 1787.

Una grande serata, questa che sto per vivere, presso Siciliainbocca, il noto ristorante in Prati che ho avuto il piacere di frequentare molto negli anni del suo esordio a Roma.

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L’argomento della serata sarà l’Olio: l’alimento capace di esaltare ogni piatto e renderlo altresì salutare. Attraverso questa cena degustazione, aiutati dagli interventi di Antonella Titone, dell’omonima azienda agricola, e Salvatore Scuderi, patron di Tenuta Vasadonna, e i sapori dei loro deliziosi oli, oltre ad essere sapientemente guidati nella degustazione dall’assaggiatore e sommelier dell’olio Simona Cognoli (Oleonauta) e dal Panel Leader Giulio Scatolini, sarà dimostrato quanto sopra enunciato.

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Oltre al nettare d’oliva, avremo anche quello dell’uva, servito dal Sommelier Duilio Papetti, entrambi abbinati alle portate create ad hoc dallo Chef Vito Marino, in modo da far nuotare il pesce tre volte, nell’acqua, nell’olio e nel vino, così come diceva il grande Gino Veronelli.

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La platea, di circa 70 Persone interessate, rende necessaria, la spiegazione da parte di Simona Cognoli del corretto metodo per l’assaggio dell’olio.

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Senza addentrarci troppo nelle regole dell’assaggio professionale, per il quale si seguono regole specifiche, si può provare a riconoscere un buon olio extravergine di oliva con il semplice ausilio di un bicchierino da caffè, di quelli usa e getta. Scaldatelo tra le mani e avvicinate il naso, in modo da percepire con ripetute e brevi olfazioni i primi odori, che vi devono immediatamente riportare al frutto da cui proviene l’olio, in altre parole all’oliva. Si potranno poi cogliere sensazioni di freschezza, come l’erba tagliata, la rucola, la foglia di pomodoro, il carciofo o altre che virano più verso la mandorla dolce, i fiori e la frutta. 
I profumi dell’olio possono variare in funzione dello stato di maturazione e della varietà di olive. Incidono molto anche i metodi di estrazione. Il fruttato dell’olio non è altro che l’insieme di queste sensazioni olfattive e retro olfattive che ci riconducono, con tutte le sfumature descritte, al frutto che è l’oliva.
Arrivati a questo punto si passa all’esame gustativo e tattile. Prendete un piccolo sorso di olio spargendolo nella bocca e sul palato. Infine stringete i denti e aspirate l’aria ai lati della bocca per vaporizzare l’olio all’interno del cavo orale e percepire al meglio tutti gli aromi.
In questi passaggi si sentiranno le note di gusto che riguardano principalmente l’amaro, attributo fondamentale dell’olio. Poi, sul fondo della gola si avvertirà la sensazione tattile di piccante, altra caratteristica importante dell’olio. 
Si potrà poi valutare la fluidità e la persistenza delle sensazioni riscontrate. Gli attributi dell’amaro e del piccante, sempre variabili nelle intensità, sono generalmente indicatori di qualità dell’olio. Sono dovuti alla presenza di sostanze fenoliche attive, dalle preziose attività antiossidanti utili sia per l’olio sia per la nostra salute, dopo averle ingerite.

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La prima azienda a presentarsi è l’Azienda agricola biologica Titone Via Piro, snc – 91100 Locogrande (TP) tel.: +39 0923 842102 – mail: info@titone.it http://www.titone.it

Gli oliveti della famiglia Titone, farmacisti da generazioni, si trovano nel territorio siciliano del Trapanese, ricco di storia e tradizioni legate all’olivicoltura. Sin dal 1936 l’azienda è dedita all’olivicoltura biologica, ponendo al centro dei propri interessi la cura e il rispetto per la terra e la salute dell’uomo. Tutti gli scarti delle lavorazioni, provenienti dagli oliveti e dal frantoio, sono “riciclati” e restituiti alla natura. Oggi l’azienda è guidata da Antonella Titone che ha lasciato il lavoro di farmacista per dedicarsi soltanto all’azienda olivicola, impegnandosi in prima persona negli oliveti e nel frantoio aziendale. Il nome Titone nel mondo significa olio extravergine di oliva di alta qualità, buono e naturale, che incorpora i profumi caratteristici e millenari di questa parte della Sicilia.

Biancolilla è un olio biologico fruttato leggero Monovarietale biancolilla. La sua apertura è ampia e complessa con sentori di fiori di campo, oliva, pomodoro verde, pepe nero. Avvolge delicatamente il palato, con note di mandorla fresca e fiori. Il finale è speziato, vivace e persistente.

DOP Valli Trapanesi biologico fruttato intenso Blend di nocellara e cerasuola. All’olfatto entra deciso con sentori di erba tagliata, rucola e nuance balsamiche. Al gusto conferma l’ampiezza delle note vegetali e chiude con profumi crescenti di pepe nero. Resta fresco e armonioso sul palato.

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L’altra Azienda Siciliana è quella di Tenuta Vasadonna, azienda biologica. Via Professore A. Francaviglia, 10 – 95040 Motta Sant’Anastasia (CT) tel.: +39 391 4380101 – mail: info@tenutavasadonna.com http://www.tenutavasadonna.com

Situata nel cuore della Sicilia orientale, alle pendici dell’Etna, l’azienda prende il nome da un’antica contrada chiamata per l’appunto Vasadonna, dove le donne si fermavano a lavare i panni presso un torrente scambiando baci rubati con gli amati. In questi luoghi, di proprietà dell’antico feudo Moncada, nasce il sogno di Daniela e Salvo di dedicarsi con passione all’olivicoltura biologica. Nell’organizzare i nuovi impianti sono state valorizzate le varietà autoctone come la nocellara messinese, la nocellara etnea e la tonda iblea, per un totale di 3.200 piante in un’estensione di circa 15 ettari. Da quest’anno l’azienda si è dotata di un frantoio moderno ad alta tecnologia per gestire in piena autonomia e con molta attenzione tutte le fasi della produzione, che supera mediamente i 5000 litri annui.

Nocellara Messinese biologico fruttato intenso Monovarietale nocellara messinese. L’olio si presenta con vivaci sentori di erba tagliata, erbe aromatiche (origano, maggiorana, timo limonato) e pomodoro verde con un fondo di pepe nero. All’assaggio mantiene la sua freschezza e la sua complessità aromatica con una gradevole persistenza.

Nocellara Etnea, biologico fruttato medio Monovarietale nocellara etnea. Un olio dall’apertura complessa, con sentori di erbe selvatiche, pomodoro, fiori, frutta. Resta morbido ed equilibrato sul palato, con un finale di mandorla e una nota decisa di pepe bianco.

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Il Menù, denominato Olio diVino con Siciliainbocca, predisposto dagli appassionati Azzurra Certo e Carmine Agrillo ci ha infine consentito di giocare per addizione, sottrazione, affiancamento e contrasto con i nettari d’oliva e d’uva che fanno grande, vivibile e godibile la nostra Italia e il nostro bacino Mediterraneo, dove l’olivo ha trovato il suo luogo di elezione.

Sensazioni gustative piacevolissime che, in alcuni casi, ci hanno ricordato la gioia, il piacere, la complessità e l’abbandono del bacio di una Donna.

Antipasti:
– Carpaccio di branzino con stracciatella di burrata, grani di pepe rosa e olio evo biologico Biancolilla dell’azienda agricola Titone
– “Macchetto” di fave su cicorietta di campo con olio evo biologico Nocella Messinese di Tenuta Vasadonna
– Tartarina di tonno con erba cipollina e mandorle croccanti accompagnata da ciuffetto di maionese di mandorle sicane
Vino in abbinamento: Sàtari (Grillo e Chardonnay) – CVA Canicattì

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Primo:
Paccheri artiginali con polpo, asparagi e pomodorini Pachino.
Vino in abbinamento: Case bianche 2016 (100% Zibibbo) – Enza La Fauci

Secondo:
Trancio di spada “alla palermitana” irrorato da olio evo biologico DOP Valli Trapanesi dell’azienda agricola Titone e origano fresco, accompagnato da patate schiacciate al profumo di prezzemolo.
Vino in abbinamento: La Bambina 2016 – (rosato, 100% Nero d’Avola) – Cantine Barbera

Dessert:
Biancomangiare alle mandorle, dall’accostamento insolito … con olio evo biologico Nocellara Etnea di Tenuta Vasadonna.
Vino in abbinamento: Passito di Pantelleria – Cantine Pellegrino

Siciliainbocca in Prati

Via Emilio Faà di Bruno 26 Roma

Tel. +3937358400

info@siciliainbocca.com

 

Credits. Si ringrazia Simona Cognoli di www.oleonauta.com per aver contribuito alla stesura di questo testo.

Con Angelo Pezzella, la pizzeria Napoletana prova a conquistare Roma.

Da qualche tempo avevo sentito parlare della pizzeria Angelo Pezzella, attiva da circa un anno nel quartiere Statuario di Roma.

In questo tratto, la via Appia è un arteria di rapido scorrimento e la pizzeria, così com’è posizionata sulla tranquilla e nascosta complanare, che, tra l’altro, assume lo stesso nome della strada principale, può sfuggire ai più. Per localizzarla senza indugio, basterà ricordarsi che il locale è posto subito dopo il ponte ferroviario delle linee per Napoli e Anzio: a destra per chi viene da fuori Roma e prima a sinistra per chi proviene dal centro della Capitale.

Dotata di un comodo parcheggio interno, che può saturarsi nel fine settimana, si ha, comunque, la possibilità di poter lasciare la propria auto nelle tranquille strade dello Statuario, non lontane dall’Ippodromo delle Capannelle.

La sala è ampia, luminosa e con i tavoli ben distanziati e dotati di doppia tovaglia. Le sedute sono comode e, a differenza di altre pizzerie, non ci si tocca mai con le sedie dei tavoli vicini. Anche l’insonorizzazione è assai efficace e non spinge gli avventori a urlare, come altrove, per comunicare; anche a sala completamente piena, come questa domenica sera.

La prenotazione consente di sedermi subito al mio tavolo a differenza di altri avventori che decidono di aspettare o andar via, visto il tutto esaurito.

Il menù, in modo molto preciso, propone le specialità della pizzeria e della cucina Napoletana, così come nel locale le rispettive specialità sono elaborate in due luoghi ben distinti, in fondo al locale.

Il menù è altresì molto esaustivo, tanto da porre imbarazzo nella scelta e con il risultato di convincere già a tornare; a differenza della carta dei vini, molto scarna e mancante del Fiano di Rocca del Principe, con il quale mi sarebbe piaciuto accompagnare quanto ordinato. Ripiego sulla birra. Alla spina è presente solo la Moretti in tre diverse versioni, tra le quali scelgo la Weiss non filtrata, dalla bevuta fresca e giusta per accompagnare, senza soverchiarle, le specialità che andrò a degustare.

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Il fritto è ben eseguito e nel piatto c’è tutto quello che avrei voluto assaggiare. Tutto ben fatto, dalla crocchetta al supplì con particolare menzione alla Montanara, che mi riporta il mente una vacanza trascorsa in zona Vesuvio, quand’ero bambino, aspettando, a merenda, il Pizzaiolo che friggeva le pizze a bordo di un grosso triciclo a pedali. I Napoletani sono fantastici e dotati di tanta creatività che non ha smesso mai di stupirmi.

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Buono anche il fritto di alici, giustamente non salato, cui aggiungo il pizzico di sale, così come il mio palato gradisce. Ottima scelta del Cuoco della cucina; così come quella di accompagnare le alici con un poco di rucola selvatica, proprio per dare quel poco di amaro, necessario a mitigare la dolcezza del fritto.

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Come pizza avrei voluto provare quella con la mozzarella di bufala, ma essendo già esaurito il latticino Campano, ripiego su quella con fiordilatte e pomodorino giallo. Una pizza interessante per l’elegante acidità del pomodoro che regala freschezza al palato; facendolo così riposare dai due fritti appena mangiati. La pizza non è stata cotta a sufficienza. Capisco perfettamente che con un pienone così, questo è da considerarsi come un leggero difetto, da accettare e comprendere.

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Non potevo astenermi dall’ordinare la Pizza alla Genovese, anche perché questo è un ragù must, nonostante il nome, della cucina Napoletana. La pizza è cotta alla perfezione, sia sopra che nella parte inferiore. Il bordo è presente, ben lievitato, ma non assume i connotati del canotto, caro a certe mode. L’odore sa di buono e di dolce. Entrambe le caratteristiche sono confermate dal palato. Così, come la Montanara, il morso è giustamente cedevole e voluttuoso. La speranza e che i Romani sappiano apprezzare questa consistenza uniforme e che va dal bordo al centro pizza. La stesura della pasta è altresì perfetta. Il topping sa di carne e risulta un pochino esuberante nei toni della cipolla. Un ragù che forse, vista la tanta richiesta, non ha potuto “pippiare” molto a lungo. Sarei curioso di capire se hanno usato carne di girello o lacerto e se la cipolla è di Alife o Montoro, ma la necessità di rimanere nell’anonimato mi spinge al silenzio.

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Tra i dessert, tutti della linea Sal di Riso, scelgo quello a base di Limone I.G.P. Costa d’Amalfi che lascerà il mio palato fresco a lungo.

Complimenti ad Angelo Pezzella e al suo Staff. Ottima la scelta di portare la pizza Napoletana a Roma e di aprire il locale in un posto così periferico e comodo. Rimarchevole la tecnica nel fare, con la costante attenzione su tutti i dettagli, anche, e non ultimo, quello di asciugare con un tovagliolo la leggera esuberanza dell’olio di frittura dai calzoni. Bravi i Camerieri che hanno gestito una sala mai in affanno, con tavoli assegnati, capacità di pianificare le comande e integrarle nei tempi cucina/pizzeria, sempre gentili e con il sorriso solare. Mi è sembrato di stare a Napoli!

Angelo Pezzella – Pizzeria con Cucina

Via Appia Nuova 1095

Tel. +39 067188560

http://www.angelopezzella.it

Finalmente è ufficiale: Sala della Comitissa – Ristorante con Enoteca e Lieviti 9|19 il Bistrot cambiano residenza!

Il 23 maggio 2010 Sala della Comitissa avviava la sua attività a Baschi (TR), grazioso ma inabitato centro storico, con l’unica speranza di poter essere conosciuta ed individuata attraverso il prodotto. Sono trascorsi otto anni da quel giorno, anni di tanti riscontri, incitamenti e attenzioni da parte di un’affezionata clientela che ha voluto seguire il costante percorso di crescita professionale e di grande trasporto verso il far meglio di Maurizio ed Edi. Rispetto della materia prima e soprattutto della componente umana, dove la pulizia del fare ha portato le sensazioni e la soddisfazione dei fortunati che hanno affidato i propri momenti ai due grandi Professionisti.

Chiostro

Il 01 maggio 2018 la Sala della Comitissa e il nuovo nato Lieviti 9|19 Bistrot della Comitissa, cambieranno residenza e si trasferiranno nell’autorevole, prestigiosa e nobile dimora posta in Via Giuseppe Garibaldi nr. 23, centro storico di Civita Castellana (prov. di Viterbo – Lazio). Un edificio frutto della sapiente ristrutturazione di un antico palazzo intriso di storia e significato posto tra Piazza Matteotti (con sede municipale) e il Duomo della stessa città.

Porzione Cantina

Una dimora di grande prestigio ed eleganza accoglierà gli affezionati ospiti che seguono e sostengono il buon fare di Maurizio ed Edi, insieme ai nuovi amici che vorranno essere animati dalla curiosità di scoprire la dinamicità di una proposta guidata dal prodotto. Come sempre gli ospiti saranno accolti in un servizio personalizzato e dedicato con attenzione alle aspettative di ognuno.

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L’intero staff della Sala della Comitissa sarà coinvolto nello spostamento, la Chef Edi Dottori dirigerà la cucina e Maurizio Dante Filippi – Miglior Sommelier AIS d’Italia 2016– condurrà il servizio di sommellerie, accoglienza e direzione, insieme a tutti i collaboratori che finora hanno caratterizzato il cuore e l’anima della “Comitissa”.

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Ovviamente anche l’insegna seguirà lo spostamento nella nuova affascinante sede; sottolineando così questo secondo tempo della Sala della Comitissa, che vedrà i suoi natali nella prima quindicina del mese di giugno 2018. Sarà quello il periodo, dal quale, tutti noi potremmo affidarci a questi grandi Professionisti per trascorrere una piccola parentesi nostro tempo nelle cure della “Comitissa”. La speranza è che la Comitissa sia ancora più “casa” e non solo un “luogo” dove mangiare.

Ristorante Sala della Comitissa e Lieviti 9|19 Bistrot della Comitissa

Via Giuseppe Garibaldi 23, Civita Castellana VT

Tel. +39 3358768975

Un ristorante romantico con vista, inserito in uno dei più bei borghi d’Italia: Mudejar Spiriti e Cucina.

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Siete alla ricerca di un ristorante romantico, dove portare la/il partner? Vi fa piacere che abbia una veduta panoramica su una bella spiaggia e tratto di mare con lo sfondo l’isola d’Ischia, a chiudere questa magica e reale scenografia? Inserito sulla parte più bella del corso pedonale, Mudejar Spiriti e Cucina, offre queste caratteristiche, rilevate da un ambiente e una mobilia che ricreano lo spirito marinaro del luogo. Poi Sperlonga è uno dei borghi più belli d’Italia e dotata di un mare pulitissimo. Le spiagge curate, sono frequentate da varie tipologie di Utenti; che vanno dalle Famiglie ai Naturisti. Da ragazzo mi recavo spesso in questo luogo. Ricordo ancora con emozione i bagni in un mare subito profondo, dove allontanandosi un poco dalla riva, era bello girarsi verso l’aspra, calcarea e selvaggia montagna, dove s’inerpicava la strada che porta a Itri; rilassando così lo sguardo, il corpo e la mente in quella Natura ritrovata e che sembrava avesse voluto cullarti tramite il suo Mare e attrarre con la sua Terra in un infinito abbraccio.

La stessa calorosa accoglienza che mi riserva lo Chef Andrea Luciani, presente nell’attimo in cui arrivavo nel caratteristico dehor esterno dell’Hotel Corallo, dove oggi ha sede il suo ristorante.

È una domenica d’inizio Aprile. Un anno piovoso e freddo fin qui. Oggi sembra che timidamente la Primavera voglia finalmente rivelarsi. I tavoli sono tutti occupati da giovani coppie, felici nel godersi questo tiepido sole.

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Mi accomodo in quello a me riservato e noto subito la bell’argenteria e cristalleria d’antan, un tempo appartenuta alla Bisnonna Toscana di Andrea.

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Mi faccio subito coinvolgere dall’entusiasmo della Maître, che mi suggerisce di iniziare il pasto con lo Champagne Brut Rosè Jan Paul Deville; un vino deciso e croccante.

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Tra i suoi profumi trovo il lampone che ha voglia di abbinarsi, compenetrandosi con la Favetta, la tipica fragola di Terracina, e il gambero rosso di Mazara. Chapeau. Eccellente inizio.

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Pulisco la salsa di bufala e cocco dal piatto, usando il pane bianco, mentre quello scuro, e in modo particolare quello ai semi di cereali, lo bagno con l’Olio Biologico Colline Pontine di Villa Pontina; una spremuta d’Itrana veramente allo stato dell’arte. E poi quelle note di pomodoro …

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La carta dei vini, pur non essendo particolarmente estesa, offre tante interessanti referenze tra le quali mi sarà difficile scegliere. Ho appena concordato un percorso di degustazione che mi consiglia di privilegiare un vino di Thierry Germain. L’Insolite è un Chenin Blanc, dotato di discreta sapidità e rinfrescato da un concerto di agrumi ed erbe speziate di campo che lo rendono, in concreto, masticabile. Vino saporito, fresco e verticale.

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Nell’aria c’è una leggera e fresca brezza di mare che viene dalla direzione delle Isole Pontine e che sembra voglia accompagnare questo piatto, denominato dallo Chef: Via col vento. Qui le piccole e saporite lenticchie di Ventotene si uniscono allo zafferano della vicina Gaeta e suggellano un piatto, nel quale le cozze in tempura donano il giusto trionfo. Che partenza!

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È il momento di “Polp Fiction”. Il polpo barbecue è di una consistenza perfetta e di un sapore inarrivabile. Bene ha fatto lo Chef ad accompagnarlo con i fagioli cannellini, che non ne coprono lo squisito sapore, insieme alle cicoriette di campo, raccolte dalle contadine del luogo, e infine svegliando il tutto con l’acidità controllata dello yuzu. Un ennesimo antipasto di estremo equilibrio che conferma la mano felice e leggera dello Chef.

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La “Princiseppia sul pisello” è un piatto che inizialmente può spiazzare. Ti aspetteresti, come in altri luoghi, le striscioline di seppia cruda, invece qui sono cotte. L’inizio di una masticazione quasi tenace ti svela l’artificio dello Chef. Queste sono una sorta di fettuccine, ottenute dal cefalopode, che insieme alla crema di piselli, guanciale e bottarga di tarallo, regalano un’emozione “pastaiola”. E poi la bontà di quei piselli che sembrano appena staccati dalla pianta …

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Passo ai primi piatti, affrontando una carbonara di mare. Qui i bigoli sono cotti alla perfezione, il pesce spada affumicato è in perfetta sintonia con l’uovo, non esuberante, e l’asparago che si dona, regalando al palato il leggero tono amaro e l’ulteriore consistenza. Un nulla di pepe nero e la leggiadria delle bolle di pecorino, la dicono lunga sull’equilibrio della mano dello Chef. Una carbonara dal profondo equilibrio e che pone, come si dovrebbe, la pasta al centro. Un vero tutorial.

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Invece questa “Cacio e Pepe” la trovo un poco esuberante. Ottime la consistenza e il sapore del tortello. Le acciughe del Cantabrico e il caviale di acciuga purtroppo soverchiano per esuberanza il burro di bufala, la menta e il mojito, offrendoci una soluzione alquanto saporita, che non è nelle mie corde, ma potrebbe piacere ai più.

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Il calamaro, nduja e mandarino penso voglia essere un omaggio alla Calabria. Ottimo nelle intenzioni e nel bilanciamento delle parti, sconta, purtroppo, un sapore di piastra non perfettamente pulita. Il ristorante è pieno e i ritmi sono forsennati e una piccola distrazione può avvenire. Tornerò anche solo per riprovare questo piatto in un momento di maggior calma, magari durante la settimana.

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Rimaniamo virtualmente al Sud tramite questo baccalà in tempura, crema di peperoni e peperone crusco. La cottura del baccalà è perfetta ma i peperoni, forse perché non in stagione, dominano il piatto. Qui basterà prendere poca salsa insieme al boccone fritto.

I prezzi delle portate sono accessibili. Si va dagli antipasti proposti dai 13 ai 20 €, passando ai primi (dai 14 ai 17 €) e ai secondi dai 16 ai 18 €. La carta dei vini è altresì contenuta nei ricarichi.

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Complimenti ad Andrea Luciani e a tutta la sua Brigata composta dallo chef Mirko Terilli, il sous chef Carlos Cifuentes e il commis Famara.  L’ottima cucina è giustamente affiancata da una conduzione di sala, solare e irreprensibile; così come il bel panorama che si gode, comodamente seduti e coccolati in questo romantico luogo.

Mudejar Spiriti e Cucina

Corso San Leone, 3° Sperlonga

Tel. +39 3386839418

Sala della Comitissa chiuderà a Baschi per riaprire in un luogo ancora più importante.

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Qualche tempo fa ho ricevuto una chiamata da parte di Maurizio Filippi. Uno dei migliori Sommelier d’Italia, appena tornato dall’Australia. Dopo essersi accertato del mio stato di salute, mi comunicava un’importante novità: a breve Sala della Comitissa e Lieviti 9 | 19, Bistrot della Comitissa Trentodoc, chiuderanno i loro battenti in Baschi. Questa decisione è maturata perché, nonostante Lui e Edi Dottori non avessero mai preso seriamente in considerazione, nel tempo, le tante belle proposte ricevute, proprio perché il cuore li aveva sempre fatto rimanere nel luogo di nascita della Comitissa; adesso, infine, hanno fatto loro un’interessante opportunità, davvero rilevante, che gli darà la possibilità di esprimersi in una location, tanto prestigiosa quanto sobria, ad una distanza tale da poter essere considerata una nuova ed entusiasmante sfida, ma non tale da creare disagio per Clienti che da sempre li sostengono e credono in Loro. Qualcuno dei fortunati frequentatori, forse la maggior parte ne avrà beneficio, altri ben poco aggravio di strada, ma per tutti ci sarà l’opportunità che la Comitissa li accolga e li serva in un’ambientazione molto esclusiva ed adeguata. Motivi di riservatezza, di tempi tecnici e burocratici ancora necessari, non mi spingono a rivelare il nuovo Luogo ma posso asserire che sarà di grande prestigio e più velocemente raggiungibile dalla Capitale. Di conseguenza, eccomi ora presente a Baschi, partecipe di un pranzo domenicale in una sala piena di avventori. Lo sguardo va subito a un tavolo popolato da Ragazzi che la dice lunga sul buon lavoro fatto dai due Professionisti. In un altro tavolo c’è una coppia di Anziani avventori che tra una portata e l’altra non si lesinano eleganti e tenere attenzioni. In effetti, il cibo e l’eros impegnano tutti e cinque i sensi. Vicino ho una famiglia con due figli che siedono compostamente a tavola, più avanti un tavolo con un noto Sommelier, oltre ancora una coppia e così via.

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Maurizio, e più tardi Edi, mi spiegano le loro emozioni ed il percorso fatto per raggiungere questa decisione così importante e che li coinvolge pienamente. Vedo provato il valente Sommelier ma felice per la nuova opportunità e mi appresto a degustare il mio ultimo pasto a Sala della Comitissa, in terra di Baschi.

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Inizio il percorso degustativo con un tacos farcito di gamberi bianchi. La consistenza del contenitore esalta la morbidezza del crostaceo crudo. La maionese aggiunge voluttà opportunamente speziata, mentre il drink che assomiglia alla Coca Cola, altro non è che un infuso di tè e altri estratti vegetali che donano quel quid orientale, e quel necessario amaro, alla pietanza di benvenuto.

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Trovo sempre interessante il piatto dei pani e delle pizze. Una menzione particolare va alle fette eseguite con la farina di grano antico Gentil Rosso.

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Mi diverto ad assaggiare un poco di tutto, aiutato in questo dal Metodo Classico Trentodoc brut Moser 51, 151. Bevendo questo vino, che evoca il record dell’ora di Francesco, devo ammettere che potrebbe essere venduto a prezzi molto più elevati. Mi godo intensamente un momento di alta tensione gustativa in cui la freschezza, la fragranza e la sapidità sembrano rincorrersi, in circolo, nel mio palato. Poi questa persistenza lunga ed elegante mi mette definitivamente a mio agio e pronto a proseguire l’iter enogastronomico.

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Si chiama sensi di mare, questa portata composta di dentice scottato con crudo di ricciola, cavolfiore al forno e crema di zenzero. Piatto ben riuscito, nonostante il dentice sia leggermente asciutto al morso.

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Rimango sul Territorio Umbro accompagnando questo piatto con Iacopone, Grechetto di Todi 2016. Un vino pieno, salato, profumato e di montagna che, nonostante la forte alcolicità, è in equilibrio perfetto e dona una bevuta appagante, tipica dei vini macerati di altre zone d’Italia (Nord/Est) e oltre confine. Da applauso. Complimenti a Maurizio per avermelo proposto.

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Passo ai … sensi di Terra. Una tartare di scamone di bue a lunga frollatura è accompagnata da sgombro, cialda di rapa rossa e cipolla.  Tanto sapore, splendidamente sorretto ed esaltato dal vino Grechetto.

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Lo stesso vino tiene testa a uno degli abbinamenti impossibili, quello con il carciofo. Mi è stata servita mezza testa del vegetale che è accompagnata da un mantecato di baccalà Morro e vinaigrette di erbe aromatiche e alici. Gran piatto. Grazie Edi per aver insistito affinché lo degustassi.

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Maior, la Falanghina del Sannio di Fosso degli Angeli, un vino quasi montano, è un vero concentrato di note di frutta, fiori, erba e miele esaltate da un’elegante acidità, abbina alla perfezione i passatelli cucinati con i molluschi Arca di Noè, agretti e fondo di vitello. Mi è dolce perdermi in questo sontuoso piatto e devo ammettere che la cucina di Edi è veramente migliorata e vorrei che fosse qui con me Irina Steccanella, per gustarmi anche la sua reazione a questa versione di passatelli così intensi.

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Il Grechetto Sauvignon 2008 Orzalume, di Castello di Corbara, è un concentrato di note di frutta gialla fresca, presenti al primo impatto. Frutta che poi diventa matura, accompagnata dal sale della terra (ex mare ricco di conchiglie) e dalle note del legno, dove è stato fermentato. Queste caratteristiche lo fanno bene “accoppiare” con il caldo e freddo di Matriciana. Lo spaghettone, amalgamato con guanciale e cipolla al forno, trova la giusta esaltazione grazie all’uso magistrale della salsa ghiacciata di pomodoro (acidità), del cavolfiore arrostito (amaro) e mandorle (dolce).  Questo è un primo piatto che a Roma genererebbe furore gastronomico.

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Passo a degustare il Cabernet sauvignon di Petignanetto , un vino che è una sfida, visto il terreno su cui le viti sono state pianta. Nonostante il terreno argilloso, la gustativa è di un vero Sauvignon; peperone verde, le verdure e un discreto floreale, rinfrescati dalle note erbacee. Un Vino scorbutico, selvaggio e vero che ben si accompagna a un Capriolo cacciato e con esso la terra (rapa) sulla quale ha vissuto, il latte (yogurt) che ha assunto e il pascolo (germoglio di grano). Cottura della carne magistrale. Mi sto sciogliendo dall’emozione. Edi e Maurizio, grazie di esistere.

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Il Trentaquerce 2009 di Mariabarbara Conti è un vino delizioso, fresco, vegetale e splendidamente Femminile. Peccato fosse l’ultima bottiglia esistente in cantina. Da felice (ultimo) consumatore di questo notevole Vino, mi appresto a mangiare il grigio e brado, in altre parole un maialetto in doppia cottura con broccoletti, crema di aglio sbianchito e rapa. Piatto di un’abbondanza eccelsa che racconta della generosità e l’entusiasmo della Chef in Cucina. Finisco il pranzo in dolcezza e freschezza: gelato di crema e limone con nocciole e zabaione al Marsala.

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Il caffè è accompagnato da una fetta di Colomba ai frutti di bosco d’elegante acidità; veramente apprezzabile dopo un percorso gustativo così complesso. La colomba e uno dei prodotti dell’adiacente Lieviti 9 | 19.

Ho avuto il piacere di degustare tanti interessantissimi Vini provenienti da questo Territorio vocato. Ho apprezzato le proposte, quasi tutte fuori dal solito coro, riuscito risultato della fatica di tanti Vignaioli Artigiani.

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Credetemi i premi in foto non rendono minimamente l’enorme competenza del Sommelier Maurizio Filippi della Comitissa. Un vero e preparatissimo Sommelier cui piace portare voci di terre, sorprese di prodotti capaci di superare le attese di chi li interpreta … insomma, la bellezza del Servizio, del confronto, dello scoprire e dello scambio di esperienze.

Edi Dottori si è ancora migliorata raggiungendo una maturità e un equilibrio della proposta non comuni; certamente aiutata dalle sue origini Marchigiane e dall’esperienza in Terra Umbra.

Sala della Comitissa e Lieviti 9 | 19, Bistrot della Comitissa Trentodoc, rimarranno operative in Baschi fino a inizio Maggio 2018 per poi essere attive nella nuova prestigiosa location da inizio Giugno 2018.

Dove?

Per saperlo vi basterà rimanere “sintonizzati” su Foodwineadvisor.

Indirizzo valido fino a inizio Maggio 2018:

Ristorante con Enoteca

Sala della Comitissa

Via Roma 11 Baschi

Tel. 0744 957193

N. B. del 13/04/2018. Dalla prima quindicina di Giugno 2018 il nuovo indirizzo sarà:

Ristorante Sala della Comitissa e Lieviti 9|19 Bistrot della Comitissa

Via Giuseppe Garibaldi 23, Civita Castellana VT

Tel. +39 3358768975

 

AMODEI Banco & Bottega: la qualità che non ti aspetti al quartiere Esquilino.

A Roma apre Amodei, l’Emporio delle Gastronomie Italiane. Sì proprio nel quartiere Esquilino che da qualche tempo sta cercando un suo rilancio.

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Qui, Da metà febbraio Eli Guetta e Gabriele Rabba hanno dato seguito alle loro passione per il cibo, aprire una risto-bottega. Il negozio è posto in zona tranquilla, al civico 7b di via Principe Amedeo, proprio nella zona degli hotel di livello, intorno alla stazione Termini e sulla destra di via Cavour, scendendo da piazza dei Cinquecento.

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Il negozio, a pochi giorni dalla sua apertura è già un caleidoscopio di eccellenze italiane. I prodotti sono disposti per tipologia e provenienza geografica, Amodei ha selezionato minuziosamente produttori e fornitori come per i ben tredici frantoi di olio, tra cui Quattrociocchi, Colli Etruschi e Ciarletti, mentre Olivieri 1882 rifornisce cioccolato e colombe. Le Gemme del Vesuvio, Morelli e S. Rita, invece, sono tra i pastifici di riferimento iniziali, ai quali spero se ne aggiungeranno altri di pari qualità. Via Rafi Numero Uno trasforma verdure e frutta fresca in conserve di terra, così come l’Azienda Agricola Prunotto.

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Non esitate ad acquistare la Giardiniera di Morgan: un misto di verdure, proposte in agrodolce, di una consistenza inarrivabile e gusto elegantissimo. Dalla Sicilia c’è poi Campisi con i suoi sott’olio ittici, mentre Piemonte e Umbria sono presenti con l’oro nero in cucina (Tartuflanghe e San Pietro a Pettine).

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Tra gli scaffali sarà possibile scegliere un vino fra circa 250 referenze. Presenti alcune proposte di vini kosher.

Amodei è anche, finalmente, un nuovo modo di fare bottega, alternando il concetto di negozio a quello di bistrot. Infatti, sono disponibili 26 coperti, con possibilità di future degustazioni a tema.

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Al banco gastronomia sono proposti gli affettati a marchio Dop di Vecchio Varzi, la romana DOL per i formaggi, mentre i salumi d’oca sono Quack. Interessanti i taglieri con le selezioni dalla salsamenteria, rigorosamente da accompagnare con la pizza bianca ripiena consegnata ogni mattina dall’Antico Forno Urbani di viale Portico D’Ottavia.

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A pranzo e a cena è possibile ordinare piatti espressi: parmigiana, lasagna e polpette al sugo, ma anche carpacci e gastronomia di mare.

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Il beverage si divide tra aperitivi, birre artigianali in bottiglia e vino con annessa lavagna per la mescita del giorno.

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Dalla bottega alla sosta enogastronomica di livello, Amodei si propone come il negozio di fiducia per una spesa da intenditori. Amodei si propone sia come luogo d’acquisto e sia come luogo di godimento gastronomico sul posto, 7 giorni su 7, dalle 11 del mattino alle 23; dove sedersi, scegliere un piatto alla carta o, semplicemente, fare provviste gourmet accontentandosi del meglio.

 

Contatti

Amodei – Via Principe Amedeo 7b

00184 Roma – Tel: 06.4823138

Orario: sempre aperto, dalle 11 alle 23

Tornano a Roma i V.A.N. – Vignaioli Artigiani Naturali

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Sabato 17 e Domenica 18 MARZO 2018, presso Città dell’Altra Economia di Roma avrà luogo V.A.N. – Vignaioli Artigiani Naturali ROMA 2018

Torna la Fiera che in Italia propone il top della produzione vinicola dei Vignaioli Artigiani Italiani uniti dalla passione per il vino naturale.

Dal Lazio, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Toscana e Calabria aumentano i vignaioli che riconfermano la propria partecipazione e si aggiungono ex-novo, alla due giorni romana, produttori che scelgono di percorrere la strada del vino naturale e di proporlo in un contesto attento alle loro scelte e sensibile alle “storie” del vino.

Un evento che vuole celebrare un vino caratteristico, ottenuto unicamente da fermentazioni spontanee (senza lieviti o batteri aggiunti), e senza aggiunte di additivi o coadiuvanti enologici in vinificazione, maturazione e affinamento. Una rara opportunità, da cogliere senza indugio, dalla durata di due giorni, necessaria per degustare con calma prodotti genuini, ottenuti da uve raccolte manualmente, da agricoltura biologica o biodinamica.

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Il 17 e 18 marzo sarà quindi possibile degustare ininterrottamente i vini nelle postazioni dei Vignaioli che impreziosiscono i propri prodotti di curiosità artigiane; e ad accompagnare i vini anche profumati formaggi e peperoncini abruzzesi, sfiziosi prodotti dalle farine biologiche sapientemente macinate a pietra, e altri prodotti della cucina tradizionale del centro Italia.

V.A.N. Vignaioli Artigiani Naturali non è solo degustazione: i vini si possono acquistare, eccezionalmente e direttamente dal produttore, entrando in contatto con le storie e l’umanità che fanno del vino di artigianato un incontro di vite e sapienza contadina.

Un vino sincero, dalle radici ai frutti, per il palato e per il cuore, forte testimone delle variegate tradizioni vinicole Italiane e di un mercato possibile in espansione.

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Prima lista non definitiva delle adesioni:

ABRUZZO

– Colle S. Massimo

– Az. Agr. Caprera

CALABRIA

– Cantina Lucà Santini

– Az. Agr. Biagio Diana

– Az. Agr. Giuseppe Calabrese

– Az. Agr. Tenuta del Conte

CAMPANIA

– Az. Agr. Casa di Baal

– Salvatore Magnoni – Prima la Terra

EMILIA ROMAGNA

– Az. Agr. Maria Bortolotti

– Az. Agr. Susanna Diamanti

LAZIO

– Il Vinco

– Cantina Ribelà

– Podere Orto

– Az. Agricola Marco Colicchi

– Az. Agr. Piero Riccardi – Lorella Reale

– Az. Agr. Maria Ernesta Berucci

LIGURIA

– Az. Agr. Rosmarinus

LOMBARDIA

– Az. Agr. Castello di Stefanago

– Az. Agr. Antonio Ligabue

– Tenuta Belvedere

MARCHE

– Ca’ Sciampagne

– Fontorfio

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MOLISE

– Az. Agr. Vinica

PIEMONTE

– Daniele Saccoletto

– Az. Agr. Vinicea

– Cascina Bricco Ottavio

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SARDEGNA

– Cantina Francesco Cadinu

SICILIA

– Bruno Ferrara Sardo

– EnoTrio

– Az. Agr. Gueli Calogero

TOSCANA

– Coop Agr. La Ginestra

– Az. Agr. Il Casale Giglioli

– Az. Agr. Busattina

– Podere Anima Mundi

– Az. Agr. Fattoria S. Vito

– Poggio di Cicignano

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UMBRIA

– La Casa dei Cini

– Raina

– Az. Agr. Preggio – Elena Vezzoli

– Az. Agr. Mani di Luna

SLOVENIA

– Az. Agr. Cotar

 

– Calice Bio Distribuzione

– Gregorio Rotolo formaggi (Abruzzo)

– Paolo Lu Cavaliere – Olio evo, peperoncini (Abruzzo)

– Associazione Agricola sociale, Farine ORTO (Lazio)

 

L’evento è organizzato da V.A.N. – Vignaioli Artigiani Naturali

e Città dell’Altra Economia, con la partecipazione di Coop. Oltre Onlus.

 

PROGRAMMA

Sabato dalle 11 alle 20

Degustazione e vendita diretta di vini naturali e prodotti dell’agricoltura biologica

 

Domenica dalle 10 alle 19

Degustazione e vendita diretta di vini naturali e prodotti dell’agricoltura biologica

 

Ingresso 10 + bicchiere 2

 

e-mail: info@vignaioliartigianinaturali.it

comunitasolidaleresistente@inventati.org

pagina Facebook

Natural Critical Wine

Gruppo Vini Naturali Veri

Evento Facebook

Vignaioli Artigiani Naturali – Fiera Marzo 2018

Come si mangia da Juerí, il nuovo ristorante di Mario di Vito, appena aperto a Cassino?

Lo Chef Mario di Vito, un vero Talento emergente, dopo aver aperto da circa un anno il suo romantico Ristorante Petra, nell’accogliente comune di Sant’Elia Fiumerapido, di cui abbiamo scritto qui https://foodwineadvisor.wordpress.com/2017/04/10/mario-di-vito-un-giovane-talento-di-cui-si-parlera-molto/ , sull’onta del successo ha deciso di aprire un altro locale a Cassino, denominato Juerí.

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Sì proprio a Cassino e a pochi passi da un altro valente Chef e di un altro, assai capace, che ha il suo ristorante a Cervaro e dei quali vi abbiamo raccontato in altri articoli. Al di là di un offerta così appetibile, sono contento che questa parte di Territorio Ciociaro sappia esprimersi a livelli così alti e professionali. Sono sicuro che, più di me, saranno contenti gli abitanti della Città e i fortunati Viaggiatori che, transitando sull’autostrada A1, decideranno di fare una deviazione per avere una sosta di livello gourmet.

Tornando al nostro Mario, ci preme comunicarvi che, dopo un intervento di leggera ristrutturazione, il ristorante Petra sarà usato per eventi e ricevimenti, mentre l’avveniristica sala dello Juerì sarà dedicata alla cucina gourmet.

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Scelte giustissime, perché il ristorante cittadino ha pochissimi coperti e offre altresì alcuni tavoli, dotati di sedute a divanetto, molto intimi, che ne siamo certi saranno molto ambiti dalle coppie in amore. Nel caso, gli Champagne, qui numerosi, potranno essere sicuri complici di nuove o consolidate storie amorose.

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Dopo aver visitato la sala, mi dirigo in cucina e ne apprezzo l’attrezzatura professionale che la popola. Qui mi è presentata la giovanissima Pastry Chef Giusy Casale, che sfoggia orgogliosa la giacca di ALMA, la scuola internazionale di cucina nella quale si è diplomata.

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Prima di accomodarmi al mio tavolo, faccio una sosta alla consolle degli Oli di oliva e devo ammettere che averne 12 di tipo diverso e di questo livello a pochi giorni dall’apertura è una garanzia di serietà professionale e competenza. Qualità, quest’ultima, magari, attinta anche dall’esperienza e dalla passione che da anni contraddistinguono Simona Cognoli, in arte Oleonauta.

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Arriva il benvenuto e devo ammettere che già la presentazione è da sballo. Il Caviale siberiano, zabaione e sale di Maldon è racchiuso in una sorta di scrigno di vetro che ne esalta già il mare. Il caviale, generoso nella dose di benvenuto, è altresì di ottimo livello gastronomico e un poco penalizzato dalla crema, anch’essa generosa, nella dose di zucchero. Ne sono certo, conoscendo Mario, che questo benvenuto sarà già ottimizzato questa sera, alla sua seconda uscita ufficiale!

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Arriva una seconda amuse bouche: panino al sesamo con mortadella e burro di bufala. Un boccone di un goloso irrefrenabile e che riporta in mente alcune merende vissute nell’infanzia. Il Maître mi colma nuovamente il calice con uno Champagne Luis Roederer che si abbina in maniera magistrale. Francesco Borrelli si conferma, ancora una volta come un bravissimo “Cameriere” di Sala.

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Mi arriva un altro benvenuto: Riso profumato agli agrumi e gamberi di Porto Santo Spirito. Grandissimo Mario ad aver dato una trama acida a una base neutra che ben esalta i crostacei e il mare contenuto in essi. Un boccone da estasi e da applausi a scena aperta. Mi è servito un ulteriore goloso boccone: Mandarino, quaglia e cannella. Quest’ultimo è un bell’esercizio di stile tra il dolce, l’acidità calibrata e l’umami con dei pari giochi sulle consistenze. Una successiva conferma che in cucina c’è un “grande Manico”.

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Affronto l’antipasto: Seppia, frigitelli, chorizo, patata bruciata e polvere di seppia. Il piatto è molto complesso e forse l’esuberanza degli elementi e la sapidità intrinseca di un loro paio, chorizo e la polvere di seppia, lo rendono interessante ma leggermente salato. Ne sono certo, nella Capitale d’Italia andrebbe benissimo così.

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Passo ai primi. Lo spaghettone, caciocavallo podolico, ostrica e limone mi sembra giocare un poco troppo sui contrasti estremi. Il mare contenuto nell’ostrica è leggermente attenuato dall’energia del formaggio, così a lungo stagionato. Una burrata, forse, avrebbe prodotto un risultato più morbido e finemente “erotico” ma capisco la necessità dello Chef a diversificarsi dall’altro piatto in carta, i tortelli, che contengono lo stesso formaggio a pasta filata. Comunque un ottimo piatto con la possibilità di divenire stratosferico. Un’ottima scelta per persone in procinto di amarsi.

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Un primo riuscitissimo questo composto di linguine (fresine di Gragnano) con i gamberi di Mazara. La costante disponibilità del crostaceo permette di averlo in carta costantemente e poi la pasta, di elevata qualità, è cotta alla perfezione e capisco perché Mario ha performato così bene durante Festa a Vico, la mitica kermesse gestita e organizzata da Gennarino Esposito.

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Il secondo piatto è composto dal branzino, scaloppa di foie gras e passion fruit. Il filetto del pesce, pescato all’amo, è eccellente e di uno spessore incredibile, perfetto di cottura e giustamente morbido. Qui lo Chef ha voluto farne un piatto ancora più spesso e godurioso, aggiungendo il fegato grasso. Il frutto della Maracuja apporta profumo e garbata freschezza, utile nel bilanciamento del piatto.

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Dopo un percorso salato e così articolato, il dolce dovrebbe apportare freschezza. Prima di affrontarlo mi è servito un bon bon allo Champagne e mela verde. Non c’è nulla di meglio per pulire la bocca dal salato e prepararla al dolce.

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La Pastry Chef Giusy Casale è giovane ma, ne sono certo, percorrerà molta strada.

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Il Cioccolato salato, lampone e Vermouth, nonostante la presenza della massa di cacao si fa mangiare molto bene grazie al gelato al frutto di bosco che cede la sua naturale freschezza.

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Il successivo dessert, denominato Esotico, composto da una sfera di cioccolato Weiss, spuma di yogurt di bufala, gelato al mango e frutti esotici, è dotato di una naturale e spontaneo brio di leggerezza. Credo che la Ragazza in cucina non smetterà di sorprendermi.

Samanta Monaco, la moglie di Mario, è presente in sala insieme alla neonata Rebecca.

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Festeggiamo la Bimba con lo Champagne millesimato Laurent Perrier, mentre Lei dorme, dolcemente, accoccolata nelle braccia di Papà.

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Veramente una grande Brigata, quella di Juerí, professionale e affiatata che credo non smetterà di stupirci, magari, anche con future interessanti nuove sorprese. Per rimanere aggiornati Vi converrà restare sintonizzati su Foodwineadivisor.

Juerí Ristorante Gourmet

Via Dante 97 Cassino FR

Tel. +39 077622013

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Torna ENOTICA 2018. Andrà in scena, quest’anno, l’ottava edizione del Festival del Vino e della Sensualità, come sempre al CSOA Forte Prenestino.

Torna ENOTICA 2018. Andrà in scena, quest’anno, l’ottava edizione del Festival del Vino e della Sensualità, come sempre al CSOA Forte Prenestino.

2018 - Manifesto

Il pubblico potrà vivere la Seduzione dei Sensi attraverso il buon Vino, l’Arte, il Gusto e la Musica partecipando a Degustazioni di Vino biologico e biodinamico, Mostre, Concerti, e Cabaret e Cibi afrodisiaci.

Il 16, 17 e 18 marzo 2018 
saranno quindi tre giorni ad alto tasso afrodisiaco interamente dedicati all’immortale connubio fra Vino ed Eros.

L’evento tanto atteso della primavera romana avrà luogo nel popolare quartiere di Centocelle e tornerà ad essere teatro di quel “Novello Baccanale” immaginato da Veronelli quasi dieci anni fa e che tutt’oggi prosegue nel suo amorevole ricordo.

Saranno presenti 60 vignaioli, diversi produttori di birra e contadini, cucine critiche dai quattro angoli dello stivale e poi performance, rappresentazioni, dj set e concerti vi trasporteranno in un una dimensione differente, dalla quale non vorrete più tornare indietro.

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Un luogo in cui il protagonista è il Vino Critico, rigorosamente biologico e di Artigianato, di provenienza certificata, che non specula sul prezzo, che rispetta l’ecosistema, non filtrato e non omologato. Co-protagonista, naturalmente, è il Cibo, con una ricca offerta di prodotti che saranno capaci di esaltare l’importanza della biodiversità, della produzione biologica e dell’impatto ambientale.

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L’Eros è l’ospite d’onore; amplificato dal buon vino e contornato da installazioni e assaggi dal retrogusto afrodisiaco.

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Enotica nasce dall’esperienza dell’Enoteca Forte Prenestino, che dal 2004 persegue il percorso iniziato nella prima edizione di Terra e Libertà/Critical Wine, per riscoprire la sensorialità del gusto e immaginare un circuito virtuoso tra qualità dell’ambiente, della produzione e delle relazioni sociali. Anche durante questa edizione si potrà votare il vino più Enotico!

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La lista dei Produttori: https://www.enotica.net/degustazioni.html

La lista delle Cucine presenti: https://www.enotica.net/cucine.html

Scopri tutti i dettagli dell’ottava edizione sul sito ufficiale http://www.enotica.net

Forte Prenestino via F.Delpino s.n.c.  Roma

Orari di apertura delle degustazioni:

Venerdì 17 Marzo: dalle ore 17:00 alle ore 22:00

Sabato 18 Marzo: dalle 15:00 alle 21:00

Domenica 19 Marzo: dalle 14:00 alle 20:00

L’accesso alle degustazioni sarà possibile, tutti i giorni del festival, fino a un’ora prima della chiusura dei sotterranei.

Ingresso: 5 euro