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Brunello a Palazzo 2019: la lista completa dei Produttori e degli Artigiani Pontini partecipanti all’evento che promuove l’enogastronomia d’eccellenza. Foodwineadvisor

L’Associazione Decant continua a promuovere la cultura enogastronomica nella città di Fondi, proponendo il 29 novembre, in collaborazione con EnoClub Siena, una nuova tappa del percorso enogastronomico alla scoperta dei sensi con “Brunello a Palazzo”.

Si svolgerà nella storica e notevole cornice di Palazzo Caetani l’atteso evento, divenuto oramai un appuntamento importante per addetti del settore e appassionati.

Ai numerosi banchi d’assaggio di Brunello di Montalcino saranno affiancate degustazioni di prodotti dell’eccellenza gastronomica del territorio Pontino.

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La gastronomia sarà curata da Ristoranti dagli indiscussi Talenti quali: Ristorante Essenza; Ristorante Lo Stuzzichino; Ristorante Riso Amaro. Inoltre saranno presenti Agricola Gizzi, Baci di Dama, Caseificio L’angolo della Mozzarella, Co.Co cookery Cocktail, Gregorio de Gregoris, La Collina del Gusto, Laghetto Living, Magni Ricevimenti, Norcineria Petrillo, Red’s Cibarie e Miscele, Ristorante Bacchettone e Zazzà, Zafferano Pontino.

Le cantine presenti alla manifestazione saranno:

Argiano
Carpineto
Castello Tricerchi
Col D’Orcia
Corte dei Venti
Il Marroneto
L’Aietta
La Fortuna
La Gerla
La Palazzetta
Le Chiuse
Le Ragnaie
Piombaia
Poggio Lucina
Podere Le Ripi
Podere Paganico
Ridolfi
Rocca delle Macie
Sanlorenzo
San Felice
Sassodisole
Tenute di Sesta
Tenute Silvio Nardi
Terre Nere
Tiezzi
Villa I Cipressi
Villa Poggio Salvi

Le etichette di Brunello di Montalcino saranno selezionate per l’evento da Davide Bonucci, presidente di EnoClub Siena che, in apertura di serata, terrà anche un interessante seminario sul Brunello di Montalcino a 10 anni – Annata 2009.

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La partecipazione, per un massimo di 20 persone, è riservata a coloro che posseggono il biglietto d’ingresso ed è gratuita previa prenotazione via email (decantfondi@gmail.com) oppure direttamente all’accoglienza presso Palazzo Caetani.

L’apertura dei banchi d’assaggio ci sarà alle ore 19:00 con chiusura alle ore 24:00.

L’evento, Patrocinato dal Comune di Fondi e dal Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, con la collaborazione dell’Azienda Gino Vaccaro è a posti limitati.

I biglietti, salvo esaurimento dei posti, sono disponibili online sul sito http://www.associazionedecant.it oppure, a Fondi, Presso Futurgrafica in Via Arnale Rosso, 11 e, a Latina, presso GlobalTel in via G.Matteotti, 149.

Per informazioni e aggiornamenti: pagine facebook: @Brunello a Palazzo e @AssociazioneDecant  sito web: http://www.associazionedecant.it  email: decantfondi@gmail.com.

Osteria Pelliccione, il luogo dove la vera Tradizione ti commuove a tavola! Foodwineadvisor

In questi tempi “moderni”, nel settore della ristorazione, si assiste a un’incessante cadenza di nuove aperture.

Tralasciando la poca e disinteressata attenzione, da parte di tutti gli “addetti ai lavori” sulla problematica delle chiusure, quello che è evidente è che ormai siamo assuefatti a seguire mode e trend che poco ci appartengono.

La capacità della Cucina Italiana è sempre stata quella di rappresentare con attenzione le caratteristiche di ogni Territorio, per nostra fortuna ognuno diverso dall’altro, nel nostro fortunato Paese.

Un patrimonio che si è costruito anche assorbendo gli usi e costumi, di popoli che ci hanno invaso o contaminato, facendoli nostri, grazie all’attenzione prestata ai particolari di ogni ricetta. Il pensiero va, per esempio, all’infinita maestria dei Napoletani che, grazie ai Borboni, hanno fatto proprie, rielaborandole al meglio, anche le ricette di famosi Chef chiamati a corte. Una grande capacità, che è una caratteristica anche dei Siciliani; un popolo capace di incorporare nel suo DNA alcuni “cantici” della Cucina Araba e non solo.

Certamente ci sono anche esercizi, magari nelle città, che cercano di colmare il gap della Trattoria sparita, rendendosi conto che questo era il cardine con il quale la cultura enogastronomica locale e sociale aveva la possibilità di aprirsi ed emanciparsi. Personalmente li ho provati, e di là da una materia prima eccellente, non ho trovato null’altro.

Il cibo è cultura che affonda nel DNA di un popolo e non si può riprodurlo solo investendo su una nuova tendenza che richiama l’antico.

Alcuni felici esempi, fuori dalle aree metropolitane, tanto per citarne alcuni, riporto quelli di Sora Maria e Arcangelo, fortunatamente non lontano da Roma, e quella del Capanno nella campagna di Spoleto, lasciano sperare che questa Tradizione non sia finita.

Oggi, avendo meno tempo a disposizione mi sono posto nella condizione di trovare un luogo altrettanto vero, appena fuori Roma. La zona dei Castelli Romani è una delle più prossime alla Capitale e opportunamente mi reco verso Genzano, un luogo meno frequentato dal turismo enogastronomico dei “fuoriportisti”.

Qui, dal 1954 e da tre generazioni, la famiglia Mancini gestisce l’Osteria Pelliccione, un locale di vera tradizione Romana.  Dal 1989, l’esercizio è posto, nella centrale ma appartata “Piazza dell’’Erba”. La bellissima giornata di sole m’induce a consumare il pranzo nel dehor esterno, capace di ospitare fino a 50 avventori.

Tra gli antipasti scelgo quello più caratteristico, in altre parole il tris di Cucina Romana composto di trippa, coratella e fagioli con le cotiche. Come si direbbe a Roma, la trippa “si squaglia in bocca”, grazie anche all’infinita perizia in cui è stata cotta. I fagioli con le cotiche mi ripotano a un’infanzia, in cui l’incessante attività fisica era sostenuta da piatti elaborati con i legumi dell’orto e la carne di maiale del vicino Contadino/Allevatore. Da quest’ultimo proveniva anche il latte crudo per la colazione, comprato in stalla, appena munto, ogni pomeriggio.

Nella coratella trovo quei pezzi di cuore, puliti di ogni nervo o parte dura e fatti morire nella cipolla, proprio così come faceva diligentemente Mamma. La commozione è inevitabile, così come il ricordo di un quarto di cuore, servito intero e immangiabile, di cui ho avuto esperienza in una neo trattoria Romana.

L’Oste Massimo Mancini, prendendo la comanda, mi aveva suggerito di abbinare al pasto il vino biologico Ypnos, prodotto con uve rosse, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon, di vigne del territorio nella confinante Ariccia.

Il rosso della Tenuta Pagliarozza, è un vino sferico sostenuto da note di frutti di bosco, che si abbina perfettamente all’eccellente e abbondante antipasto.

Così come per gli antipasti, sui primi c’è un vero imbarazzo della scelta. Anche qui concordo con Massimo due “assaggini” da memoria storica.

Le fettuccine con le regaje di pollo sono nel solco della vera tradizione. Un piatto quasi dimenticato, anche per la difficoltà di trovare carne da allevamenti avicoli da cortile e di alta qualità. Un primo che riporta all’infanzia quando, soprattutto per chi viveva in campagna, era un piatto festivo che ben esaltava le fettuccine tirate a mano dalla Nonna.

Altro piatto della festa, erano gli gnocchi. La loro preparazione vedeva la partecipazione anche di noi bambini, intenti a rigarli uno a uno con i rebbi della forchetta e ad adagiarli su ogni supporto orizzontale possibile, adeguatamente rivestito da un candido lenzuolo di cotone. La dimensione, insieme alla giusta resistenza al morso e generosità del sugo di carne, mi ricordano la maestria di una Zia, che abitando vicino alla scuola in cui ero studente, mi invitava ogni giovedì a pranzo per degustarne un paio di piatti molto ben conditi. Erano di solito gli ultimi della zuppiera, conditi da abbondante formaggio, proprio come questi. Cerco di resistere all’emozione ma è molta dura riuscirci, anche perché il sugo è stato fatto con le dolcissime spuntature.

Il finale è esaltato dalla scelta, tra i tanti secondi della Tradizione disponibili, della Coda alla Vaccinara. La carne è stata cotta per ore e tanta attenzione, al fine di esaltarne gusto e morbidezza. Giustamente è generosa la dose di sedano, che, oltre a donare verticalità al gusto, aiuta anche rinfrescarmi da un pranzo così impegnativo.

Il dehor pieno di felici avventori, alcuni anche del Nord Italia, mi conferma che l’autentica Tradizione può e deve avere il suo ruolo in una vera Cucina, finalmente ritrovata.

Complimenti alla famiglia Mancini, alla competenza e passione del Cuoco Massimo, che non allineandosi a mode effimere del momento ci permettono queste autentiche emozioni.

Notevole che ci sia la possibilità anche per vegani e celiaci di ordinare piatti a loro consoni, grazie a una Cucina che, otre a contare uno Staff capace di gestire grandi numeri, è altresì formato sulla gestione e sulla non contaminazione tra i cibi.

Per tutte queste capacità, Osteria Pelliccione è parte di Castelli Romani Food & Wine,  il gruppo che annovera i migliori Talenti di questo fortunato e bellissimo Territorio vulcanico.

Osteria Pelliccione

Cucina Casareccia dal 1954

Piazza Giuseppe Mazzini 13/14 – 00045 Genzano di Roma

Tel. 06 9364480

Chiuso il Martedì e Domenica a cena

Mail: osteriapelliccione@gmail.com

Osteria dell’Orologio – Marco Claroni e il buon Lazio del Litorale. Foodwineadvisor

Gli Chef del Litorale Laziale sono da anni un approdo sicuro per tutti gli amanti del buon cibo. Qui è in atto una vera Rivolta del Gusto che non ammette soste sulla ricerca e la strategia per esaltare la bontà di questo Territorio. Anzio, che vede i fratelli Regolanti, leader di una nutrita staffetta di proposte eccellenti di mare, è da generazioni un futuro porto gastronomico. A seguire nel tempo e con una forte crescita, dobbiamo annoverare il Litorale Pontino, dove ancora oggi personaggi del calibro di Gino Pesce, Simone Nardoni, Maurizio De Filippis, Max Cotilli, Fabio Verrelli D’Amico e tanti altri sono, orami, una sicura certezza di una regione che ha finalmente trovato la spinta per esaltare il tanto buono del mare e dell’orto che la contraddistingue.

Intanto, la Capitale sta a guardare, incapace di raccogliere il forte segnale di miglioramento, che potrebbe innescarsi esaltando il proprio Territorio, con la sola eccezione di Fiumicino, dove Lele Usai e Gianfranco Pascucci sono le eccezioni che segnano una volontà di crescita avulsa da mode del momento e, soprattutto, dal fenomeno apri e chiudi esercizi che affligge Roma.

Conosco Marco da anni. Lui è uno dei pochi Chef che, anche durante gli eventi di gastronomia, riesce a dare sempre il massimo di se stesso. Si concede completamente ai suoi fortunati ospiti, con delle performance memorabili, anche in momenti in cui altri “tirerebbero i remi in barca”, per prendere un attimo di respiro. A tal proposito, ho ancora un ricordo memorabile di una cena, consumata una domenica sera in compagnia di Simone Nardoni e Ilary Mandatori, nella quale rimanemmo fulminati dalla sua passione e profonda energia.

Oggi è una bella e assolata domenica di Ottobre e sembra che tutti abbiamo scelto di raggiungere Fiumicino, tanto è il traffico per raggiungere la città costiera e la difficoltà di raggiungere il parcheggio. Un problema, quest’ultimo, che si trasforma in un’opportunità che mi consente di passeggiare gran parte di via Torre Clementina. Questa strada, che costeggia il canale dove sono ormeggiate le barche dei Pescatori e annovera dei bei palazzi del Valadier, è oggi una “mangiatoia” a cielo aperto dove, un certo numero di buoni e rispettabili esercizi, sono circondati da una serie di altri che fanno del prezzo la sirena acchiappa avventori.

L’Osteria dell’Orologio è posta proprio, dove la passeggiata diventa più confortevole, perché lì si apre un piccolo slargo nel quale sono alloggiati anche i tavolini esterni del ristorante, in attesa del permesso di essere inseriti in un più opportuno dehor esterno. L’interno, che è stato rifatto da qualche tempo, si presenta piacevole per le finiture minimali e la volta storica di mattoni, meno per l’acustica che nulla può per arginare il rumore di noi Romani quando ci sediamo a tavola. C’è una soluzione di legno che attraversa a mezzaria il cielo del locale, ma che nulla può per arginare le persone urlanti, che altresì potrebbero essere “gestite” da futuri pannelli fonoassorbenti.

Eccellente l’ospitalità dei Professionisti di Sala che mi “catturano” sull’uscio e mi accompagnano al tavolo e che mi seguiranno con attenzione, ne sono già certo, per tutto il pranzo.

Ottimi i vari menù degustazione, proposti dal ristorante, che giustamente vanno incontro a una clientela che qui è eterogenea e va dal gourmet all’avventore più tradizionale.

Con Marco decidiamo di degustare, tramite micro porzioni, gran parte dell’interessantissimo menù alla carta, lasciandogli mano libera al fine di potermi trasmettere al meglio la sua capacità e filosofia di Cucina.

Per accompagnare il pranzo, qui all’ Osteria dell’Orologio, è servito dell’ottimo Pane e un magnifico olio Olivastro di Quattrociocchi. Quest’ultimo composto dalla cultivar Itrana in purezza, che dona le sue intense e fruttate note di pomodoro, carciofo e mandorla.

Si parte con un bicchiere di Rú Maccone, un brut metodo ancestrale fresco e profumato di agrumi che ben accompagna una tris di benvenuti, nei quali sono colpito dalla bontà dell’alice con salse in accompagnamento e dalla sua lisca biscottata e fritta che ben mi ricorda un’esperienza in Giappone.

Il tutto è esaltato da un brodo che mi fa venire voglia di ballare sul tavolo per la tanta bontà.

Si segue con una selezione di bottarghe e ventresche che sono accompagnate da diversi pani e burro. La loro intrinseca bontà e il fatto di aver mangiato, tra di esse, anche il cuore del tonno rosso fa ben comprendere perché Chef Marco Claroni sia ormai diventato il mitico Norcino del Mare. Come per le alici, rifletto sulla sostenibilità che lo Chef adopera per il suo pescato. In quest’Osteria non si butta nulla e ogni parte del pesce è valorizzata per la felicità del fortunato Ospite.

Tanta bontà merita un vino di grande livello, capace di esaltare, con i suoi infiniti elementi ”orchestrali”, piatti così goduriosi. La scelta ricade sul Trebbiano d’Abruzzo 2014 di Valentini.

Questo eccellente vino dà il giusto slancio per affrontare una serie di antipasti crudi, tra i quali mi piace ricordare la freschezza dell’ombrina in ceviche, insalatina di lenticchie beluga e latte di cocco.

È notevole anche il gambero rosso, esaltato dalla zuppetta di arancio bruciato, semi e zucca alla scapece.

Eccellente la testa del carapace che è stata giustamente servita già aperta per una più agevole degustazione.

Au … tonno è un vero tributo a questo pesce di mare, che è si servito crudo, ma è allo stesso tempo esaltato dal suo fondo bruno che mi riporta mentalmente e nuovamente in Giappone, tramite il suo Umami. Le nocciole e i funghi ben si abbinano al “maiale di Mare” e, allo stesso tempo, celebrano l’autunno con i loro richiami di Terra e di Humus.

Il passaggio agli antipasti cotti avviene tramite un tentacolo di polpo, finalmente cotto alla perfezione così da donarsi in bocca con la sua consistenza erotica. Scevro da tutte le bruciature di piastra o padelle che troverete altrove, dona il Mare in cui è stato pescato, ben bilanciato dallo Chef con le note terragne di ceci, broccoletti e yogurt.

Un altro esercizio di bravura e anche di sinergia tra il mare e la buona e vicina campagna di Maccarese, dove Marco si approvvigiona dei vegetali, è lo spadino servito con rape, cavolfiori e acciughe. Non è più un pranzo, ormai è delirio gastronomico!

Il gioco si fa duro e ci si arma di un Vino da artiglieria pesante: la Ribolla di Gravner, un vino dell’anima. La foto mostra la bottiglia fresca di cantina ma il Sommelier Giuliano D’angelo conosce perfettamente come si gestisce questo Vino, che è stato tenuto perfettamente alla temperatura  di circa 16 gradi, durante la seconda metà del magnifico pranzo.

Gli antipasti cotti trovano il giusto epilogo tramite un suntuoso baccalà, perfettamente dissalato, esaltato dall’nduja, reso elegante dalla spuma di patate, addolcito dalla cipolla e con quel tocco esotico di paprika affumicata …

Di solito nella ristorazione Litoranea, anche per una questione di tempi e metodi, si cerca di avvantaggiare gli antipasti e quindi, solitamente, i primi e i secondi, che sono meno “usati-cucinati”, non sono performanti alla stessa stregua.

Queste trenette, rucola, mandorle, bottarga e lupini non confermano questa regola perché, oltre a essere state ben eseguite, sono un piatto che esce fuori dai soliti cliché, in uso in questi luoghi.

Ancora più godurioso è questo mezzo pacchero alla Genovese di tonno, dove la tradizionale ricetta di pasta, cipolla e carne, è rielaborata in toni iodati.

Il risotto allo zafferano, accompagnato da canocchie, foie gras e carote, è un inno alla dolcezza e all’eccellente sinergia Mare/Terra che Marco ha saputo creare con la sua Cucina.

Ennesimo cantico a questo lembo di Territorio è l’arzilla al tegame, scarola, uva e trombette di morto. Ho ancora la forza per divorare con gusto anche le ali di questo magnifico pesce, vanto della Cucina Romana, ormai quasi dimenticato da mode che stanno cancellando la vera Tradizione.

La ristorazione moderna dovrebbe prevedere dei dessert basati sulla freschezza, soprattutto dopo un pranzo così impegnativo. Questa è una prassi purtroppo ancora poco praticata, ma qui all’Osteria lavora l’illuminato Sous-Chef e Pasticciere Alessandro Lambiase.

I suoi dolci sono un vero trionfo della freschezza e hanno il potere di pulire e rinfrescare il palato e alleggerire il lavoro del fegato.

Complimenti a Marco Claroni per questa eccezionale performance che ha anche convinto alcuni Amici, grandi Gourmand, che hanno partecipato questo pranzo insieme con me, “cazziandomi” comunque perché non li avessi mai portati prima di ora qui.

Mi fa piacere che Marco abbia trovato la sua strada e cifra stilistica, che si distanziano da altre soluzioni fusion praticate nella Capitale, le quali non sono in grado di esaltare la materia prima, così come fa Lui, mettendo perfettamente a fuoco il buono del mare di Fiumicino e della Terra della vicina Maccarese. Non più solo Norcino del Mare ma Chef compiuto; che non segue le mode ma le origina.

Se ne accorgeranno le Guide? Fossi in Lui non mi preoccuperei più di tanto, perché gli importanti asset sono la sala piena e i Clienti soddisfatti.

Di strada Lui e Gerarda Fine, direttrice di sala, ne hanno fatta tanta, da quel lontano aprile di dieci anni fa in cui iniziarono insieme questa avventura.

Le stelle, quelle vere, illuminano la facciata del bel palazzo del Valadier e in attesa che sia costruito il giusto dehor sembrano già tributare, con la loro luce, la giusta ribalta per questa Talentuosa coppia e il loro valente Staff.

Si è fatta quasi notte e se non era per le stelle, non me ne sarai neanche accorto.

L’Osteria dell’Orologio

Indirizzo: Via Torre Clementina 114 – 00054 Fiumicino Roma

Telefono: 06.6505251, 347.5179051

E-mail: gerardafine@gmail.com  osteriadellorologio@gmail.com

Web: https://osteriadellorologio.net

Life of Wine è l’evento che consente la degustazione di oltre 250 grandi etichette, di cui 210 vecchie annate. Foodwineadvisor

L’ottava edizione di Life of Wine, evento unico dedicato alle vecchie annate di grandi vini italiani e anche esteri, avverrà Sabato 26 ottobre a Roma dalle ore 14.30 alle 21 presso l’Hotel Radisson Blu Es.

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C’é già grandissima attesa per l’ VIII edizione di Life of Wine – Viaggio nelle età del vino (www.lifeofwine.it), evento degustazione unico nel mondo dell’enologia che rende omaggio ai vini dal lungo percorso.

Saranno 70 le cantine presenti che, attraverso le loro rare ed uniche vecchie annate e quelle in commercio, racconteranno la storia ed il presente dei vini che puntano all’eccellenza ed all’affascinante longevità.

Novità di questa edizione, dal respiro internazionale, sarà la presenza di aziende slovene e svizzere, che presenteranno le loro etichette più importanti in annate anche meno recenti.

Le cantine, che come ogni anno si riuniranno all’Hotel Radisson Blu es. (via Filippo Turati 171), dalle ore 14.30 fino alle ore 21, proporranno in degustazione ai banchi di assaggio emozionanti micro-verticali delle loro etichette più rappresentative, per un impedibile viaggio nel tempo fra più di 250 vini, di cui oltre 210 vecchie annate.

Di ogni azienda, presente in postazioni presiedute dagli stessi produttori, si potranno così assaggiare l’annata in commercio e almeno due vecchie annate, di una o più etichette scelte tra quelle che sanno esprimersi al meglio con lo scorrere del tempo.

Life of Wine, manifestazione ideata e curata da Studio Umami – agenzia specializzata in comunicazione ed organizzazione di manifestazioni enogastronomiche – si avvale della collaborazione del giornalista Maurizio Valeriani, impegnato a rafforzare la selezione delle aziende per renderla ancor più rappresentativa delle tante anime del vino italiano.

Life of Wine ringrazia l’Istituto Tutela Grappa del Trentino e Olive di Sicilia, partner della VIII edizione.

Il costo d’ingresso – con possibilità di assaggio di tutti i vini presenti – è di 25 euro (ridotto 20 euro con tessera sommelier da presentare all’entrata), omaggio per operatori (una entrata ad esercizio) ed omaggio per la stampa con pre-accredito sul sito di Life of Wine.

Info e Lista delle aziende presenti

Facebook

Info: Sito Life of Wine| 329.9293459 – 347.0613646

Life of Wine

Hotel Radisson Blu Es, Via Filippo Turati, 171 – Roma

Lista aziende e vini Life of Wine 2019

AMARANO
Montemarano (AV) | Campania
Principe Lagonessa Taurasi Docg
2008, 2009, 2011 e 2012

ANTONELLI SAN MARCO
Montefalco (PG) | Umbria
Montefalco Sagrantino Docg
1998, 2006, 2008 e 2014

AVIDE
Comiso (RG) | Sicilia
Barocco Cerasuolo di Vittoria Classico Docg
2001, 2005, 2009, 2011 e 2013

BADIA A COLTIBUONO
Gaiole in Chianti (SI) | Toscana
Badia a Coltibuono Chianti Classico Riserva Docg
2007, 2008, 2009 e 2016

BARON DI PAULI
Caldaro (BZ) | Alto Adige
Enosi Bianco Igt
2008, 2010 e 2018
Exilissi Gewürztraminer Riserva Doc
2007, 2008, 2009 e 2013
Kalkofen Kalterersee Classico Superiore Doc
2010, 2012 e 2017

BASILISCO
Barile (PZ) | Basilicata
Basilisco Aglianico del Vulture Superiore Docg
2009. 2011 e 2013

BEL COLLE
Verduno (CN) | Piemonte
Monvigliero Barolo Docg
1999, 2004, 2012 e 2015

BOSCARELLI
Montepulciano (SI) | Toscana
Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg
2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009

CANTINA DEL BARONE
Cesinali (AV) | Campania
Paone Fiano Igp
2014 e 2018
Particella 928 Fiano Igp
2014

CANTINA ORSOGNA
Orsogna (CH) | Abruzzo
Civitas Pecorino Terre di Chieti Igp
2014, 2016, 2017 e 2018
Aete Pecorino Terre di Chieti Igp
2011, 2012, 2013 e 2014
Coste di Moro Montepulciano D’Abruzzo Doc
2012, 2014, 2015 e 2016

CANTINA PERILLO
Castelfranci (AV) | Campania
Taurasi Riserva Docg
2004 e 2008
Taurasi Docg
2009

CANTINE DEL NOTAIO
Rionero in Vulture (PZ) | Basilicata
La Firma Aglianico del Vulture Docg
2012 e 2013
La Firma Aglianico del Vulture Doc
2014

CANTINE DELL’ANGELO
Tufo (AV) | Campania
Miniere Greco di Tufo Docg
2014 e 2017
Torrefavale Greco di Tufo Docg
2014

CANTINE MARISA CUOMO
Furore (SA) | Campania
Fiorduva Furore Bianco Costa d’Amalfi Doc
2015, 2016 e 2017

CANTINE SAN MARZANO
San Marzano di San Giuseppe (TA) | Puglia
Sessantanni Primitivo di Manduria DOP
2013, 2014 e 2015

CAPEZZANA
Carmignano (PO) | Toscana
Villa di Capezzana Carmignano Docg
1981, 1996, 2009 e 2016

CAROLINA JAKONČIČ WINERY
Dobrovo v Brdih | Slovenia
Uvaia Pinot Gris 2017
Rebula 2018
Carolina Rebula 2016
Carolina Bela 2016
Carolina Select 2011

CASTELLO DI BUTTRIO
Buttrio (UD) | Friuli Venezia Giulia
Sauvignon Friuli Colli Orientali Doc
2011, 2015 e 2018
Ettaro Sauvignon Friuli Colli Orientali Riserva Doc
2013

CIECK
San Giorgio Canavese (TO) | Piemonte
Misobolo Erbaluce di Caluso Docg
2000, 2013, 2015 e 2018

CLARA MARCELLI
Castorano (AP) | Marche
Ruggine Marche Rosso Igp
2012 e 2013

CLAUDIO CIPRESSI
San Felice del Molise (CB) | Molise
Macchiarossa Tintilia del Molise Dop
2010, 2011, 2013 e 2014

COL D’ORCIA
Montalcino (SI) | Toscana
Brunello di Montalcino Docg
1999, 2009 e 2013

COLLESTEFANO
Castelraimondo (MC) | Marche
ColleStefano Verdicchio di Matelica Doc
2013, 2014, 2015, 2016 e 2018

COLLI DI CASTELFRANCI
Castelfranci (AV) | Campania
Alta Valle Taurasi Docg
2007, 2011 e 2012

DE VESCOVI ULZBACH
Mezzocorona (TN) | Trentino
Vigilius Teroldego Rotaliano Doc
2012, 2013, 2015 e 2016

DELEA
Losone | Canton Ticino – Svizzera
Carato Merlot Ticino Doc
2012, 2013, 2015 e 2016

DREI DONA’
Massa di Vecchiazzano (FC) | Emilia Romagna
Pruno Romagna Sangiovese Superiore Riserva
1999, 2001, 2006 e 2013
Graf Noir Forli Igt
1997, 1998, 1999 e 2010

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FATTORIA SELVAPIANA
Rufina (FI) | Toscana
Chianti Rufina Riserva 1980
Vigneto Bucerchiale Chianti Rufina Riserva Docg
2007, 2009 e 2016
FORTEMASSO
Monforte d’Alba (CN) | Piemonte
Castelletto Barolo Docg
2013, 2014 e 2015
Castelletto Barolo Riserva Docg
2013

IL CANCELLIERE
Montemarano (AV) | Campania
Vendemmia Campania Aglianico Igt 2017
Gioviano Irpinia Aglianico Doc 2012
Nero Né Taurasi Docg 2012

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IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA
San Gimignano (SI) | Toscana
L’Albereta Vernaccia di San Gimignano Docg
2011, 2014 e 2016

JAMSEK 1887
Vipava | Slovenia
Zelen 2010 e 2017

JANKARA
Calangianus (OT) | Sardegna
Jankara Vermentino di Gallura Superiore Docg
2013, 2014, 2015 e 2018
Lu Nieddu Colli del Limbara Igt
2013, 2014 e 2016

KANTE
Duino-Aurisina (TS) | Friuli
Vitovska
2007, 2010 e 2016

KETTMEIR
Caldaro (BZ) | Alto Adige
Athesis Müller Thurgau Alto Adige Doc
2011, 2012, 2015 e 2017

LAMOLE DI LAMOLE
Greve in Chianti (FI) | Toscana
Chianti Classico Riserva Docg
1997, 2006, 2011 e 2015

LAVRENČIČ
Vipava | Slovenia
Rebula Classic
2013 e 2016
Cuvee Rouge
2014 e 2016

LE CANIETTE
Ripatransone (AP) | Marche
Cinabro Marche Rosso Igp
2009 e 2014

LES CRETES
Aymavilles (AO) | Valle d’Aosta
Chardonnay Cuvée Bois Valle d’Aosta Dop
2015, 2016 e 2017

LETRARI
Rovereto (TN) | Trentino
Dosaggio Zero Riserva Trento Doc
2008, 2010 e 2013

MADREVITE
Castiglione del Lago (PG) | Umbria
Il Reminore Trebbiano Spoletino Umbria Igt
2015, 2016, 2017 e 2018
Glanio Colli del Trasimeno Doc
2013, 2015 e 2016
Capofoco Umbria Igt
2009, 2011, 2012 e 2013
MONTEVETRANO
San Cipriano Picentino (SA) | Campania
Montevetrano Colli di Salerno Igt
2009, 2014 e 2016

NURAGHE CRABIONI
Sorso (SS) | Sardegna
Romangia Sussinku Bianco Igt
2016, 2017 e 2018
Nuraghe Crabioni Cannonau di Sardegna Doc
2013, 2014, 2016 e 2017

OASI DEGLI ANGELI
Cupra Marittima (AP) | Marche
Kupra Marche Rosso Igt
2013 e 2016

PALMENTO COSTANZO
Castiglione di Sicilia (CT) | Sicilia
Nero di Sei Etna Doc
2013, 2014 e 2015

PANTALEONE
Colonnata Alta (AP) | Marche
La Ribalta Marche Rosso Igt
2010 e 2012

PODERI SAN LAZZARO
Offida (AP) | Marche
Bordò Marche Rosso Igt
2013 e 2015

POGGIO DEL MORO
Chianciano Terme (SI) | Toscana
Rasea Sangiovese Toscana Igt
2012, 2013 e 2014
Rosso Toscana Igt
2012 e 2013
E Sicché Rosso Toscana Igt
2015
Chianti Colli Senesi Riserva Docg
2012, 2013 e 2015

ROCCA DELLE MACIE
Castellina in Chianti (SI) | Toscana
Chianti Classico Riserva Docg
2000, 2005, 2010, 2015 e 2016

RUFFINO
Pontassieve (FI) | Toscana
Riserva Ducale Oro Chianti Classico Gran Selezione Docg
1988, 2005, 2007, 2008 e 2015

SALCHETO
Montepulciano (SI) | Toscana
Salco Vino Nobile di Montepulciano Docg
2006 e 2013
Salco 2089 Rosso Toscana Igt

SANTA BARBARA
Barbara (AN) | Marche
Stefano Antonucci Verdicchio dei Castelli di Jesi
Classico Superiore Doc
2007, 2011 e 2017

SECONDO MARCO
Fumane di Valpolicella (VR) | Veneto
Amarone della Valpolicella Classico Docg
2010, 2011 e 2012
Valpolicella Classico Superiore Ripasso Doc
2015

SELLA & MOSCA
Alghero (SS) | Sardegna
Anghelu Ruju Alghero Liquoroso Riserva Doc
1979, 1987, 1999 e 2005

SILVIO CARTA
Zeddiani (OR) | Sardegna
Vernaccia di Oristano Riserva Doc
1968, 2001 e 2004
Cannonau di Sardegna Doc
2017
Vermentino di Gallura Superiore Docg
2018

SURRAU
Arzachena (SS) | Sardegna
Sciala Vermentino di Gallura Superiore Docg
2013, 2014, 2015 e 2018

TENUTA DI FIORANO
Roma | Lazio
Fiorano Rosso
1993, 2009 e 2014

TENUTA DI GHIZZANO
Ghizzano di Peccioli (PI) | Toscana
Veneroso Terre di Pisa Doc
2013, 2014 e 2015
Nambrot Costa Toscana Igt
2007

TENUTA I FAURI
Chieti (CH) | Abruzzo
Pecorino Abruzzo Doc
2014, 2016, 2017 e 2018

TENUTA MONTETI
Capalbio (GR) | Toscana
Caburnio Toscana Igt
2008, 2011 e 2015

TENUTE CHIAROMONTE
Acquaviva delle Fonti (BA) | Puglia
Gioia del Colle Primitivo Riserva Doc
2007, 2011 e 2013

TENUTE SILVIO NARDI
Montalcino (SI) | Toscana
Brunello di Montalcino Docg
1988, 2004 e 2013

TERENZUOLA
Fosdinovo (MS) | Toscana
Fosso di Corsano Vermentino Colli di Luni Doc
2013, 2015 e 2016

TERREDORA DI PAOLO
Montefusco (AV) | Campania
CampoRe Fiano di Avellino Docg
2009 e 2015
CampoRe Taurasi Riserva Docg
2003, 2007 e 2008
Terredora Fiano di Avellino Docg
2018
Terre degli Angeli greco di Tufo Docg
2018
TRAERTE – VADIAPERTI
Solofra (AV) | Campania
Fiano di Avellino Docg
2016, 2017 e 2018
Greco di Tufo Docg
2017
Coda di Volpe Irpinia Doc
2017

TORNATORE
Castiglione di Sicilia (CT) | Sicilia
Erna Rosso Doc
2014 e 2017
Trimarchisa Etna Rosso Doc
2014

TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA
Ghemme (NO) | Piemonte
Ghemme Docg
2003, 2004, 2007, 2009 e 2013

VALTER MATTONI
Castorano (AP) | Marche
Rossobordò Marche Rosso Igt
2013 e 2016

VENTOLAIO
Montalcino (SI) | Toscana
Brunello di Montalcino Docg
2012 e 2013
Brunello di Montalcino Riserva Docg
2012
Rosso di Montalcino Doc
2017
VIGNALTA
Arquà Petrarca (PD) | Veneto
Pinot Bianco Colli Euganei Doc
2005, 2009, 2017
Pinot Bianco Veneto Igt
2018
Gemola Colli Euganei Rosso Doc
2001, 2006, 2009 e 2012

VILLA VENTI
Roncofreddo (FC) | Emilia Romagna
Primo Segno Sangiovese di Romagna Superiore Doc
2011, 2013, 2014, 2015 e 2016

Nell’aria è tutto un trionfo del Gusto: è giunto il tempo di Simposio. In quest’articolo troverete la lista completa dei cooking show, dei seminari e degli espositori. Foodwineadvisor

volantino

Il 19, 20 e 21 ottobre 2019, presso il Salone delle Fontane, Via Ciro il Grande 10/12 (EUR) dalle ore 10.00 alle 20.30, avrà luogo la VIII edizione di “Simposio, trionfo del gusto”. Saranno presenti aziende d’eccellenza del panorama italiano che presenteranno e faranno degustare i loro prodotti.

L’evento sarà rivolto principalmente agli operatori commerciali di Roma e provincia, ai ristoratori e agli appassionati del settore.

Circa 300 aziende condivideranno le loro eccellenze con un pubblico di professionisti, in banchi di assaggio, in un ambiente esclusivo spazioso e importante come il Salone delle Fontane. Questo il link del luogo http://www.salonedellefontane.com

Tre giorni da trascorrere in convivialità e serenità, tra sapori e profumi, dove s’incontreranno Storia, Tradizione e Futuro dell’enogastronomia.

Saranno organizzati seminari tematici, degustazioni guidate e verticali di vino per rendere magica una giornata all’insegna del Gusto; Cooking show da parte di chef e gelatieri dell’associazione Gelatieri per il Gelato e dimostrazioni in real-time valorizzeranno i prodotti delle aziende espositrici.

Quest’anno nella programmazione dei cooking show, saranno presenti anche Chef Stellati.

Durante la manifestazione ci saranno il “Campionato del Salame” e la “Gara di Barman” a cura dell’Accademia delle 5T e Simposio.

La manifestazione vedrà la partecipazione di aziende di cibo, del vino, birra e dei distillati in un percorso emozionante e razionale, all’insegna dell’analisi sensoriale.

Tra i molti appuntamenti, vi segnalo:

– premiazione delle 100 eccellenze di “Simposio” del territorio regionale laziale;

– convegno organizzato insieme a Frascati Scienza e Università di Tor Vergata dal titolo

“Quella sostenibilità che lega Cibo e Paesaggio”;

– seminario sul pane a cura di Marco Bocchini dell’associazione Castelli Romani Food and Wine e il prof. Fabio Bruni di UniRoma3 e il prof. Giuseppe Nocca, dal titolo “Buono… come il Pane”;

– seminario sull’olio dal titolo “Il Nuovo EVO, nuovi gusti e nuove virtù dell’olio Extravergine di oliva” a cura del dott. Maurizio Saggion Presidente Fondazione Italiana Sommelier Emilia-Romagna;

– sul vino a cura di esperti del settore;

– analisi sensoriale del gelato a cura del dott. Roberto Lobrano, Presidente dell’associazione Gelatieri per il Gelato;

– seminario alla scoperta dei formaggi a cura dell’ONAF di Roma;

– analisi sensoriale del cibo a cura dell’agronomo Marco Greggio;

– “Pantelleria l’isola del tesoro” a cura dell’Accademia delle 5T.

Negli ultimi anni, numerosi locali nuovi e accoglienti hanno visto la luce nella nostra città, ad opera di persone appassionate e attente alla qualità dei prodotti, per questo ci sentiamo di aiutare il comparto a crescere, rendere possibile lo scambio di contatti e favorirne i rapporti commerciali, aiutare a capire, raccogliendo all’interno dei nostri eventi, l’intero panorama italiano di eccellenze enogastronomiche.

Questo è lo spirito attraverso il quale la famiglia De Ventura da anni si adopera per la crescita e lo sviluppo delle aziende Italiane nella Capitale, e nello stesso modo favorire la conoscenza di prodotti molto qualitativi.

Daniele De Ventura +39 334 3290811 Michele De Ventura +39 333 5437525 www.simposiotrionfodelgusto.it

Il programma dei cooking show del Simposio, trionfo del Gusto

Sabato 19 Ottobre

Ore 11:00 Chef Luca Maiolo

Ore 12:00 Gelatiere Cinzia Otri

Ore 13:00 Chef Arcangelo Dandini

Ore 14:00 Gelatiere Fabio Braciotti

Ore 15:00 Chef Roberto Franzin

Ore 16:00 Chef Paolo Cacciani e Giuliano Bussi

Ore 17:00 Chef Alain Rosica e Prof. Fabio Bruni

Ore 18:00 Gelatiere Veronica Fedele

Ore 19:00 Luciano Monosilio e Prof. Fabio Bruni

Domenica 20 Ottobre

Ore 11:00 Premiazione “Le 100 Eccellenze di Simposio 2019”

Ore 12:00 Premiazione “Le 100 Eccellenze di Simposio 2019”

Ore 13:00 Premiazione “Le 100 Eccellenze di Simposio 2019”

Ore 14:00 Chef Pierluigi Gallo

Ore 15:00 Gelatiere Lorenza Bernini

Ore 16:00 Chef Massimo Viglietti

Ore 17:00 Gelatiere Dario Rossi

Ore 18:00 Che Giuseppe Di Iorio

Ore 19:00 Chef Massimiliano Cotilli

Lunedì 21 Ottobre

Ore 11:00 Chef Fabrizio Alessi

Ore 12:00 Gelatiere Luca Lombardi

Ore 13:00 Chef Mirko Campoli

Ore 14:00 Gelatiere Stefano Cecconi

Ore 15:00 Gelatiere Pierluigi D’Ambrosio

Ore 16:00 Gelatiere Renato Trabalza

Ore 17:00 Chef Agostino Fonzo

Il programma dei seminari del Simposio, trionfo del Gusto

Sabato 19 Ottobre

Ore 12:00 – 15:30  “Campionato del Salame” a cura dell’Accademia delle 5T.

Ore 16:00 – 17:30  “Un gelato buono in tutti i Sensi” percorso guidato di degustazione e  analisi sensoriale del gelato a cura di dott. Roberto Lobrano Presidente dell’Associazione Gelatieri per il Gelato.

Ore 18:00 – 19:00  “Il nuovo Marketing per micro e piccole imprese” a cura  di Franco Maciariello.

 Domenica 20 Ottobre

Ore 12:00 – 13:00  “Buono.. come il Pane” a cura di Marco Bocchini del Forno da Sergio, Prof. Fabio Bruni e dal Prof. Giuseppe Nocca.

Ore 13:00 – 14:00 Seminario sui formaggi a cura dell’ONAF.

Ore 14:00 – 16:00 Convegno “Quella sostenibilità che lega il Cibo e Paesaggio”, a cura di: Simposio, Frascati Scienza, Università di Tor Vergata, Castelli Romani Food and Wine, Gelatieri per il Gelato, Tele Ambiente, Radio Food.

 Ore 16:00 – 17:00 Analisi Sensoriale “Che cibo vai cercando..? I sensi ti possono aiutare” a cura dell’Agronomo Marco Greggio.

Ore 17:00 – 18:00 “Pantelleria, l’isola del tesoro” a cura dell’Accademia delle 5T.

Ore 18:00 – 19:00 Seminario sul vino a cura della FISAR Roma.

 Lunedì 21 Ottobre

Ore 12:30 – 14:00 “Gara di Barman” a cura di Michele De Ventura e Accademia delle 5T.

Ore 14:00 – 15:00 Seminario sull’Olio “Il NuovoEvo, nuovi gusti e nuove virtù dell’olio Extravergine di oliva” a cura del dott. Maurizio Saggion, Presidente Fondazione Italiana Sommelier Emilia-Romagna.

Ore 15:00 – 16:00 Seminario sui formaggi a cura dell’ONAF.

Ore 16:00 – 17:00 Seminario sul vino a cura della FISAR Roma.

Ore 17:00 – 18:00 “Leonardo da Vinci e il cibo” a cura dell’Accademia delle 5T.

Link con l’elenco degli espositori 

www.simposiodelgusto.it/2019/espositori.asp

N.B.: Se il link si apre sulla Home page, basterà cliccare sul link Espositori in alto al centro, leggermente sulla destra.

L’evento saporepontino 3.0 sarà una carrellata di talenti! Foodwineadvisor

 

Ritorna, per la terza volta, l’evento Sapore Pontino, autentica food reunion dei Rivoltosi del Gusto dell’Agro Pontino.

Domenica 22 Settembre dalle ore 18 sarà possibile bearsi delle pietanze e dei vini di questo Territorio, recandosi verso il ristorante Il Focarile di Aprilia.

Quest’anno, gli organizzatori Gian Paolo Lunghi, Remigio Messina e Il Caffè di Roma, hanno fatto le cose in grande, invitando come ospiti di onore Gianfranco Vissani e Luca Boccoli.

Notevolissima la partecipazione degli Chef Pontini, tra cui oltre il residente  Paolo Lunghi, troverete Maximiliano Cotillli, vero faro enogastronomico che da anni illumina le campagna Pontina con la sua cucina fusion, dotata di echi orientali e cosmopoliti.

Come non annoverare uno dei suoi discepoli, Fabio Verrelli D’Amico, Chef capacissimo ad interpretare questo tipo di eventi al meglio e gran cultore della cucina di pesce.

Poi ci sarà il Talento puro di Simone Nardoni, con la sua cucina essenziale e rispettosa dell’ottima materia prima del mare e dell’orto, altresì capace di far emergere nettamente ogni singola componente anche in una portata comunque complessa.

Siamo altresì certi che Walter Regolanti delizierà tutti gli avventori con la sua capacità di trasportare il mare nel piatto, forte di una tecnica supportata da una materia prima Anziate inarrivabile.

Da Fondi, Maurizio De Filippis porterà la sua immensa capacità a far interagire il buonissimo orto locale con le primizie del mare, a volte, da lui pescate, a notte inoltrata , dopo aver chiuso il suo ristorante. Poi quelle infinite consistenze …

Sempre da Fondi, avremo la partecipazione del campione della cucina pastaiola, in altre parole Fausto Ferrante. La speranza è che usi la buonissima Pasta Gentile di Alberto e Pasquale Zampino.

Avremo anche la possibilità di degustare la cucina salutare di Campodimele firmata da Francesco Capirchio. Lì ci sono tanti centenari, sarà forse merito del salutare grano Serena, della cicerchia, dell’orto di famiglia, della selvaggina cacciata, … ?

Bravissimi anche gli altri che troverete nella foto elenco.

Sarà possibile accompagnare le pietanze con tanti vini, tra i quali come non citare quelli di Migliaccio, Donato Giangirolami, Federico Artico, Marco Carpineti ed Emiliano Fini.

Tra i tanti prodotti, altresì presenti, lasciatevi uno spazio finale per un gelato. Quello elaborato da Esposito Valerio, di Gelateria Tonka di Aprilia, è un vero concentrato di bontà, dotato di un’eleganza intrinseca difficilmente riscontrabile in altri prodotti similari.

L’accesso per godere a tutta questa goduria enogastronomica ha un costo di 25€ a persona e permetterà cinque consumazioni, di cui quattro a vostra scelta in aggiunta a una fetta di pizza ben eseguita.

L’evento plastic free necessiterà di un ulteriore contributo di 3€ per l’acquisto di un bicchiere rigorosamente in vetro che vi permetterà di degustare, senza ulteriori costi aggiuntivi, tutti i vini disponibili. Si raccomanda di bere con moderazione e comunque di far guidare l’auto, al ritorno, ad Amici astemi o/e che non abbiano bevuto alcolici.

Domenica ci sarà da divertirsi in …

Ristorante Il Focarile

via Pontina km 46,500

Aprilia, Lazio, Italia

Tel. 06 928 2549

Il ristorante Pattypà è la conferma che i profumi e i sapori dello iodio e dell’orto sono da ricercarsi sul Litorale Pontino.

Sono anni che non resisto al costante richiamo del Litorale Pontino. Qui, di là di autentiche attrattive turistiche, operano alcuni Chef che mi sono permesso di definire come “I rivoltosi del Gusto del Litorale Pontino”, i quali sono dei campioni dalla piacevole accoglienza e raffinata Cucina.

I nomi e i luoghi sono tanti e li trovate tutti su questo “blog”. Per non tediarvi nominerò solo le punte di autentica eccellenza. Anche se siamo ancora in provincia di Roma, come non indicare Romolo al Porto che, ad Anzio, è un’autentica macchina da guerra capace di servire e soddisfare centinaia di avventori con una materia prima iodata che non ammette confronti. Materia ittica che con molta probabilità arriva dalle isole Pontine, dove a Ponza opera il ristorante Acqua Pazza, capace di accogliervi con calore e professionalità tramite una cucina stellata e isolana con echi campani che non scorderete facilmente. Se avete preso una nave da Anzio per arrivare fin qui, al ritorno prendetene un’altra che faccia rotta verso Terracina. Qui a pochi passi dall’attracco c’è Essenza un ristorante capace di farvi godere con una Cucina di estremo equilibrio e la chiara percezione di ogni singolo elemento che è nel piatto senza nessuna “con-fusion” di sapori.

Poi, per un ulteriore successiva tappa, dirigetevi verso Fondi, dove il ristorante Riso Amaro vi sorprenderà con una Cucina capace di esaltare la materia ittica e ortiva di questo fortunato Territorio, giocando, al tempo stesso senza eguali, con le sue infinite consistenze.

Come scrivevo prima, vi sarebbero altri ristoranti da segnalare, nonostante ciò, mai domo, sono costantemente alla ricerca di nuovi Talenti e, devo ammetterlo, in questo Territorio è per me un gioco facile.

Eccomi ora in quel di Sperlonga. Qui ho dei bei ricordi di tanti anni fa, quando questo graziosa cittadina sul mare era molto vivibile. Oggi il luogo sembra in preda a un turismo straccione che consuma quel poco, giusto per accompagnare una passeggiata che forse è il vero obbiettivo di chi arriva qui. Le attività ristorative, e non, hanno invaso gli spazi pubblici, alcune anche le panoramiche terrazze sul mare, aggiungendo congestione al traffico di umani. Permangono delle belle realtà ristorative ma il godimento delle stesse è inficiato dal caos che le avvolge e dal quasi ormai impossibile parcheggio per raggiungerle.

Qui, fuggire dalla frenetica folla è possibile e si può. Basterà andare verso le colline, proprio lì dove sorge l’Hotel Moresco, una bellissima struttura dotata altresì di una veduta mozzafiato sul Golfo fino a traguardare il promontorio del Circeo.

Lasciata l’auto nel parcheggio di proprietà, si accede al Ristorante Pattypà, tramite una comoda passerella immersa nei rosmarini striscianti.

Qui opera un giovane e determinato Chef che ha una chiara visione del suo ruolo e di come possa usarlo per innalzare il livello del suo Territorio.

La storia di Enzo Manfellotti ha profonde radici nella sua passione per gli ingredienti. Infatti, egli è parte di una Famiglia che da sempre commercializza la frutta e gli ortaggi in questo luogo. La vicinanza con la ristorazione porterà Enzo ad avere delle esperienze, negli ultimi sei anni, in alcune strutture di Gaeta e, da questa primavera, come Chef e Proprietario del Ristorante Pattypà di Sperlonga.

Tornando agli ingredienti, durante la cena sono stato colpito dalla capacità di Manfellotti di usarli e trasformarli con sapienza. In ogni piatto si sente la passione nata dall’esperienza, dalle sue radici che affondano nella tradizione familiare del settore ortofrutticolo, da cui ha imparato a conoscere i prodotti della terra e a rispettarli nelle loro caratteristiche, pur lasciando ampio spazio alla creatività.

Infatti, l’importanza della materia prima è il punto di partenza di ogni piatto, la raffinatezza della semplicità è ciò che risalta in ogni preparazione.

Il nome stesso, Pattypà, è il legame, la radice da cui sono nate una passione e poi una professione, il nomignolo con cui la Famiglia di appartenenza, affettuosamente, chiamava la Mamma. Un ulteriore e piccolo omaggio per non dimenticare colei, che immagino, sia l’origine di tanto Talento.

A fare da sfondo ai colori e ai profumi della cucina è la veduta del mare, immerso nel litorale della Riviera d’Ulisse, in un panorama che abbraccia e completa il tocco delicato di questi piatti, i cui sapori sembrano emergere dalla mia memoria di bambino. La bontà di questa verdura e di questa frutta e il loro sapore non sfigura con quella del pescato che è acquistato direttamente dai Pescatori del Golfo, con alcuni di essi specializzati a raccogliere dal Mare autentiche e specifiche eccellenze.

Eccovi il foto racconto della cena.

Dopo un caldo e piacevole benvenuto, il primo antipasto è un omaggio alle origini lavorative dello Chef.

L’insalatina di pescatrice alla Gaetana è un piatto che mette appetito e che coniuga perfettamente le materia prima del mare e della terra. Ulteriore armonia e territorialità è fornita dalle fantastiche Olive di Gaeta e dall’eccellente Olio di Itrana di Cosmo Di Russo. Una scelta opportuna dello Chef che ci tiene a comunicarmi che questi prodotti sono usati ampiamente nella sua Cucina.

La seppia, i friggitelli e peperoni sono un successivo antipasto che è una vera apoteosi di consistenze con l’aggiunta della piccola ruffianeria della crema di peperone, che oggi sostituisce il topinambur non pervenuto dai fornitori. Non credo di aver mai mangiato una seppia così buona, fresca e marina. I friggitelli sono come solo a Napoli li sanno fare.

Il polpo alla Catalana è l’ennesima conferma di un piatto di una freschezza assoluta donata dalle verdure, le quali consistenze giocano con quella perfetta del polpo.

I gamberi rossi sono quelli freschi e buonissimi di questo mare, niente scorciatoie con comode forniture che non raggiungerebbero mai questo sapore. Qui sono appena e sommessamente accompagnati da due fiocchi di burrata non affumicata, proprio per non alterare lo squisito sapore di mare fresco e ricco di oligoelementi in essi contenuto.

La Pasta è di Mancini o di premiati Pastifici Gragnanesi. La linguina è accompagnata dall’elemento alloctono, alice del Cantabrico, e da quello autoctono, il battuto delle croccanti verdure dell’orto.

Il pacchero, nonostante la perfetta cottura, non mi convince. Sarò diventato difficile, ma quello di un eccellente Pastificio, sito in un mulino di Gragnano, e che sarebbe stato perfetto, qui non è in uso a causa di problematiche sulle consegne. Mi consolo velocemente con gli ottimi ed enormi gamberi rossi, che oggi sostituiscono quelli viola sempre più introvabili, e quel tocco di burrata che dona una nota lattosa e leggermente fumé al piatto.

Successiva consolazione mi arriva da questo fusillo, molto più indovinato nelle dimensioni e spessore della pasta rispetto al pacchero, che è accompagnato dallo spada, pistacchio e melanzana. Qui l’uso del vegetale che cede la piccola nota amara rende ancora più digeribile il piatto, così come prima le acidità hanno reso lo stesso servizio rilasciando freschezza.

Sembra un piatto convenzionale ma questo non lo è. Sarà per l’uso dello spaghetto quadrato (chitarra), sarà per la bontà delle vongole e la grande mano dello Chef che le ha lasciate morbide in cottura. Ad averne di spaghetti “a vongole” così senza essere costretti ad andare fino a Napoli e Costiera!

Accompagna perfettamente tutta la cena il Vino di la Source Petite Arvine 2016. La mineralità di questo vino di montagna, sposa alla perfezione quella della materia ittica. Le note di mela, quella dei fiori bianchi e non ultimo quel finale agrumato, stanno rendendo questa cena ancora più fresca e defaticante.

Passando ai secondi ho qualche perplessità nell’affrontare la ricciola, il pescato locale del giorno, giacché ne ho mangiata una recentemente altrove, che era stata cotta molto oltre. Quella di questa sera è invece morbida, spia di una cottura sapiente che ha esaltato un pesce di alta qualità e dalle carni magre conservandone gli umori e la morbidezza del morso. Giustissime la valerianella e i coriandoli di cipolla in accompagnamento e a esaltane il morso.

La stessa mano felice la ritrovo nella cottura del tonno, croccante fuori e morbido dentro. Forse lo avrei preferito un poco più crudo ma capisco che l’avventore medio lo preferisce così. Il carciofo fritto non trasuda olio e crocca da paura!

Ottima anche la proposta di verdure locali, cucinate con dovizia e infinito rispetto proprio ad esaltarne il sapore ormai dimenticato. Le verdure sono importanti. Così come fa Chef Manfellotti, chiunque pratichi una ristorazione di livello ne dovrebbe riscoprire l’uso. Come asserisce il Mitico Fruttarolo Giorgio Pace: “negli ultimi mesi girando in Italia ho visto consapevolezza da parte degli agricoltori. Persone che rigenerano i suoli, recuperano specie autoctone, con visioni e tendenze verso il futuro. Non solo cose buone, ma coscienza e conoscenza. Ripeto il potenziale, c’è. Speriamo.”

Una speranza che è realtà al Pattypà, cosi come il dessert che può essere sostituito dalla frutta di gran valore e godimento. Quelle pesche dell’orto, profumate, saporite e giustamente resistenti al morso, nulla hanno a che vedere con gli autentici pezzi di legno che la moderna distribuzione quest’anno ci ha propinato. Così come i fichi provenienti da piante che vivono in simbiosi con gli ulivi d’Itrana, che qui abbondano, mi regalano note di miele che insieme alla bontà delle pesche si stavano perdendo nei ricordi della mia infanzia.

Complimenti Enzo e benvenuto nei Rivoltosi del Gusto del Litorale Laziale!

Continua così, non ti fermare mai!

Ristorante Pattypà

Via Fontana della Camera 3 c/o Moresco Park

04029 Sperlonga LT

Telefono +39 340 517 0570

info@pattypa.it

http://www.pattypa.it

L’evoluzione della Cucina di Marco Bottega, dove il Territorio, la serenità e la misura vivono in ogni piatto!

Era da tanto tempo che non andavo a far visita a Marco Bottega. Il famoso Chef, da anni anche volto noto televisivo, è il proprietario dell’Aminta Resort, posto nella campagna di Genazzano.

All’ingresso sono accolto con molto calore dalla Maître Elena di Flauro e dalla Sommelier Martina Santangeli.

Sono abbracciato con calore dallo Chef, con il quale scambio alcune chiacchiere sulle evoluzioni del ristorante, quelle familiari, intervenente nel frattempo, e, non ultima, anche sulla costante evoluzione enologica del ristorante, che già vanta una cantina con migliaia di prestigiose referenze.

Infatti, la carta dei vini che mi presentano per permettermi le scelte enologiche più che una carta, in realtà, è una vera enciclopedia enologica, composta di ben 113 pagine ricche di referenze. Oltre a quelli del Lazio, sono presenti vini di rilievo Italiani, Francesi e, in aggiunta, con verticali introvabili altrove. Per gli Champagne si ha l’imbarazzo della scelta e mi perdo nel leggere le più importanti proposte, mentre mi viene servito un calice di Lanson. Per chi se lo può permettere, in carta troverà anche, tanto per fare un esempio tra i vini più prestigiosi, alcune bottiglie di La Tache di Romanée Conti. La strategia di Marco Bottega, supportata dalla sua fornitissima cantina, è proprio quella di non permettere limiti al gusto.

Che dire, veramente una carta dei vini di grande spessore!

Il benvenuto che accompagna il calice di Champagne è composto da: Bellini, scalogno ripieno di ricotta alle erbe, pane e formaggio con salsa di pere ai tre pepi, patata che voleva essere tartufo, terrina di fegato d’oca  con croccante di nocciole , bignè speziato ripieno di estratti di bosco, focaccina con cacio di Morolo ed erbe amare. In totale sono sette preparazioni, una più buona dell’altra.

Inizio il capitolo antipasti con il baccalà  mantecato, hummus di ceci e verdure croccanti. Quando il piatto arriva in tavola, la prima cosa che colpisce è il colore, poi il palcoscenico del gusto è tutto per le consistenze inarrivabili e il mancato utilizzo del sale. Il baccalà è stato dissalato per una settimana e spetta quindi alla polvere di olive l’onere di dare sapore.

L’uovo croccante e spuma di patate all’alloro affascina subito per la croccante panatura fatta con tutte erbe spontanee, raccolte da Mamma Santina, che poi sono disidratate per andare a foderare l’uovo che sarà contornato da patate soffiate e tartufo. Consiglio di tagliare l’uovo in verticale e appoggiarlo immediatamente e orizzontalmente nel piatto di portata, affinché non ceda il suo caldo e liquido contenuto.

Non avevo mai mangiato un’Animella di vitella così buona. Qui è accompagnata da asparagi verdi in doppia consistenza e crema di latte ai limoni. Carne freschissima e dolcissima, molto opportunamente elaborata a contrasto con componenti amare e acide. Chapeaux! Da mangiarne a vagonate!

Anguilla con aromi d’estate, cotta su pietra in tavola. Un piatto da provare, anche solo per godere del profumo, emanato in sala, in prima istanza dalle erbe e subito dopo dall’anguilla.

Foie gras alla mantovana. La presentazione della pietanza, tra l’altro di una bontà sublime, più che il nord Italia, mi ricorda la compostezza grafica e colorimetrica di alcuni piatti Giapponesi.

Riso, patate al rosmarino, guanciale e funghi è un trionfo del gusto e ancor di più delle diverse consistenze, con il guanciale, tagliato a tocchetti di dimensioni simili riso, a fare la parte hard, lasciando alle patate la necessaria morbidezza che chiude il cerchio.

Gli gnocchi di patate con sugo di pecora, fondente di pecorino e primo sale sono così attraenti e buoni che dimentico di fotografarli.

Ravioli di lepre in salmì, ortiche, tartufo e lamponi è una pietanza che, a mio avviso, necessita di ulteriore messa a punto. Lo Chef, in tutti i piatti proposti, ha mantenuto il sapore del Territorio che è la costante cifra che risiede nel suo DNA. Dall’ultima volta in cui ci sono stato, noto che Marco ha adottato delle correzioni che possono far grande una proposta di Cucina Italiana fortemente ancorata alle tradizioni, che sono tante e molteplici. Oggi, nella sua cucina, trovo la giusta sottrazione, le componenti sono tutte molto distinguibili e l’ottima materia prima è altresì esaltata dalla sottrazione del sale, del grasso e dello zucchero. Penso che in questo piatto abbia voluto un poco spegnere, più del dovuto, la giusta forza di sapore della lepre in salmì con un raviolo dallo spessore della pasta consistente e da una crema alle ortiche esuberante nella dose. Ottimo, invece, il contrasto con la composta di lamponi, posta sotto ogni raviolo.

La coscia di Maialino all’anice stellato, petali di mela marinati al timo e salsa di friggitelli è nuova gioia per gli occhi e per il palato. Freschezza che non affatica e mi fa perdere il numero delle pietanze mangiate. Poi quella marinatura della mela, quella salsa di friggitelli …

Un successivo secondo piatto vede protagonista addirittura una fagianella che è preparata da Chef Marco Bottega al tavolo. Gli elementi della guarnizione della fagianella arrosto sono: salsa di rape rosse alla senape; erba cipollina fresca; petali di cipolla marinati ai tre aceti; uova di quaglia poché (da rompersi per ingrassare il piatto); misticanza di campo; ristretto di pollo e fagiano.

Grandissimo Marco, questo è un piatto di una verticalità affascinante che in aggiunta è in perfetto equilibrio, nonostante le sue contrastanti componenti. Serenità ed equilibrio accompagnano tutte le pietanze e sono la nuova cifra di uno Chef in costante evoluzione, nella Vita e nella Cucina.

Il dessert è davvero un Orto. Degustandolo si ha come l’impressione di mangiare le verdure e anche la loro Terra, splendidamente riprodotta usando una polvere di cacao dalla giusta grana e consistenza. Affondo il cucchiaio concretamente in verticale e godo!

La piccola pasticceria è giustissima per le dimensioni contenute, freschezza della proposta e abbinamento con il caffè, opportunamente estratto alla perfezione e con il coperchio sulla tazzina che ne conserva aroma e colore fino alla degustazione.

Finisco il pasto, mentre faccio due chiacchiere con lo Chef, degustando un prestigioso bicchiere di Romanée Conti Marc de Bourgogne 1992, tanto per citare uno degli splendidi distillati presenti nei due armadietti della sala. Mentre, durante il pranzo mi ha accompagnato in maniera egregia il Bianco 2012 di Dettori. Questo Vino dotato di sale, spezie e agrumi, insieme alla lunga macerazione sulle bucce è veramente un canto della Terra e si pone fuori dal paradigma bianco o rosso. Perfetto con tutto, emozionante con il foie gras, dove la nota di liquirizia è stata ulteriormente esaltata da questo Vino vivo.

L’entroterra della Città Metropolitana di Roma non smette di stupirci per la sua continua crescita.

Ormai sono dieci anni che Marco Bottega, prendendo le redini dell’Azienda in passato gestita dai suoi Genitori, spinge e rende omaggio al suo Territorio. Io gli auguro di diventare la colonna portante della Campagna Romana e di riuscire ad aggregare in questo progetto di crescita strategica anche le vicine eccellenze, tanto per citarne alcune, di Giovanni Milana, Salvatore Tassa, Danilo Maccaroni e, andando un pochino oltre, quelle di Alberto Mereu, Andrea e Claudio Carfagna e Marco Tullio e Walter Regolanti.

Certamente un Territorio in forte crescita il loro, anche sotto il profilo enologico e non solo.

Naturalmente le sorprese di Marco non finiscono qui. C’è ancora molto e di veramente importante che bolle in pentola. Diamo tempo al tempo, soprattutto per gli onerosi e necessari investimenti. Seguiteci. Vi terremo aggiornati nei tempi opportuni.

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Comunque, uscendo permane ancora la bella esperienza fatta in cui ho apprezzato la serenità, la passione e la profonda determinazione imprenditoriale di Marco Bottega, così come il discreto a attento saper fare di Sala di Elena di Flauro che, con i suoi grandi occhi, controlla che nulla manchi al Cliente. Bravissima anche la giovane Martina Santangeli che si è costantemente adoperata affinché i miei bicchieri, dell’acqua e del vino, non avessero mai sete!

Ormai è quasi ora di cena e nel cielo d’agosto son lì alcune Stelle che sembrano volermi salutare.

Aminta Resort

Via Trovano, 3 00030 Genazzano (Roma)

Tel. +39 (06) 95.78.661

Web https://www.amintaresort.it

I sette piatti che meritano una vostra visita a La Galleria di Sopra.

Si parla sempre di più di nuovi format  e tendenze. Forse la voglia di essere in primo piano, fa un poco smarrire i fondamentali della Ristorazione. Viviamo in un Paese che trova la sua diversità proprio nelle differenti culture che l’hanno originato. Queste si riflettono nelle proposte di Cucina, nella quale la diversificazione Territoriale trova la sua ragione di essere e ci pone a un livello molto interessante, anche rispetto ad altre proposte alloctone. Purtroppo, soprattutto nei grandi centri, si assiste a un appiattimento della proposta verso soluzioni più di forma che di sostanza. Questo è uno dei motivi che mi spingono a vivere le mie avventure gastronomiche sempre più in Provincia.

In quella di Roma, sarebbe più giusto usare il termine in questo caso di Città Metropolitana, se ci si spinge fuori dalle antiche mura, si possono trovare gradite sorprese dove la materia prima dell’orto, del mare e del territorio è declinata con capacità e passione.

Torno spesso alla Galleria di Sopra, il ristorante posto in Albano, prossimo alle mura dei giardini Papali.  Qui due fratelli, in direzione ostinata e contraria, offrono una ristorazione che essendo rispettosa del proprio Territorio, riesce in aggiunta a offrire tanta bontà e qualità.

Certo, in un luogo dove le proposte sono orientate verso una ristorazione massiva e low cost, vivere questo ruolo non è facile.

Bisogna fare come Andrea Carfagna che, oltre a frequentare l’asta di Anzio, dove riesce a reperire una qualità ittica inarrivabile, in aggiunta cura sempre più la gestione di Ortolani qualificati e capaci di fornirgli delle verdure eccellenti. Per convincervi vi basterà provare la misticanza che è raccolta in prati incontaminati del circondario. Poi la ricerca delle farine che hanno prodotto un vero Pane, dalla crosta croccante e dalla mollica morbida, quasi liquida alla Niko Romito, tanto per intenderci. Impresa, quest’ultima, riuscita grazie anche alle farine fornite da Umberto di Pietro. Che cosa dire poi della carta dei Vini? Per apprezzarla in pieno arrivate anche a leggere l’ultima pagina, dove troverete proposte di vero Artigianato.

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Lo Chef Claudio Carfagna, qui ritratto durante uno show cooking avvenuto in un altro ristorante, non smette di sorprendermi e ogni volta lo trovo più performante della volta precedente. Credo che questo risultato sia l’effetto del vero amore che nutre verso il suo lavoro e che lo porta incessantemente a perfezionare le sue pietanze. Proposte che a volte hanno bisogno d’infiniti, precisi e lunghi processi, prima di essere offerte al fortunato Avventore.

Questa sera sono qui con gli con alcuni Amici, frequentatori di ristoranti di alto livello e che sono giunti qua da Roma Nord. Concordiamo una proposta che spero li faccia tornare qui, nonostante il lungo viaggio.

Iniziamo la cena degustando una serie di benvenuti, uno più interessante dell’altro, in cui mi sembra di notare degli influssi Rocchiggiani, soprattutto nelle ultime due proposte, che esaltano le verdure in essi contenute.

Verdure così saporite, come la materia ittica che arriverà poi, hanno bisogno di un vino complesso e “salato”, o minerale se meglio preferite. Dall’accattivante carta scelgo il Colli Tortonesi DOC Timorasso Francesca Vigne Marina Coppi 2016. Un Vino, questo, dotato anche di una bella presenza gialla, sia di fiori sia di frutta, sostenuta da un’accattivante presenza alcolica, che non lo fa soccombere nell’abbinamento.

Un Vino che va benissimo anche con Battuto di gambero rosso di Anzio, pesca noce, portulaca, gelato olio e basilico. I gamberi del prospicente Mare sono di una qualità organolettica inarrivabile. La pesca noce cede freschezza al piatto e una giusta consistenza. La masticabilità  è altresì esaltata dalla portulaca e che aggiunge una nota speziata e acida. Mentre il gelato all’olio e basilico dona successivo aroma, freschezza e serbevolezza alla pietanza.

Personalmente verrei anche solo per il fritto di paranza maionese di rapa rossa, gel di limone e composta di melanzana.Un fritto, che fino a un attimo prima era ancora vivo e che si presenta croccante e asciutto come nessun altro. Poi quelle salse alla rapa, melanzana e limone. Ne vogliamo parlare?

Rosa di rapa misticanza limone e mora di rovo. Ritorna una masticabilità della rapa che qui assume risvolti erotici. Mentre misticanza, limone e mora di rovo sembrano fare a gara per donare verticalità elegantemente acida. Questo è un omaggio rinfrescante, che è fornito tra una pietanza e l’altra per preparare il palato a nuove avventure.

Linguine scampi fiori di zucca camomilla e sommacco. La pasta è fatta ed asciugata in “casa”, gli scampi sono quelli crudi di Anzio e i fiori apportano la giusta componente ortiva. Poi quel sommacco che aggiunge quella delicata ed elegantissima acidità …

Risotto di triglia, pomodoro e cetriolo. Il riso, forse, aveva bisogno di un minuto in più di cottura. Comunque ammalia per la resistente masticabilità. Poi quella triglia cruda e quel cetriolo leggermente fermentato sono di una bontà incredibile.

Ravioli di melanzane estratto di parmigiana classica (fatta con le melanzane fritte) pomodori disidratati e bufala tostata.  Il piatto che dimostra l’altissimo livello raggiunto da Claudio Carfagna. Un concerto del gusto che è un vero trionfo di consistenze, sapori e meraviglioso equilibrio. Una pietanza da usare nella didattica delle scuole di Cucina, proprio per insegnare l’importanza delle parti acide e amare, necessarie a esaltare e rendere tridimensionale la stessa. Da applausi a scena aperta per la bontà e l’infinita preparazione necessaria alla gestione di questo inarrivabile piatto!

I Pescati del porto di Anzio sono quello che il mare di volta in volta concede. Oggi, in tavola, arriva questa Corvina, accompagnata da piccole foglie di bieta in padella, ristretto di bieta e limone. Cottura esemplare che l’ha resa succosa e morbida e in perfetta sinergia con la bieta dell’orto e l’energizzante acidità del limone.

Vi starete chiedendo quanto possa costare tutto questo ben di Dio?  Se, nella vostra scelta, preferirete il menù degustazione, denominato l’Innovazione, ve la caverete con 60 €! Una qualità incredibile per questa cifra. Un menù di sette portate che vi lascerà altresì liberi di scegliere un dolce dalla carta (comunque da comprendersi nelle sette portate).

Io ho preferito la crema brunita alla genziana e gelato di liquirizia.

Esco mentre il vento fresco e impetuoso, che scende dal Monte Artemisio, sembra voler tenere la porta aperta alle Stelle che, ancora timide e indecise, erano lì in procinto d’entrare. ⭐⭐

 

Ristorante La Galleria di Sopra

Via Leonardo Murialdo, 9 – 00041 Albano Laziale (RM)

Tel. +3906 9322791 +39 333 6083076

Mail info@lagalleriadisopra.it

Web https://lagalleriadisopra.it

LANUVIO, A FINE AGOSTO, OSPITERÀ LA RASSEGNA BEST WINE: un percorso di degustazione tra vini ed eccellenze gastronomiche

LOCANDINA BEST WINE LANUVIUM-1

A fine agosto, nella Città di Lanuvio, farà tappa la Rassegna Enogastronomica BEST WINE.

L’elegante format itinerante, che valorizza produzioni di eccellenza e i luoghi storici del Lazio, questa volta ha scelto i “Colli Lanuvini” come scenario ideale per una raffinata ed esclusiva degustazione.

La presenza della viticoltura nell’area risale all’epoca Romana, dove erano destinate a vigneto le più idonee terre vulcaniche poste a sud di Roma.

Anche lo Statuto di Civita Lavinia (Lanuvio) del 1567, disciplinava la coltivazione della vite e la produzione del vino.

Tutto ciò testimonia la millenaria storia vitivinicola riferita alla terra dell’antica “Lanuvium”, dall’epoca romana, al medioevo, fino ai giorni nostri.

Lanuvio è oggi una nota area di produzione vinicola dei Castelli Romani con una precisa denominazione DOC.

Il relativo disciplinare di produzione cita i vitigni tipici a bacca bianca della zona, tra cui la Malvasia di Candia, la Malvasia Puntinata e i Trebbiani toscano, verde e giallo.

Per i vitigni a bacca rossa sono presenti il Merlot, il Montepulciano e il Sangiovese.

BEST WINE LANUVIUM sarà la celebrazione di un territorio, ma anche un viaggio tra storie e sapori. Nell’ambito di un percorso urbano articolato in diversi luoghi di degustazione, le aziende espositrici proporranno assaggi e illustreranno qualità e caratteristiche di lavorazione dei prodotti.

PERCORSO BEST WINE LANUVIUM

L’itinerario partirà da Piazza Carlo Fontana (info point) per proseguire con il Municipio, il Parco della Rimembranza, l’Istituto Colonna, il Santuario di Giunone con le sue rovine romane e Villa Sforza.

Quaranta saranno i banchi di assaggio che proporranno in degustazione vini e prodotti agroalimentari.

Approfondimenti e intrattenimenti musicali completeranno il percorso del visitatore.

Il patrocinante Comune di Lanuvio ha accolto con entusiasmo la possibilità di realizzare, nei suoi luoghi, uno dei più importanti eventi laziali a tema enogastronomico.

Saranno due le giornate dedicate al buon gusto: sabato 24 e domenica 25 agosto, in orario compreso tra le ore 17 e le 23.

La città natale degli imperatori Antonino Pio e Commodo, è pronta a stupirvi con un evento tra la celebre storia e le eccellenze enogastronomiche.

AZIENDE E PRODUTTORI VITIVINICOLI

ARTICO (Aprilia – LT – Lazio)
BERRETTA (Toscana) – presentato da CIU’ CIU’
BOSCO SACRO (Lanuvio – RM – Lazio)
BRIZIARELLI (Bevagna – PG – Umbria)
CANTINA BACCO (Nettuno – RM – Lazio)
CANTINA CERVETERI (Cerveteri – RM – Lazio)
CANTINA RAPARELLI (Marino – RM – Lazio)
CANTINA SANTA MARIA (Borgo Santa Maria – Latina – Lazio)
CANTINAMENA (Lanuvio – RM – Lazio)
CANTINE SILVESTRI 1929 (Lanuvio – RM – Lazio)
CARDEA (Aprilia – LT – Lazio)
CASA VINICOLA CICCARIELLO (Gaeta – LT – Lazio)
CASAL DE LUCA (Aprilia – LT – Lazio)
CASALE DEL GIGLIO (Le Ferriere – LT – Lazio)
CASALE LUCINO (Olevano – RM – Lazio)
CIU’ CIU’ (Marche)
COL D’ORCIA (Toscana) – presentato da CASA VINICOLA CICCARIELLO
COLLE JUNO (Lanuvio – RM – Lazio)
CONSORZIO TUTELA ATINA CABERNET (Lazio)
DI MARZIO (Lanuvio – RM – Lazio)
DIMENSIONE VINO
DIVINA PROVVIDENZA (Nettuno – RM – Lazio)
DONATO GIANGIROLAMI (Borgo Montello – LT – Lazio)
EMILIANO FINI (Aprilia – LT – Lazio)
FEUDO LUPARELLO (Sicilia) – presentato da CIU’ CIU’
G. IACHETTI (Doganella di Ninfa – LT – Lazio)
GUARDIANI FARCHIONE (Abruzzo)
IL QUADRIFOGLIO (Doganella di Ninfa – LT – Lazio)
LA LUNA DEL CASALE (Lanuvio – RM – Lazio)
MARTINO V (Genazzano – RM – Lazio)
MONTI CECUBI (Itri – LT – Lazio)
OMINA ROMANA (Velletri – RM – Lazio)
ONE – ONESTI GROUP (Veneto) – presentato da VALLE MARINA
PEZZALUNGA (Brendola – VI – Veneto)
PIETRA PINTA (Cori – LT – Lazio)
PIGHIN (Friuli Venezia Giulia) – presentato da CASA VINICOLA CICCARIELLO
SANTERO (Piemonte) – presentato da VALLE MARINA
SCHIAVELLA (Genazzano – RM – Lazio)
SELVA SPINA (Olevano – RM – Lazio)
SPALLOTTA & ROMAGGIOLI (Velletri – RM – Lazio)
TENUTE FILIPPI (Cori – LT – Lazio)
VALLE MARINA (Monte San Biagio – LT – Lazio)
VILLA BARCAROLI (Abruzzo) – presentato da CIU’ CIU’

PRODUTTORI GASTRONOMICI

AGRICOLA GIZZI (Prossedi – LT – Lazio)
CAMPOLI (Sezze – LT – Lazio)
CAPOL – Centro Assaggiatori produzioni Olivicole Latina (LT – Lazio)
DE GREGORIS (Sonnino – LT – Lazio)
LA COLLINA DEL GUSTO (Prossedi – LT – Lazio)
SALUMI GRUFA’ (Monte San Biagio – LT – Lazio)
SAPORE DI SVOLTA (Cisterna – LT – Lazio)
ZAFFERANO DEI CASTELLI ROMANI (Lanuvio – RM – Lazio)
ZAFFERANO PONTINO (Aprilia – LT – Lazio)

Eventuali cambiamenti dell’ultima ora potrete trovarli consultando il link dell’evento:

https://www.facebook.com/events/346589272677062/

SONO ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE GLI SPECIALI APPUNTAMENTI CON I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO

SABATO ORE 20.00

Tema Archeologico: IL SANTUARIO DI GIUNONE SOSPITA

Azienda Vinicola: COLLE JUNO di LANUVIO

VINO: COLLE JUNO ROSSO

Abbinamento gastronomico in degustazione: Spaghettone con crema di borlotti, cozze e pecorino di fossa – a cura del RISTORANTE LA TORRE

Esibizione Coffee Academy Lazio – Wine Cocktail in abbinamento

SABATO ORE 21.00

Tema Archeologico: DIONISO NELL’AGER LANUVINUS

Azienda Vinicola: DI MARZIO di LANUVIO

VINO: VALLEFIARA

Abbinamento gastronomico in degustazione: Gnocchetti di ricotta fragole e gamberi – a cura del RISTORANTE IL GLADIATORE

Esibizione Coffee Academy Lazio – Wine Cocktail in abbinamento

DOMENICA ORE 20.00

Tema Archeologico: IL CULTO DEL SERPENTE SACRO A GIUNONE SOSPITA

Azienda Vinicola: CANTINAMENA di LANUVIO

VINO: ARCANA

Abbinamento gastronomico in degustazione: Strozzapreti del Gladiatore – a cura del RISTORANTE IL GLADIATORE

Esibizione Coffee Academy Lazio – Wine Cocktail in abbinamento

DOMENICA ORE 21.00

Tema Archeologico: LE VILLE DELL’AGER LANUVINUS

Azienda Vinicola: LA LUNA DEL CASALE di LANUVIO

VINO: LUNARIO

Abbinamento gastronomico in degustazione: Pacchero con crema di peperone rosso, burrata e nocciole – a cura del RISTORANTE LA TORRE

Esibizione Coffee Academy Lazio – Wine Cocktail in abbinamento

presentano Luca Attenni (Direttore Museo Civico Lanuvino) ed Antonio Abbate (Docente Fondazione Italiana Sommelier)

Presso il Parco della Rimembranza, 50 posti disponibili per ogni appuntamento con prenotazione gratuita presso l’Info Point in Piazza Carlo Fontana.

 Info http://www.winefoodpromotion.it