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J. Hofstatter. Vini bianchi (e rossi) dalla lunga vita.

3 ottobre 2012

La bella Valle d’Adige è una grande risorsa naturale per la viticultura, perché presenta territori ed esposizioni diverse.

L’azienda J. Hofstatter, come spiegato da Martin Foradori, durante la degustazione presso l’AIS Castelli Romani avvenuta nel maggio di questo anno, ha nel tempo sfruttato al meglio le diverse vigne ad est ed ovest della valle, costruendo una zonazione ideale per i diversi vigneti.

Le altezze variano dai 250 ai 750 metri, e analizzando la natura del terreno, le esposizioni solari, i venti e le pendenze, si è deciso, nel tempo, la zonazione dei luoghi più ideali per il Pinot Nero, il Pinot Bianco, il Gewurztraminer e le altre uve.

I risultati sono nei vini che abbiamo degustato, tutti dotati di corpo e profumi. Inoltre questa accurata gestione delle vigne, insieme a precise tecniche di cantina, donano longevità a tutti i vini, compresi quelli bianchi. Durante la degustazione si è asserito che, per esempio e a livello generale, un vino composto da Pinot Bianco potrebbe vivere anche 80 anni in bottiglia.

Chi avrà la possibilità di visitare l’azienda potrà degustare alcune vecchie annate del Kolbenhof Gewurztraminer, e godere i vari stati evolutivi e delle diverse maturazioni di questo grande bianco, grazie alle piccole scorte, dei vari anni, presenti nella cantina.

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Passiamo alla degustazione condotta da Paolo Lauciani e Martin Foradori.

Iniziamo con il Pinot Bianco Weissburgunder 2011. Ha fatto solo acciaio. Di colore oro pallido, profuma di fiori bianchi, pera, mela ed erbe. Ancora giovane presenta buona acidità.

Il Pinot Bianco Barthenau 2009 Vigna San Michele, di un bell’oro, manda sentori di camomilla, frutta gialla e minerale. Glicerico, morbido e rotondo all’attacco di bocca, sprigiona gradevole acidità a seguire.

Il de Vite 2011 di un bel colore giallo oro chiaro è composto da uve Sauvignon al 50%, Muller Thurgau 25%, Pinot Bianco 20% e Riesling 5%. Al naso ecco la salvia, il sambuco, il bosso, seguiti da frutta, minerale ed agrumi. Snello, sapido e minerale, sviluppa una piacevole salivazione.

Eccoci ora ad uno dei campioni della casa: il Gewurztraminer Kolbenhof 2010. Le uve vengono diraspate al 100%, di colore giallo oro sviluppa 15 gradi alcolici. In bocca ecco la vera rosa, il litchi, la pesca stramatura, ed il chiodo di garofano. Ha struttura, alcol, mineralità e salinità in un giusto equilibrio. Nel finale arriva anche la mandorla.

Passando ai rossi eccoci al Riserva Mazon 2008 da uve Pinot Nero. In cantina questo vino viene fatto maturare al 50% in barrique al 3° passaggio, e al 50% con barrique al 4° passaggio. Colore rubino granato. Profuma di felce, ribes, mirtillo, rosa canina e ferro. In bocca è lineare e sa di spezie e frutta. Accompagnatelo con una bistecca ed, osando un poco, con una zuppa di pesce.

Siamo giunti al campione di casa, il Pinot Nero Barthenau Vigna S. Urbano. In cantina vengono usate barrique di 1° e 2° passaggio, sempre dosando il vino al 50%. Rubino fitto, i profumi ricordano quelli del Riserva Mazon, ma sono più completi ed eleganti, con aggiunta di liquirizia, cioccolato, incenso e humus. In bocca sembra ancora giovane, ma già mostra eleganza, equilibrio ed è bello rotondo. Bevetelo da solo o con dei funghi e formaggi tipo Pienza stagionato, Fossa e Parmigiano. Se vi piace il Pinot Nero, fate attenzione alle prossime annate (2009/2010/2011) in uscita, tutte molto promettenti.

Che dire ancora, se non aggiungere che l’Alto Adige è un bel territorio popolato da viticultori etici, capaci e attenti, e dove anche le Cantine Sociali sono capaci di sfornare vini eccellenti. Forse un esempio da seguire per l’Italia tutta?

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