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Pasta Vesuvio tricolore.

11 ottobre 2012

Ricordo che da bambino rimanevo stupito dalla creatività di mia madre, che apriva il frigorifero e creava dei piatti fantastici assemblando alcuni prodotti in esso contenuti. Alcuni giorni fa ho provato ad imitarla, ed aprendo il frigorifero, lo sguardo mi è andato su una rimanenza di una bella ricotta di bufala Rivabianca, dei pomodori pachino e un avanzo di pesto genovese, in barattolo di vetro, di Casa Lombardi.

Mi son detto, adesso cosa mi invento? Dopo pochi attimi, eccomi a tritare finemente una cipolla bianca, metterla in padella e soffriggerla con dell’olio evo DOP Sabina dell’Azienda Agricola Roberta Marcoaldi. Ho aggiunto dei pomodori Pachino IGP tagliati in quarti, e ho lasciato bollire il tutto per un po’.

Nel frattempo avevo portato ad ebollizione dell’acqua, nella quale ho calato la Pasta Vesuvio di Afeltra (Gragnano IGP) presa dalla dispensa, aggiungendo, come nel pomodoro, sale di Cervia. Ho passato il pomodoro al setaccio, mettendo di nuovo la purea ottenuta sul fuoco, ed aggiungendo alla fine tre cucchiai di ricotta, e 3 cucchiaini di pesto un attimo prima di spegnere il fuoco.

Ho colato la pasta Vesuvio molto al dente, e versato il sugo tricolore su di essa. Impiattando ho grattato del pepe (in realtà una bacca) di Sichuan.

Il risultato ottenuto ci ha soddisfatto molto perché, al di là dell’aspetto tricolore dato dai pomodori, dalla ricotta e dal pesto, il tutto appariva molto armonico, sia alla vista che al gusto. La pasta era presente con tutto il suo buon sapore, si sentiva il dolce buonissimo della ricotta Rivabianca, appena scaldata nel sugo di pomodoro, che con la sua acidità teneva tutto legato. Il pesto e la bacca di Sichuan erano lì a dare ulteriore e controllata sapidità e piccantezza, insieme al profumo di basilico ligure (non mentolato) e leggero sapore di limone.

A volte la cucina degli avanzi presenta delle belle sorprese, forse è tempo di iniziare a riscoprirla, ricordando come i nostri genitori facevano spesso uso di essa, con profitto del palato e del portafoglio.

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