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Una particolare esperienza del gusto al Ristorante Enoteca la Torre di Viterbo.

29 ottobre 2012

La città di Viterbo ha un centro storico medioevale tutto cinto da mura con caratteristiche porte di ingresso. In uno dei suoi vecchi vicoli è presente uno dei più rinomati ristoranti laziali: Enoteca la Torre.

Entrando si rimane subito coinvolti dall’antico arco realizzato in laterizio (mattoncino romano) e dalla cantina, della quale si intravede la scala e le interessanti bottiglie che poi andremo a leggere sull’esauriente carta dei vini. Non ci sono vedute verso l’esterno, perché siamo all’interno delle ex scuderie del palazzo dei Mercanti, ma la sala è tutta dipinta con toni caldi ed è illuminata in maniera ottimale. I pochi tavoli e l’attento e cortese servizio ci proiettano immediatamente in un’atmosfera rilassante e romantica e ci permettono di prepararci mentalmente ad una particolare esperienza del gusto.

Non eravamo riusciti a conoscere Danilo Ciavattini durante la sua passata esperienza da Pipero ad Albano, ed abbiamo avuto il piacere di incontrarlo qui. Ci è piaciuta molto la sua cucina basata sull’equilibrio dei contrasti e sui prodotti del territorio. Le pietanze ci hanno dimostrato la grande esperienza nazionale, per fare un nome Salvatore Tassa, ed internazionale di Danilo, soprattutto acquisita nel nord Europa.

Durante la nostra visita, non era presente il sommelier Luigi Picca, con un passato da Pinchiorri ed interessanti esperienze internazionali, ma la sua competenza si è subito palesata leggendo la monumentale e ben costruita carta dei vini, dove nelle prime pagine ci ha fatto molto piacere trovare numerose ed assortite proposte di vini al bicchiere. L’esperienza di Luigi si è vista anche nel risultato ottenuto nel trasferire ai suoi assistenti la capacità di gestire il pianeta del vino e la sala del ristorante.

Questa è stata la nostra prima visita alla Torre, quindi abbiamo scelto il menù degustazione, lasciando al bravo sommelier ampia possibilità di scelta, tra le varie proposte articolate al bicchiere, per i vini che, a suo giudizio, meglio si sarebbero accoppiati con il menù.

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Ecco i vini degustati: Verdicchio di Matelica 2008 Bisci, dal buon corpo e beverina acidità, un piacevole Dives (Langhe Sauvignon DOC) del Comm. G. B. Burlotto, l’Amadis Colli Etruschi Viterbesi DOC Violone (biotipo del Montepulciano) di Isabella Mottura, vino questo completo ed equilibrato che ha trovato la sua giusta fine con l’agnello della Tuscia, e la sorprendentemente piacevole Falanghina, (biotipo Falerna) ottenuta da uve lasciate appassire, denominata Eleusi, un vino Roccamofina IGT di Villa Matilde risultato perfetto con il dolce.

Abbiamo iniziato il pranzo con dei piccoli omaggi della casa seguiti dal vero menù. La crème brulée di baccalà al cacao amaro ci ha subito sorpresi per le diverse consistenze e l’incontro del sapido con l’amaro, la tartara di manzo, foie gras affumicato alle erbe e kaki e stata apprezzata per la perfetta e certosina battitura della carne Wagyu, la particolare sofficità del foie gras e la dolcezza del kaki a chiedere la pietanza, il maialino in tempura, il gelato all’acciuga e pomodoro confit credo sia il piatto che più di tutti possa rappresentare Danilo, con i suoi sapori di dolce, sapido e acidità a “tavoletta” ma di grande equilibrio generale, certamente bisognerà ricordare di mangiare sempre insieme le tre componenti della pietanza. Passando ai ravioli di ricotta, fegatini di pollo confit e Marsala, che dire se non ricordare la piacevolezza dell’insieme basata sui toni del dolce, a seguire gli spaghetti con gambero rosso, lavanda, limone e midollo di bue che ci hanno riportato alle piacevoli schermaglie del dolce, del sapido e dell’acidulo, con la lavanda a dare un tocco originale e nordico all’insieme. Con l’agnello croccante della Tuscia all’amaretto e manzo di Wagyu e sandwich di patate abbiamo raggiunto la pace dei sensi, sopratutto con l’agnello che, cucinato in tre cotture, da solo vale il viaggio. Rinfrescante finale con dolci e pre dessert di ottima fattura.

Bravo Danilo, ci hai fatto fare una bella esperienza giocando con i contrasti tramite le tue realizzazioni dal perfetto equilibrio. Il nostro augurio è che la tua cucina sia sempre più considerata ed apprezzata sia dagli affezionati gourmet Viterbesi che da quelli di fuori le mura.

Nota bene: da Giugno 2013 il ristorante si è trasferito a Roma.

Enoteca La Torre

A Villa Laetitia

Lungotevere delle Armi, 22 – 23

Tel. 063226776

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