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Un pranzo davvero Reale in Casadonna.

14 novembre 2012

Quando si ha voglia di staccare la spina, e non si hanno problemi di orario, bisognerebbe recarsi a Castel di Sangro (AQ) dove Cristiana e Niko Romito hanno creato la loro nuova struttura denominata Casadonna.

Certo da Roma non è proprio una passeggiata, ma sono certo che valga la pena passare qualche ora in macchina per raggiungere questo luogo così particolare.

Arrivando dalla strada che vi porta al paese, noterete subito la bianca e imponente struttura del Casadonna appoggiata sul costone del monte alla vostra sinistra. Per raggiungerlo dovrete passare il fiume tramite un piccolo ponticello.

Appena avrete parcheggiato, rimarrete affascinati dall’antico ex monastero del ‘500, ed entrando in esso, apprezzerete, ne sono certo, il recupero intelligente e rispettoso che ne è stato fatto. La visione della pietra antica dei pavimenti, del ferro forgiato e delle bianche pareti trattate a cera, come si faceva una volta, vi porterà immediatamente in uno stato di rilassamento, nonostante i molti kilometri trascorsi. Date uno sguardo anche alla parte hotel, e apprezzate le romantiche stanze e la zona living – colazione che ha una veduta mozzafiato.

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Arrivati al ristorante Reale, sarete accolti, e in seguito coccolati, da Cristiana e lo staff. Il servizio è così cortese e preciso che a volte vi sembrerà di assistere a un balletto di danza classica.

Ma veniamo a noi gourmet. Sediamoci attorno a pochi e spaziosi tavoli, con accattivante vista sul giardino e i centenari alberi d’ippocastano, e prepariamoci a incrociare le posate.

Potrete ordinare dalla carta o scegliere uno dei due nuovi menù degustazione da cinque e nove portate. Naturalmente, dopo un così lungo viaggio, la scelta di tutti i commensali al tavolo è stata il menù a nove portate.

Abbiamo iniziato con una raffica d’intriganti amuse bouche accompagnati dallo Champagne Haton, un brut cuvée selezionato per Cristiana Romito.

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Ci sono sembrati eccezionali i pani a base di farina di grano Solina e Saragolla, dai profumi e sapori inimitabili, e bravo Niko a preferire questi antichi cereali, così caratteristici del territorio montano abruzzese.

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Perfetto inizio con il gel di vitello, porcini secchi, mandorle, timo e tartufo nero, che ha lasciato estasiato l’intero tavolo, seguito da cappuccino di baccalà, anch’esso, come il precedente, da mangiare con il cucchiaio, affondandolo verticalmente.

Abbiamo ripreso fiato e ci siamo rinfrescati con l’emulsione fredda di manzo e olio con maionese di lamponi, ed ecco che Niko ci ha sferrato il colpo del knockout con l’assoluto di cipolle, bottoni di parmigiano e zafferano.

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Questa pietanza ha aperto i cuori per l’emozione suscitata, ha aperto la mente a chi credeva che una zuppa di cipolle non potesse essere così buona, e ha aperto lo stomaco per le successive fettuccelle di semola con gamberi rossi e pepe rosa e i ravioli a seguire.

Ormai in estasi gastronomica, abbiamo degustato l’agnello cotto in maniera perfetta e dalla giusta sapidità. Mi è sembrato altrimenti buono il maialino con salsa al caramello di arancia e purea di patate all’olio, scelto da uno di noi.

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Niko ha poi insistito per farci degustare dei formaggi del territorio abruzzese, tramite il Gregoriano di Gregorio Rotolo (Scanno – AQ), e molisano, con un caciocavallo fresco e un altro stagionato, e buonissimo, di Agnone (IS).

Avevamo lasciato un piccolo spazio per la particolare meringa, fatta al momento dalla pasticciera del Reale.

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I vini in accompagnamento sono stati il Trebbiano d’Abruzzo 2007 di Valentini ed ES di Gianfranco Fino. Vini artigianali piacevolissimi dotati di grande struttura. Mi ha meravigliato la freschezza del Trebbiano, e capisco perché Valentini abbia aspettato a metterlo in commercio. Se riuscite a comprare qualche bottiglia, e soprattutto se riuscite a non berlo subito, lasciatelo pure in cantina, e magari degustatelo insieme ai vostri figli fra qualche anno.  Emozionante come sempre il Primitivo di Fino, forse esuberante sulle pietanze proposte, ma come si fa a rinunciarci quando si legge, un vino così mirabile, in carta.

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Certo arrivare al Reale non sarà facilissimo, ma una volta lì la soddisfazione che se ne ricava vi rimarrà nella memoria per sempre.

I nostri complimenti vanno a Niko, a Cristiana, al sommelier Gianni Sinesi e tutto lo staff, per la professionalità e la gentilezza dimostrati in ogni momento della nostra visita.

Continua così Niko, difendi ed esalta il tuo territorio così ricco di antichi sapori.

Reale Casadonna

Contrada Santa Liberata Castel di Sangro (AQ)

Tel. 0039 0864 69382

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