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Ci siamo sentiti veramente Beati bevendo il Mazzamurello.

19 novembre 2012

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Loreto Aprutino è conosciuta dagli amanti del buon vino perché qui ha sede l’azienda Valentini.  In questo stesso territorio un ingegnere e una commercialista decisero diversi anni fa di iniziare una sfida cominciando una nuova avventura lavorativa creando l’azienda Torre dei Beati. Le vigne sono collocate a un’altezza tra i 250 e 320 metri a circa venti chilometri dal mare e sotto il Gran Sasso. Il giorno il vento spinge dal mare verso la montagna e la sera gira al contrario contribuendo con il suo costante comportamento a tenere sane le uve. Il terreno è calcareo argilloso ed è esteso per dieci ettari di proprietà, sette in affitto e quattro disponibili per nuovi impianti. Torre dei Beati è giunta alla sua tredicesima vendemmia seguendo un’impostazione etica tramite importanti concetti di base.

Le uve sono solo quelle coltivate in proprio, quindi non sono fatti correttivi sui risultati del territorio e dell’annata produttiva. L’azienda è biologica dal 1999 e certificata dal 2002. Le rese sono inferiori a quelle usuali del territorio. La vendemmia è scalare, poiché sono raccolti, in cinque o più passate, solo i grappoli perfettamente maturi. Per raccogliere le uve sono usate cassette.  Il contenuto è poi scaricato su un tavolo per eseguire la scelta manuale.

Di là dallo sforzo profuso per garantire la qualità dei loro vini, la cosa più difficile per Adriana Galasso e Fausto Albanesi è stata quella di creare il nome alla loro azienda.

Un importante aiuto è arrivato dalla Chiesa di Santa Maria in Piano, dove all’interno di un affresco riguardante il Giudizio Universale, si vedono alcuni Beati che dopo impegnative peripezie trovano la giusta sistemazione su una Torre.

Come sarà il vino di Adriana e Fausto dopo l’esperienza di tredici vendemmie?

Grazie ad AIS Frascati e Alessandro Brizi e con l’aiuto di Fausto Albanese proviamo a descriverlo.

Giocheremo con i Fiori è composto di uve pecorino. Il vitigno è stato piantato nel 2005, e come saprete, il pecorino è poco produttivo ed è dotato di dolcezza e acidità elevate. Terre dei Beati pressa le uve, le passa in acciaio, le fa fermentare a bassa temperatura e tiene i vini diversi mesi sulle fecce. Si ottiene così un vino luminoso, giallo con riflessi verdi, dotato di freschezza data dai sentori agrumati e minerali, accompagnati da note di erbe aromatiche di campo quasi secche. In bocca torna, coerentemente con i profumi, ritorna la nota fresca e l’acidità. Sapidità a seguire con sorso breve. Il vino rimane poco strutturato con alcol, anche se di 14%, poco evidente perché mascherato dalla dolcezza e acidità. La conseguenza è il frequente riassaggio, quindi fate attenzione alla possibile beva compulsiva. Mangiateci una frittura di paranza.

Il Cerasuolo d’Abruzzo è il vino dell’amore. Odora di rosa con sfumature di corallo rosso trasparente. Luminoso, ha sentori di mou, rosa, lampone e agrumi dolci. Entra morbido. Sapido di buon corpo chiude con note di acidità. Lo vedo amoreggiare bene con una zuppa di pesce brodettata.

Il Montepulciano d’Abruzzo 2010 ha fatto dodici mesi di legno non nuovo per metà in botte grande di Slavonia e per metà barrique. Cupo con sfumature violacee, profuma di amarena, susine e spezie dolci. Vino di medio corpo, è morbido e tannico. Salsicce e bistecche di collo di maiale.

Il Cocciapazza 2010 è più cupo del precedente vino. Ha spezie, ginepro, liquirizia, nota di pere, china e amarene in sciroppo da proporre in coro. Giovane, tannico, sapido, strutturato, rimane ancora chiuso, ma sa di spezie e frutti. Vino da bere tra qualche anno insieme a una spalla o un coscio di agnello.

Fausto ha voluto farci assaggiare il Mazzamurello 2010. Un assaggio in sostanza di botte. Vino viola cupo, con frutta e aromaticità ancora spinta al massimo. Irruento perché dotato di tanta freschezza, sapidità e corpo tannico. Certo è giovanissimo ma lascia ben presagire un’appagante bevuta in prospettiva.

Considerazioni queste confermate dal Mazzamurello 2009 che ha anche ottenuto i cinque grappoli da AIS. Cupo, scuro e concentrato, ha profumi eleganti di ginepro, pepe, china, legno di sacrestia e incenso. Morbido, rotondo, dotato di grande bevibilità, ha tannini rotondi e fini. Fresco, appagante, da bevuta frenetica, magari in accompagnamento di selvaggina da piuma o da un umido di manzo. Grande Montepulciano d’Abbruzzo.

Molto interessante è stata la spiegazione fatta da Fausto di come crea i suoi vini top di gamma. Le linee seguite sono due, quella della tradizione per il Cocciapazza, e quella creativa per il Mazzamurello. I due vini nascono dalla stessa vigna e dalla stessa vasca. La parte limpida andrà a formare il Cocciapazza, mentre la parte torbida, che sarà mossa continuamente, il Mazzamurello che permanendo di più sulle fecce fini, avrà più fiori, complessità e tannini morbidi.

Torre Dei Beati

Contrada Poggiarone, 56

65014 Loreto Aprutino – PE

tel. 0854916069

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