Skip to content

I vini de Le Macchiole raccontati da un’appassionata Cinzia Merli.

2 febbraio 2013

Immagine

A Fabrizio Gulini, prima o poi, bisognerà dare un riconoscimento per l’importante lavoro che sta portando avanti, all’interno dell’AIS Frascati Castelli Romani, per diffondere la cultura del buon bere.

Difficile rinunciare agli eventi degustativi da lui organizzati, ed è stato impossibile non partecipare a quello de Le Macchiole, svoltosi da poco al Domus Park Hotel.

Il brillante Alessandro Brizi ha accompagnato e supportato tecnicamente la presentazione dell’appassionata Cinzia Merli.

Piccola ma grande donna Cinzia, che dopo un’iniziale leggera timidezza, dovuta a un’attenta platea di oltre ottanta persone, ci ha condotto virtualmente alla sua azienda, e ai suoi bei vigneti di Bolgheri, situati a cinque chilometri dal mare.

In questo fortunato territorio persistono venti, che insieme alla costante brezza marina, aiutano a mantenere sano il vigneto, che è condotto in regime biologico.

Il terreno è argilloso e ricco di acqua in profondità, con variabilità degli altri elementi (sabbia, limo e sassi) ed è diverso di zona in zona.

Su un suolo così fertile, dopo un iniziale impianto di sangiovese e successive varie sperimentazioni, sono state introdotte le varietà internazionali che meglio si sono adattate, anche grazie alla densità delle viti (fino a 10.000 per ettaro) e alle potature molto corte (circa 800 grammi di uva per pianta). Adesso tre dei cinque vini prodotti dall’azienda, sono mono varietali. Questa conclusione non è stata cosa facile, e andrebbe approfondita su un post a parte, ma per me aver sentito l’enorme sforzo che Cinzia e i suoi collaboratori hanno fatto, mi è servito per capire la tenacia, il coraggio, il perfezionismo e la passione che sono stati necessari, tutti i giorni, per creare dei vini che ben rispettano e rappresentano il territorio. I vari impianti ed espianti di vigneti, fatti negli anni, alla continua ricerca della perfezione, uniti al fatto che ogni vendemmia consiste mediamente in trenta vinificazioni, sono solo due dei tanti accorgimenti effettuati.

Nel 2002 si passa al biologico con la conseguenza di avere vigneti più sani e resistenti, e Cinzia mi ha emozionato quando ha detto che l’ha fatto per il rispetto che ha per le persone che lavorano nel vigneto.

Tornando con i piedi per terra, vi descrivo la degustazione.

Immagine

Bolgheri Rosso 2010. Composto di 50% di Merlot, 30% di Cabernet Franc e 20% di Syrah. Gradazione alcolica 14%.  Questo è il vino d’ingresso che ti fa capire subito le potenzialità delle Macchiole. Colore Rubino con unghia sfumata. Odori penetranti (solari per Brizi) e molto fruttati di amarene, susine e fiori rossi. Vino di facile beva, fruttato, fresco, morbido, dotato di buona acidità, e che invita a berne ancora. Interessante vino d’ingresso con forte identità e facilmente abbinabile a molte pietanze.

Paleo 2009. 100% Cabernet Franc. Gradazione alcolica 14,5.  Questo vino nasce nel 1989 con Cabernet Sauvignon e un poco di Sangiovese. Le tante sperimentazioni porteranno dapprima a introdurre nel blend il Cabernet Franc e in seguito, la stessa uva, sempre in percentuali maggiori. Visti i grandi risultati, di questo vitigno, sul territorio di Bolgheri, e soprattutto i suoi tannini perfetti, dal 2000 si decide di andare in purezza, e dal 2001 il Paleo è composto dal 100% di Cabernet Franc.Colore rubino scuro. Naso ampio, profondo, stratificato, di facile interpretazione. Riconosci subito la mora, il ribes nero, la prugna secca, l’amarena sciroppata. Il tutto è supportato da note di grafite accompagnate da quelle vegetali e balsamiche. In bocca è deciso, forte, scorrevole e sapido con l’alcol non così avvertibile nonostante i 14,5% gradi. Buono subito, migliorerà nei prossimi anni. Il 2009 presenta una diversa etichetta che vuole ricordare e festeggiare i venti anni della produzione.

Paleo 2007. Questo vino è balsamico, minerale e profuma di tabacco, spezia dolce, frutta nera e cacao in polvere. Bella nota vegetale secca di difficile allocazione, ma magari appartenente alle erbe selvatiche da cui è tratto il nome Paleo. Figlio di un’annata certamente non calda, è fresco e con meno sapidità ma è dotato di maggiore equilibrio.

Paleo 2005. Il colore persiste di più nel bicchiere. Vino balsamico, sciroppato, vegetale che sa di pasticceria al cacao. Al sorso è piacevole, avvolgente, rotondo, anche se figlio di un’annata fresca. Ottimo vino e felice esempio di come il Cabernet Franc sia un vitigno opportuno per questo territorio.

Scrio 2009. 100% Syrah. Vino che nasce nel 1994 per volere del marito Eugenio, è vinificato in acciaio e trascorre al massimo dodici mesi ad affinarsi nel legno. Di un rubino cupo con unghia dai riflessi violacei. Profumato di aromaticità selvatica, rovo, spezie, amarena e ferro. Dal gusto fresco e pieno, è facilmente bevibile perché sorretto da buona acidità. Vino questo per veri intenditori, sicuramente non piacione, perché molto schietto, autentico e maschio. Non sarà un caso che in Toscana la persona autentica e pura sia definita scrio.

Messorio 2009. Merlot 100%. Al naso fiori, violette, rosa appassita, more, ciliegia e amarena candida. Note di scorzette candide e vaniglia. In bocca è strutturato, spesso e ha un equilibrio perfetto. Più che rotondo è sferico. Eccezionale. Non credo sia stato un caso che nel 2009, nel giudicare l’annata 2004, Robert Parker gli abbia assegnato 100/100.

Di questa serata mi rimarrà la bontà dei vini assaggiati, e più di loro il piacere di aver conosciuto una grande e appassionata donna che ben rappresenta la parte del nostro Paese che animata da grandi principi etici è anche capace di fare molto bene. L’Italia ha bisogno di grandi donne come Cinzia Merli.

 

 

 

 

From → Uncategorized

3 commenti
  1. This is the perfect website for anyone who really wants to find out about this topic.
    You know so much its almost hard to argue with you (not
    that I really will need to…HaHa). You definitely put
    a new spin on a topic that has been discussed for years.

    Wonderful stuff, just great!

Trackbacks & Pingbacks

  1. Illuminati dal gusto al Solstizio d’Estate. | foodwineadvisor
  2. È sempre una grande sinfonia dei sapori a La Trota di Maurizio e Sandro Serva. | foodwineadvisor

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: