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Il menù estivo di Marco Bottega.

4 luglio 2013

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Era da tanto tempo che sentivamo il bisogno di fare una nuova visita ad Aminta Resort di Marco Bottega.

Amiamo degustare le pietanze in pace, magari con la sala non completamente piena di clienti, e quindi abbiamo appettato il momento giusto affinché il nostro chef potesse essere quasi completamente a nostra disposizione.

Prima di arrivare al Resort si percorre una piccola strada che attraversa un rigoglioso bosco e, il verde, che in sostanza ti entra in auto, ti aiuta a rilassarti ancor prima di iniziare a bere un buon vino.

L’accoglienza è sempre calda e i giovani e gentili camerieri, dopo averti salutato, si affrettano a chiamare la direttrice di sala Elisa Cassanmagnago.

L’elegante maître ha già dato un’impronta diversa alla sala, riducendo i tavoli, ora tutti sistemati sotto le tecnologiche luci e con l’ingresso anch’esso diventato più elegante e soprattutto con il servizio concretamente cresciuto in accuratezza.

La gestione di sala di Elisa ha dato più tempo a Marco di operare in cucina e crediamo che anche le pietanze abbiano acquisito più precisione.

Dopo una bollicina di benvenuto, che accompagnava un’insalata di funghi porcini della tenuta, a dir poco mirabile per la bontà dei funghi e la loro freschezza, abbiamo voluto provare il menù degustazione estivo ed eccovi le nostre impressioni.

Siamo partiti degustando lo snack, in pratica quattro amuse bouche servite tutte insieme. La battuta di manzo e di salmone sono uno degli assi di Marco e anche questa volta si sono fatti apprezzare.

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Con il gambero rosso, salsa di piselli e caviale siamo entrati in orbita. La tecnica di esecuzione abbinata alla qualità dei prodotti e alla loro freschezza ti aiuta a volare nei meandri del gusto ben accompagnati dal Franciacorta di Contadi Castaldi. Questa pietanza si è fatta apprezzare anche per l’apporto bilanciato delle note sapide con quelle dolci. Un inizio con il botto.

Il resto del menù, molto articolato, ci ha imposto la scelta di un vino minerale ed elegante, al tempo stesso equilibrato per freschezza e sapidità e con una leggera punta di dolce ad armonizzare il tutto, e dotato del profumo di tanti frutti gialli che si visualizzano in un colore oro veramente caldo.

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Elisa, che non lo aveva mai bevuto, lo ha immediatamente equiparato a uno dei grandi vini Francesi e bisogna rilevare che Walter Massa fa veramente degli ottimi vini. Aggiungiamo che il Timorasso Sterpi ci piace per le emozioni che riesce a trasferire tutte le volte che lo degustiamo.

Il coniglio con giardiniera di verdure, condito con le alici del mar Cantabrico, invece richiede un leggerissimo tuning perché l’alice tende a sovrastare la neutralità della carne di coniglio.

Con il foie, albicocca e liquirizia lo chef ci ha dato una chiara dimostrazione di come sa destreggiarsi nelle diverse sfumature dolci delle tre componenti.

Con i tortelli di lepre in acqua di mela, Marco ha voluto darci un altro segno della sua crescita presentandoci un piatto di gran sapore e al tempo stesso bilanciato dalla freschezza della mela.

Sono arrivate, fuori menù, le croccantissime fettuccine tirate a mano da Santina, la mamma di Marco, condite con i funghi porcini appena raccolti. Un piatto del territorio che per qualità degli ingredienti e tecnica di elaborazione è al tempo stesso pietanza da gran gourmet. Un valido esempio di tradizione e di stile, che almeno le Trattorie, con la T maiuscola, dovrebbero cercare di imitare.

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Lo abbiamo aspettato per tutto il pranzo ed eccolo lo spaghettino con nero di seppia, ricci di mare e cipollotto. Una pietanza che abbiamo già mangiato ma che ogni volta ci sorprende con le sue note marine, quasi da umami di mare, bilanciate dal fresco e dolce cipollotto. Chapeau.

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Per tramite del lombo di agnello allo spiedo con agretti e croccantini alle erbe, Marco ci ha fatto rimettere i piedi in terra, o meglio nel territorio, con un agnello cotto alla perfezione e opportunamente bilanciato dagli agretti e con i croccantini a suggellare il tutto. Bisognerà che le guide di settore tengano seriamente d’occhio questo “ragazzo” già cuoco emergente e ormai divenuto Grande Chef.

Dopo una gustosa selezione di formaggi Premiere è arrivato il freschissimo dolce denominato la pera in un cloud di mela, una dolce “nuvola” leggera molto rinfrescante e giusto finale di un pranzo riuscitissimo.

Le chiacchiere finali sono state accompagnate da un intrigante Gran Resérve Brut di Erick Schreiber uno dei tanti Champagne presenti nella fornitissima cantina del Resort.

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Lasciamo volentieri la parola a Marco Bottega che giustamente scrive nel suo menù: “La mia carta nasce dalla sintesi di territorio, passione e tecnica, questi tre elementi sono esaltati e valorizzati dalla stagione, dal mio umore e dal prodotto”. Noi aggiungiamo un bravo Marco, continua così e speriamo di incontrarti come sempre di buon umore.

Aminta Resort
 via Trovano, 5
00030 Genazzano (Roma)

Chiusura: 
domenica sera e lunedì tutto il giorno.

Tel: +39 069578661

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