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Viaggio alla riscoperta del buono che c’è in Italia: Civitella del Lago, Forno Agnusdei Pensi.

8 ottobre 2013

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Baschi credo sia conosciuta da tutti perché sede del famoso ristorante Vissani.

Se mai vi recherete in questa o presso le altre tappe gourmet del territorio (Trippini, Sala della Comitissa) non fatevi mancare una piacevole passeggiata presso la frazione di Civitella del Lago.

Conosciuta in antichità come Civitella de’ Pazzi, la frazione, ha preso l’attuale nome negli anni 60 quando grazie alla diga costruite sul fiume Tevere si è venuto a creare l’attuale lago artificiale di Corbara.

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Lasci la macchina al parcheggio e immediatamente ti si stringe il cuore appena attraversi il primo arco in pietra e inizi a passeggiare nel borgo vecchio.

Girando a destra incontri subito un gentil signore, in uscita da un forno, che alla domanda se lì si fa il pane buono ti risponde che è buonissimo e t’invita a entrare.

Proseguo il mio cammino impegnandomi a farne una sosta del ritorno.

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Più si va avanti e più ti emozioni, tanto sono vere quelle pietre, quelle case e quei squarci di vita e i pochi gentili Civitellesi che incontro nel paese.

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Nonostante la giornata sia uggiosa la veduta, che si gode dal belvedere, rasserena l’anima e ti consente di apprezzare l’intero territorio per spazi che sembrano infiniti.

Sebbene inizi una leggera pioggia, riesco a finire il giro e finalmente entro nel forno di Carlo Umberto Agnusdei Pensi.

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Mi viene incontro la mamma che stava finendo di cucinare il pranzo della domenica e devo ammettere che il profumo delle pietanze lo avevo già sentito nell’aria.

Nell’attesa avevo notato, oltre al pane che già mi aveva “dichiarato” la sua lievitazione naturale e l’uso di farine macinate a pietra e del fuoco di legna, una serie infinita di biscotti che erano stati impastati con frutta e tutti gli altri elementi della nostra tradizione.

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L’appassionata signora ce li ha descritti uno a uno e devo dire che all’assaggio ti assale una successiva emozione per la bontà e la pulizia del gusto che immediatamente ti fa ricordare  quando da bambino mangiavi i biscotti della nonna appena sfornati.

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Passando alla crostata devo ammettere che erano anni che non ne mangiavo una così buona.

Ti si stringe ancora il cuore perché capisci che tanta bontà nascosta non troverà facilmente sistemazione commerciale se non riuscirà a farsi conoscere fuori dal territorio.

Prima di andar via, pieno di acquisti, ho avuto la fortuna di parlare con Carlo Umberto, il giovane fornaio, che tutte le mattine inizia a lavorare alle quattro per creare il buon pane e questi splendidi gioielli.

Devo ringraziare questo eroe del nostro tempo che rinunciando a fare un lavoro molto più comodo si è dedicarsi alla conservazione del gusto del suo territorio. Il mio augurio e che finalmente le giuste orecchie sentano il suo messaggio.

Vado via pensando che i turisti Belgi, Olandesi, Inglesi e Americani stanno apprezzando sempre più Civitella e i prodotti di Carlo e mi piace immaginarli seduti al tavolo nel cortile antistante al forno degustare i suoi prodotti appena sfornati dal suo forno a legna.

La speranza e che noi Italiani, in un futuro prossimo, riusciremo a svegliarci dal letargo di valori in cui siamo piombati e finalmente ci riapproprieremo e avremo il buono che ci circonderà.

Nel mio piccolo entro in macchina e mi dirigo a Baschi alla Sala della Comitissa, perché oggi non voglio smettere di sognare e godere!

Forno Agnusdei Pensi

Civitella del Lago

Piazza Umberto I n.18

Tel. 0744950148 – 3398501175 – 3205647217

P.S.: Un Amico del posto mi ha appena comunicato che purtroppo il Forno Agnusdei Pensi ha cessato la sua attività. Questo è un altro pezzo della bella e buona Italia che muore e con essa il nostro futuro del gusto.

Tempo fa avrei voluto scrivere di un valido forno di Marino. Non ho fatto in tempo perché ora e chiuso al pubblico e sopravvive grazie alla vendita dei suoi prodotti ai negozi Bio e ai mercati contadini.

Ancora prima avrei voluto scrivere di un grande e impareggiabile indirizzo dei Castelli Romani: Il Bacaro Hostaria. Anche questo splendido ritrovo, dove ho trascorso momenti di relax e di gusto, coccolato da Jeanpaul Santarelli e Andrea Caporicci, ora non c’è più. Credo che gli enti proposti debbano darsi una seria smossa, altrimenti rischiamo il fallimento del Gusto e con esso dell’Italia intera. Lo ripeto da anni, ci sono rimasti solo il cibo e il vino. Vorrei vedere una seria strategia di rilancio e tanta grinta attuativa e mai più un Artigiano lasciato solo.

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