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Walter Massa e il Timorasso. Un territorio, un vino, un vitigno.

10 dicembre 2013

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Il Timorasso, prima che insieme con altri vitigni, fosse attaccato dalla filossera era molto diffuso nel nord ovest del nostro Paese, e la sua uva era apprezzata per la mensa e la produzione del vino.

Il successivo spopolamento delle campagne e la condivisione del territorio con il vitigno Cortese, molto più produttivo, portarono negli anni quasi alla sua scomparsa.

Alcuni caparbi e coraggiosi vignaioli, consci dei risultati che quest’ uva era capace di ottenere fecero del loro meglio per preservare il prezioso vitigno.

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Fra essi ci piace oggi parlare di Walter Massa, nella foto con il mitico Pigi, che già nel 1980 impiantò una vigna a Timorasso proprio nella sua zona di elezione, cioè nel Tortonese è più precisamente a Monleale.

Oggi la proprietà conta oltre venti ettari e dieci sono piantati a Timorasso.

Siamo intorno ai trecento metri di altezza, con terreni ricchi di calcare che affiora in superficie,  a volte misto ad argilla e altre a sabbie, che daranno al vino ricchezza di norisoprenoidi che si manifesteranno dopo anni, donandoci così profumi minerali e di pietra focaia.

Nei vigneti più vecchi e meglio esposti si trovano i Cru aziendali Sterpi e Costa del Vento i quali si avvantaggiano anche di vigne più vecchie.

L’Artigiano Walter mette molto impegno in vigna e in cantina usando tutte le attenzioni per creare i suoi gioielli enologici.

Di seguito una piccola degustazione orizzontale dei suoi vini.

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Derthona 2010. Timorasso 100%. Gr.13,5%. Le uve molto mature ci hanno donato un colore paglierino luminoso senza riflessi verdolini. Aromi minerali di pietra focaia scaldata al sole, mela, pesca, nespola unite a erbe di campo e fieno. All’attacco in bocca è minerale, poi salino e morbido e con finale pieno dolce e a seguire acido di agrume. Lungo e beverino si accoppia idealmente con gli antipasti.

Derthona 2010 Montecitorio. Gr.14%. Giallo paglierino più intenso del precedente. Al naso dolcezza e mineralità con note d’idrocarburo e ginestra. Sorso sapido, agrumato con sentori di uva spina e tanta acidità. Bevetelo su un pesce alla maionese o un vitel tonné.

Sterpi 2010. Timorasso. Gr. 14,50%. Bel giallo con sfumatura dorata. Profumo elegante, minerale, cremoso, evoluto con un accenno di miele. Ricorda il Riesling. Morbido e dolce all’ingresso in bocca,  successivamente arriva l’acidità del vino ancora giovane. Da bersi fra 4 o 5 anni. Raggiungerà il top delle performance tra 10 o 15 anni ammesso che riuscirete a tenerlo in cantina per così lungo tempo. Nel caso bevetelo su un astice o aragosta.

Costa del Vento. Timorasso. Gr. 14,50%. Vino prodotto dalle vigne più vecchie si presenta con un brillante e luminoso giallo oro. Di odore pieno, dolce, severo di pietra focaia e profonda mineralità, suadente di pesca gialla, papaia e fieno odoroso. Al palato mostra nell’ordine tutta la sua vigoria, morbidezza e acidità grazie anche ai sentori di lemongrass e limone verde. Chiude sapido e lungo. Provatelo su pietanze della cucina Thailandese.

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Walter produce anche delle ottime Barbera.

Sentieri 2012. Barbera. Gr. 13,5%. Vino da solo acciaio di un accattivante rosso violaceo. Al naso si presenta vinoso con accenni di sottobosco, viola, iris e frutti di bosco. In bocca è un tripudio di more, gelsi, ribes neri. Bella spalla acida che si bilancia con l’alcol. Tannini in evoluzione ma ancora un pochino ruvidi. Polenta.

Bigolla 2001. Barbera. Gr. 14%. Colore rosso granato cupo. Una piacevole esplosione olfattiva composta di humus, terra, sottobosco, viola, cuoio, pepe e balsamico. In bocca, nonostante l’età, è fresco, dolce, balsamico, con sentori di radici ed erbe officinali. Asciuga bene la bocca nel finale. Evolverà ancora.

Non ci rimane che ringraziare Walter Massa per l’impegno, l’attenzione e la caparbietà che mette nel fare i suoi vini. Certo un personaggio con le sue capacità avrebbe potuto fare il libero professionista facendosi pagare a caro prezzo le sue preziose consulenze, ma noi avremmo perso l’emozione che tutte le volte ci danno i suoi vini che sono capaci a ogni sorso di trasferirci il territorio e la perfezione di un vino così perfettamente integrato ad esso.

Ringraziamo l’Artista e l’Artigiano che continua a sporcarsi le mani di terra e ci permette ancora di emozionarci.

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  1. Enotria, la degustazione perfetta. | foodwineadvisor

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