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Emidio Pepe, il vino come si faceva una volta.

19 febbraio 2014

Da anni apprezzo i vini dell’Artigiano Emidio Pepe. Ogni volta che sono stato con gli amici in locali nei quali il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano erano proposti, molto volentieri li ho scelti, ricevendo indietro consenso e generando così nuovi estimatori del nettare che proviene da Torano Nuovo.

Come, grazie all’AIS Castelli Romani sede di Frascati, si è profilata all’orizzonte una degustazione di sei annate del Montepulciano d’Autore® certamente non me la sono lasciata scappare.

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La figlia di Emidio, Sofia, che cura la parte commerciale, coadiuvata da Franco Santini, redattore per l’Abruzzo della guida Touring Vini Buoni d’Italia, con molto trasporto ci ha parlato della storia aziendale.

Tutto ha avuto inizio cinquanta anni fa producendo l’annata 1964 di un vino che all’epoca era considerato da taglio e non da invecchiamento. Emidio, sfidando tutti i preconcetti  sul Montepulciano d’Abruzzo, invece iniziò subito a conservare parte della produzione in cantina, convinto che il vino che stava producendo fosse dotato di lunga vita. Una sua massima, spia della sua etica, è: non faccio nulla al vino, prendo solo il meglio che la terra mi da e lo metto in cantina.

Emidio, all’età di dodici anni già potava in vigna. Con la sola padronanza del dialetto Teramano stretto cercherà, nel 1970, sbocchi di vendita all’estero, recandosi a New York, e con ulteriori cento viaggi, in ogni angolo del mondo, ottenendo sempre più successo di vendita e riconoscimenti. Simpatica la sua riflessione: all’inizio portavo Io il vino per il mondo, adesso è il vino che mi porta in giro per il mondo. In tutti questi suoi viaggi, spiegare che il suo vino è come una persona e che ha bisogno di tempo per maturare prima di essere consumato, certamente non è stato facile. Certo bisogna aggiungere l’importante lavoro che Rosa, la moglie di Emidio, fa ogni volta che una vecchia annata è ordinata, decantando a mano, bottiglia per bottiglia, il vino per liberarlo dal deposito che i tanti anni trascorsi in cantina hanno inevitabilmente prodotto.

Le vigne, che si estendono per 15 ettari e consentono una produzione di 60/70 mila bottiglie annue, sono tutte posizionate a Torano Nuovo e a soli quattro chilometri dal confine con la Regione Marche. La ventilazione è garantita dalla posizione collinare a 240 metri di altezza, con il mare a 12 chilometri e la montagna a 20. Tutte le vigne espongono a sud, est e ovest ad eccezione del neonato Pecorino che espone a nord.

Precursore della moderna Biodinamica, Emidio ha da sempre trattato con coscienza le sue vigne, usando solo zolfo e acqua di rame, cosicché la notte i suoi grappoli sono illuminati dalle lucciole. Convinto che la pianta vive in simbiosi con l’Universo, ha sempre solo operato, quando necessario, sovesci in vigna e imbottigliato con la Luna giusta. Ancora oggi, grazie ai preparati biodinamici di Carlo Noro, in Autunno si da energia al terreno e in Primavera alle foglie, perché per Emidio la pianta è un essere che vive in simbiosi con le persone. Come successiva cura delle sue piante, Emidio analizza costantemente il terreno e quando necessario corregge eventuali mancanze tramite la semina del giusto tipo di erba.

Tutta quest’attenzione e cura servono per produrre un vino non omologato e di conseguenza in Azienda non esiste la figura dell’Enologo, nella convinzione di Emidio che è la mano dell’uomo a fare il vino e non la tecnologia.

Le vecchie vigne sono state lasciate a tendone e le nuove sono state impiantate a filare. Questa scelta permette una diversificazione della raccolta secondo l’annata. Infatti, nel 2003, che come tutti sappiamo, è stata un’annata calda, le uve del filare non sono state raccolte perché cotte dal sole, mentre l’impianto a pergola, grazie all’ombra praticata dalle foglie, ha permesso la vendemmia. In annate più fresche è stato il filare ad andare in aiuto.

Le uve sono raccolte e lavorate a mano e l’uva bianca, Trebbiano, è pigiata con i piedi, mentre la rossa, Montepulciano, è diraspata a mano prestando molta attenzione a lasciare i chicchi integri perché, in seguito nella cantina, non saranno effettuati rimontaggi.

Affinché il vino possa mantenere il suo equilibrio e invecchiare bene anche per 30 o 40 anni, rimanendo nel contempo vivo e quindi per poter raccontare al meglio la sua storia, si usano i tini di legno solo per la diraspatura  e si usano altresì le vasche di cemento che mantengono con naturalezza la temperatura costante intorno ai 23/25 gradi per 20/25 giorni.Come dice Emidio, questo è il modo per sentire solo e soltanto il vitigno, può piacere o non piacere ma questo è il Montepulciano d’Abruzzo. Di seguito il vino rimane 2 anni nel cemento per decantare. Ogni vigneto occuperà una vasca diversa. Non sono effettuate chiarifiche, ne filtrazioni. Succesivamente una parte del vino  sarà imbottigliata e messa in commercio, mentre un’altra sarà posta a invecchiare in cantina, sempre imbottigliata a mano con sifone e cannella di canna. Prima di mettere in commercio questa seconda parte, come scritto in precedenza, si avrà cura di stappare le bottiglie al fine di decantarle a mano e numerarle. Sono inoltre dati 20 anni di garanzia. Certamente il prezzo sarà la conseguenza di tutta questa cura e del fatto che sono 350.000 le bottiglie che riposano in cantina da tanti anni. L’annata 1964, anche per motivi di affezione, non ha prezzo mentre la 1975 viene via intorno ai 300,00 €. L’appassionato può quindi scegliere tra le diverse annate e degustare vini sempre diversi e mai omologati, grazie anche all’uso dei lieviti indigeni che produrranno sempre nuovi profumi ad ogni nuova stappata.

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Passando alla degustazione è subito evidente che, per le sei annate analizzate, il colore è rubino scuro ad eccezione della 2009 che si presenta rubino con bell’unghia violacea e il 1983 di color granato.

Montepulciano d’Abruzzo 2009. Vino figlio di un’annata piovosa. Poco invecchiato, quindi ancora poco capace di esprimere tutta la sua ricchezza di profumi al naso. Ci sono la mora, i frutti di bosco e la prugna unita a una nota animale. Molto beverino, grazie alla spalla acida, si accoppia con tutto. Lasciatelo riposare un anno o due.

Montepulciano d’Abruzzo 2005. Bellissima annata con pioggia a Luglio. Sembra ancora giovane e un poco ritroso a esprimere compiutamente i suoi profumi. Si nota la mancanza della nota animale e la presenza di frutti rossi e liquirizia. Alla beva è fresco ed equilibrato e malgrado i tannini presenti è dotato di buona acidità che invita di nuovo al sorso. In abbinamento a piatti strutturati e carne.

Montepulciano d’Abruzzo 2003. Annata calda. Le uve del filare non sono state raccolte. Il tendone è venuto in soccorso e grazie all’ombra praticata dalle foglie ha prodotto uve con chicchi dalla pelle vellutata e con riflesso violaceo. L’odore è un trionfo di fiori macerati, elementi balsamici, prugne, more e liquirizie. Il vino in bocca è morbido, tannico, con buona acidità, malgrado il caldo. Presenta quindi un ottimo equilibrio ed eleganza grazie anche alla nota dolce. Un risultato eccellente di un vino figlio di un’annata difficile. Da bere subito a tutto pasto.

Montepulciano d’Abruzzo 2001. Annata equilibrata. Il vino si rivela subito al naso più profondo, minerale ed equilibrato rispetto agli altri. All’attacco in bocca è morbido ma al tempo stesso di carattere, tannico, elegante. Eccellente già ora e con grandi potenzialità di crescita futura. Vino emozionante dal finale lunghissimo. Si accompagnerà bene con il cibo senza sovraccaricarlo. Provatelo con arrosto e guancia di vitello.

Montepulciano d’Abruzzo 2000. Qui siamo in presenza ancora di un’annata calda. Prevalgono le note animali. Al sorso è grasso, strutturato, morbido con sapidità finale e alcol in maggiore evidenza. Da bersi adesso e a tutto pasto.

Montepulciano d’Abruzzo 1983. Annata assolata con poca pioggia. Il vino profuma di cioccolato, tabacco, frutta sotto spirito, humus e fungo. Imponente e nonostante l’età mantiene una buona acidità che invita molto a bere nuovamente. Un perfetto vino da meditazione.

Durante la degustazione ho chiuso più volte gli occhi per meglio apprezzare gli odori e i sapori di questi splendidi vini e ogni volta l’immagine delle belle, pettinate e verdi colline Teramane, con i monti sullo sfondo, mi sono venute in mente a sottolinearmi di quanto questi vini certifichino il loro territorio.

Grazie Emidio per avere creato vini così veri e complimenti per aver trasferito alla tua famiglia e ai tuoi collaboratori tutta la tua etica.

Anche noi, ad ogni nuovo sorso dei tuoi vini Triple “A”,  ti sentiamo sempre più vicino, amico e mentore.

Azienda Agricola Bio Emidio Pepe

Via Chiesi, 10

Torano Nuovo – Teramo

Tel: +39 0861856493

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