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Brilla il sole sull’Hostaria Lunghi.

2 maggio 2014

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Quando ho scritto l’articolo sull’inaugurazione, ve lo avevo promesso, quindi eccomi ora a provare l’Hostaria Lunghi durante una giornata di normale attività.

In verità, essendo oggi il 1° Maggio, non è stato facile arrivare fin qui ad Anzio, meta agognata da molti turisti del fuori porta.

Ho percorso le strade più solitarie dell’Agro Pontino. Giocando a pari e dispari con una macchina, l’unica incontrata su una strada di campagna desertica, proprio nel tratto in cui la stessa si restringeva per attraversare una naturale galleria in un piccolo bosco. In questa situazione, Enrico Montesano avrebbe esclamato “molto pittoresco”.

Eccomi qui finalmente al ristorante, che nel giro di qualche minuto si riempirà completamente di avventori. Vista la bella giornata assolata, guadagno un tavolo all’esterno.

Il ristorante non è fronte mare, ma c’è una piacevole brezza che, insieme a una luce abbagliante, mi rilassa come se stessi vivendo una vacanza ai tropici. Peccato che nel vicino tavolo ci siano alcuni ospiti che fumano come ciminiere, ma sul tavolo scorgo un posacenere che sicuramente non invita ad alzarsi e portarsi a debita distanza, al fine di non arrecare fastidio al prossimo, quando si esercita un proprio piacere così invasivo.

Sono stato accolto da Chiara Lunghi e Principessa Montecchi e ora è al tavolo, per prendere la comanda, il Patron Gian Paolo Lunghi. Conosco lo staff di cucina, composto dallo Chef Marco Davi e dai Cuochi Isidoro Salvadori, Alessandro Balossini, Marco Durastanti e Omor Faruq, quindi l’ordine lascia libero arbitrio, sul da farsi, a Gian Paolo e Marco. D’altronde la sala e l’esterno, ora sono colmi di clienti e credo che questa scelta possa rendere più felici tutti in una situazione così concitata.

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Gian Paolo mi offre l’ottimo Brut di Marco Carpineti che accompagno con i due interessanti pani a lievitazione naturale, che sono stati lavorati con il pomodoro e con sette cereali.

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Inizio il viaggio nei sapori Anziati con i gamberoni rossi, piselli, mela e foglie di tonno. Questa è una pietanza che si basa sulla bontà del crostaceo, acquistato all’asta Portodanzese, la cui marina sapidità è bilanciata dalla crema di piselli. Inoltre la mela è stata aggiunta a dare un punto di freschezza in abbinamento a un niente di tonno a dare leggera profondità organolettica.

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Arriva in tavola la Rebula (Ribolla) di Blazic che si abbina, sposandola perfettamente, alla prima entrata.

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Devo ammettere che si sta accompagnando bene anche con questo tenero pesce spada altresì cotto, da Marco, al punto giusto. Questo è il momento in cui il pesce spada sta attraversando i nostri mari e la stessa bontà ho avuto la fortuna di mangiarla, qualche giorno fa, grazie a Deris Nardò che si approvvigiona del pescato, come Marco Davi, all’asta del Porto di Anzio.

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Esco momentaneamente dal mare e approdo in terra ferma con questo cubo di Manzo Gallego. Anche qui la cottura è perfetta. La pulizia della carne è incredibile e insieme alla morbidezza dona piacere durante l’intera masticazione. Congiuntamente al pesce spada, questo è veramente un gran piatto.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ritorno nel mare con l’ostrica in tempura. Schiacciando tra i denti questa pallina fritta, sono subito pervaso da note iodate e altresì dolci e finalmente sento quel profumo di mare che la leggera brezza, purtroppo non porta più con sé.

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Dopo il gustoso sandwich con pescato e verdure locali, che sarebbe un perfetto cibo da strada, e che è solo leggermente troppo unto, ma in una giornata così congestionata ci sta, ecco arrivare al tavolo, inattesa, una pasta. Avevo lasciato carta bianca, ma avevo espresso l’intenzione di non mangiare il primo, proprio perché questo periodo di festa qualche eccesso l’ha prodotto.

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Marco invece mi ha mandato questo piatto che solo a vederlo genera appetito. I tagliolini, di pasta fresca, farciti di vongole e calamari che sembrano essere difesi da uno scampo con l’aiuto di un gambero. Mentre lo mangio, penso che avrei potuto ingerire anche solo questo primo e andar via felice. Credo che lo squisito sapore del gambero mi rimarrà impresso a vita. Abbiamo un litorale che ci dona gioielli gastronomici. La sensibilità dello Chef è toccare il meno possibile queste incredibili qualità organolettiche del pescato. Penso che Marco ci riesca con successo.

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Finisco in bellezza la parte salata, degustando un piccolo astice locale dal sapore complesso e definito e altresì delicato. Molta rispettosa e gentile è stata anche la sua cottura. L’Hummus di ceci e croccante di verdure è forse l’accompagnamento più indovinato tra quelli degustati oggi.

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Un mio amico invece sta affrontando un piccolo rombo locale che all’assaggio è buono, ma sembra unto un poco oltre il dovuto. Anche i vegetali in accompagnamento sembrano soffrire dello stesso problema, ma in giornate come questa, in cui la maggior parte degli avventori mette molta fretta alla cucina, perché nella gita vuole aggiungere una passeggiata sul lungomare, queste piccole sbavature purtroppo avvengono.

Come recita una frase sul menù, dovremmo sempre ricordarci che, “gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare”. Ringrazio Jean Anthelme Brillat-Savarin, già gastronomo Francese, per aver scritto quest’aforisma.

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Mi è dolce il finale tramite il cannolo Siciliano espresso con ricotta, pistacchi e arancia candita e con la zuppetta di fragole e menta con gelato al cioccolato fondente e crumble alla vaniglia.

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In accompagnamento, a questi dolci, mi è servito lo Cherry Pedro Ximenez. La luce crea una magia e sembra di vedere nel bicchiere un magnifico e iridescente tramonto.

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Certo insieme alla bontà di tutte le pietanze, ho comunque trovato alcune piccole imperfezioni, a volte nella presentazione delle stesse, altrimenti nella cura dei contorni, ma oggi credo che in cucina si sia vissuta una giornata campale. Certamente tornerò in un momento meno congestionato per farmi coccolare al meglio dalla cucina e dal servizio dell’Hostaria Lunghi.

Esco dal ristorante quasi per ultimo e mi avvio sul lungomare e al porto. Quello che vedo non ha il decoro dell’incantevole cittadina balneare che ricordo di aver frequentato da bambino. Penso che chi abbia il piacere e l’onere di gestire questa città dovrebbe esercitare il massimo impegno per tutelarla tramite severe regole, che la rendano più vivibile e accogliente. Credo non sia un compito facile, ma l’obiettivo dovrebbe essere di renderla più ricettiva verso un turismo qualificato, qualificando e tutelando allo stesso tempo il lavoro degli imprenditori locali.

N.B. Dal 5 Marzo 2015 il nuovo indirizzo è:

Hostaria Lunghi

Via Porto Innocenziano 15
00042 Anzio – RM, Italy

Tel. +39 0697846232

Tel. +39 3478817893

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