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Terraviva, una degustazione di vini con tanta Vita dentro.

30 maggio 2014

Terraviva si distingue anche per la capacità di organizzare delle piacevoli degustazioni di vini del territorio convenientemente poste nei pressi dei Casali di Capobianco, sulla via Nomentana fuori dal G.R.A. di Roma.

Dopo il comodo parcheggio sul prato all’ombra di un verde albero, mi soffermo a guardare la bella campagna che circonda i Casali.

All’interno, i banchi di assaggio sono convenientemente allocati su due piani.

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Come la volta scorsa, in ingresso, sono in mostra le diverse terre, che insieme all’uva cresciuta su di esse e al paziente lavoro degli artigiani ci donano le delizie enologiche che sto per assaggiare.

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Inizio il mio viaggio degustativo incontrando Denis Montanar, l’atletico agricoltore, perché non produce solo vino, che mi racconta di come tratta la sua vigna con letame naturale e minimi interventi con rame e zolfo.

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Subito mi convince della bontà dei suoi vini tramite il Verduzzo Friulano 06 Scodovacca, seguito dal suo Toy Wine, Borc Sandrigo, delizioso Spumante Brut Nature ottenuto miscelando tre diverse annate di Friulano, Sauvignon Blanc, Moscato Giallo e Trebbiano. Veramente un bel giocattolo!

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Continuo con Le Vin Du Jumelage 2005 ottenuto selezionando a mano le uve leggermente appassite di Merlot e Refosco dal Peduncolo Rosso. Queste uve sono state pigiate dai locali ragazzi di Villa Vicentina e da quelli di Colpo, il paese Francese gemellato. La Francia sembra arrivare subito grazie al naso elegante. Altresì accurato è questo vino all’assaggio perché le parti sono in perfetto equilibrio, così come appare Deris su una brochure nella quale è presente una foto con lui in piedi su un palo in testata di filare.

Lo stesso equilibrio lo ritrovo nel Uis Neris 2003, che si fa ulteriormente apprezzare per la mineralità e la spalla acida che danzano piacevolmente con i pronunciati profumi di questo nettare.

Certo non e facile fare dei vini così buoni senza l’intervento di nessuna chimica in vigna e in cantina, quindi quando avvengono forti aumenti di acidità, la correttezza impone di conferire il vino a un produttore di aceto. Denis ha scelto una seconda strada che ha chiamato Vinacre Puro. Ha ottenuto un prodotto di qualità tramite la lenta evaporazione a bassa temperatura di questi vini. Il rapporto finale sarà di un litro di Vinacre Puro contro i 33 litri del vino iniziale. Un vero concentrato di natura.

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Dopo un’esperienza cosi profonda faccio due passi per scegliere un corrispondente Artista del Territorio ed eccomi al banco di assaggio di Emidio Pepe.

Qui ho fatto nuovamente godere le papille gustative tramite il Montepulciano d’Abruzzo 2001. Al fine di contenere questo scritto vi rimando qui: https://foodwineadvisor.wordpress.com/2014/02/19/emidio-pepe-il-vino-come-si-faceva-una-volta/

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Mi giro di 180 gradi, mi versano il Frappato 2012 di Arianna Occhipinti ed è subito Sicilia, tanto sono presenti i profumi della campagna Ragusana. Beva piacevole e veramente elegante come si conviene a un vino generato da una donna così sensibile. Interessantissimi per la freschezza e il rapporto qualità prezzo il bianco e il rosso SP68, quest’ultimo lo vedo in perfetta compagnia di un Tataki di Tonno. Peccato che questa pietanza non sia prevista nei tanti assaggi offerti da Terraviva durante tutta la degustazione.

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Dopo tanta goduria eccomi affrontare il banco degli Champagne e vini Francesi, gestito a più mani e con molta competenza. Sto degustando un poco di tutto ma davanti al Brut Oeil de Perdrix di Jean Vesselle giustamente mi scappa uno chapeau. Qui c’è un mix volutamente piacevole, credo ricercato tramite la veloce e cronometrica macerazione sulle bucce, che scatena odori di frutta di bosco a go-go che insieme alla componente del 6% di zucchero rendono la bevuta molto piacevole. A dare equilibrio ci pensa comunque il Pinot Nero noto generatore di complessità, struttura e allungo finale.

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Lascio il banco degustando un ottimo vino a base di piccolo e grosso Manseng, piccolo Courbu e Camaralet di Jean Marc Grussaute, il Camin Larredya La Virada. Molto interessante questo vino dei Pirenei dal prezzo umano.

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Vi è tornata la voglia di vino rosso e rimango letteralmente folgorato dal Neromoro Riserva 09 di Nicodemi. Grande dimostrazione di come possa essere elegante, fruttato, strutturato e altresì fresco il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane. Un vero trionfo di frutti rossi, spezie, fiori in perfetto coro. Un must buy da segnare in agenda in stampatello.

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Degustando il Tenores 2010 di Dettori mi ritrovo subito in Sardegna circondato dagli odori della macchia mediterranea. Al banco c’è una ragazza Pugliese che si emoziona bevendo questo vino così strutturato, ampio e possentemente alcolico (vol. 17%) e corre subito a “acchiappare” una sua amica, che si trova in un altro banco, per fargli gustare questo splendido vino. Gran Cannonau, notevole emozione.

Incontro Pasquale Pace, alias Gourmet Errante, al banco di Movia e subito si organizza un bel teatrino al fine di poter degustare Puro, il metodo classico che viene lavorato senza aggiunta di liqueur de tirage tantomeno di liqueur d’expedition. Riposa quattro anni in barrique e due sempre sui propri lieviti in cantina, che quindi al momento dell’apertura sono ancora lì rendendo necessario un particolare degorgement che spero, apprezzerete in foto.

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La bevuta è fresca, minerale e fruttata. Un valido esempio di vino spumante che ha avuto bisogno solo della natura e di una etica gestione della stessa.

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Finale in bellezza “masticando” il Syrah di Stefano Amerighi. Degustando questo vino capisci perché Stefano si sia recato personalmente a sceglierne i cloni nella Valle del Rodano.

Al naso arriva un mix molto complesso di frutti rossi e spezie. In bocca è di uno spessore impressionante, minerale e lungo. Bravo Stefano, credo che in futuro verrò a trovarti.

Dovrei parlare di tanti altri viticoltori ma rischio di diventare prolisso e di annoiarvi.

Troverete comunque tutte le foto sulla mia pagina facebook: https://www.facebook.com/foodwineadvisor.foodwineadvisor

Vado via contento di aver fatto questa esperienza e nella testa mi gira la frase scritta da Arianna Occhipinti a Veronelli: Non bisogna togliere Vita a ciò che è fonte di Vita.

 

P.S. In questo link sono contenute anche altre foto: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.879727842044554.1073741975.774907919193214&type=3

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