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Vinointorno. Alla ricerca delle eccellenze.

23 giugno 2014

Il caratteristico e accogliente Paese di Olevano Romano, già tappa nel IXX secolo, del viaggio in Italia d’importanti pittori d’Oltralpe, ha visto svolgersi, lungo via Roma, l’interessante evento denominato Vinointorno.

La rassegna enogastronomica giunta al suo secondo anno è stata organizzata da Extrawine con il supporto delle associazioni locali di Slow Food, della Strada del Vino, del Comune e dell’Arsial Regione Lazio.

Questo evento che è da elogiare per l’interessante corto circuito creato tra le eccellenze enogastronomiche del posto e quelle del resto dell’Italia, ha visto la partecipazione di 132 aziende e la presenza di circa 5000 persone.

Lungo via Roma qualificati gourmet, giornalisti, blogger, acquisitori e, non ultimi, gli abitanti di Olevano Romano e Paesi limitrofi hanno avuto modo di degustare tanti buoni prodotti e alcune pietanze preparate dai ristoranti e dalle botteghe del territorio.

Per raccontare tutte le buone cose presenti sui banchi d’assaggio non basterebbe un libro. Io ne ho degustate solo alcune e tra queste mi fa piacere elencarne quelle che mi hanno colpito in modo particolare.

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Revì, l’azienda di Paolo e Giacomo Malfer, produce solo Spumante Trentodoc. Il metodo classico degustato conservava in se la natura del Trentino, grazie agli aromi floreali e fruttai in esso contenuti. Il vino che riposa sui propri lieviti per tre anni è molto bevibile ed è stato molto apprezzato dagli astanti. Peccato che questa volta non fosse presente l’elegante Paladino prodotto con uve biologiche di Chardonnay poste a 700 metri sul livello del mare.

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Per me è stato interessante conoscere il Chora Bianco de L’Acino vini, l’azienda fondata recentemente da tre amici in provincia di Cosenza. Questo vino bianco a base di uve autoctone locali (Mantonico e Guanaccia Bianca in combinazione con altre) è veramente godibile perché dotato di giusta acidità che, insieme alle note agrumate, ne fanno un vino estivo che può accompagnare egregiamente un pesce, magari selvaggio, mangiato, se possibile, in riva al mare.

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Procanico e Grechetto sono la base del Campo del Guardiano di Palazzone e sono lì, in questa bottiglia, meritevoli di trasportarci nel territorio Orvietano con la loro carica di roccia ed erbe spontanee.

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Mi ha fatto piacere incontrare nuovamente Filippo Antonelli. Teneteli d’occhio i suoi vini. Di là del noto Sagrantino di Montefalco, il vino che trovo sempre più godibile, ogni volta che lo degusto, è il Trebbiano Spoletino. Un caleidoscopio di pietra, frutta, spezie condito da lieviti raffinati.

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Colpo di fulmine per il Pacu di First’s Filet. Questa leccornia a base di filetto suino è condita con vino Barbaresco e le erbe di Langa da Primo Montaldo, Artigiano di Neviglie, a 461 metri s.l.m., in provincia di Cuneo. Ebbene si, il Pacu, l’ho acquistato e lo degusterò condendolo come fosse una bresaola tramite un olio EVO di alta qualità e qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Oro di Acetaia San Giacomo.

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Vino molto riuscito il Don Giovanni, Montepulciano D’Abbruzzo di Buccicatino. Il vino è prodotto in Vacri, provincia di Chieti. Un Montepulciano elegantemente rotondo che conserva una buona acidità che da stimolo a una beva interessante. Presenta ancora una dose di legno che spero si attenui in futuro, donandoci così un vino straordinario a un prezzo molto contenuto.

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Grande rapporto qualità prezzo anche per la Vernaccia di San Gemignano Campo della Pieve de Il Colombaio di Santa Chiara. Un vino che trasporta in se tutta la sua territorialità tramite il suo sapore schietto e dinamico.

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Ho incontrato l’appassionata vignaiola Montalcinese Jessica Pellegrini, proprietaria di Fattoria del Pino, un’azienda agricola nata nel 2000 in zona Montosoli. Con molta cortesia mi ha porto in degustazione il primo suo Brunello. L’ho assaggiato e sono rimasto subito avvolto da profumi fruttati, rotondità sferiche e tannini gentili come le mani di donna che li hanno gestiti. Mi sono sentito proiettato nella sua vigna su un terreno ricco di galestro e con davanti agli occhi la bella campagna Toscana. Una vera emozione.

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Lì vicino ho provato anche gli ottimi vini di Pietroso, famosa per il Rosso e il Brunello di Montalcino, entrambi ottimi e giustamente premiati. Mi è uscita quasi una lacrima degustando il Villa Montesoli 2010. Il vino, prodotto da una vecchia vigna in zona Sant’Antimo, è pieno, speziato e intrigante nel portare con sé il suo territorio collinare. Un ennesimo ottimo risultato, ottenuto da Gianni Pignattai e i suoi colleghi.

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Di Proietti avrei voluto sorseggiare il doppio magnum di Vignalibus 2008, ma essendo lì solo a far bella mostra di se, mi sono consolato degustando un sorso del magnum 2008 di Damiano Ciolli. I vini di Damiano sono eterni e quest’annata l’avevo già assaggiata tempo fa. Il Cirsium l’ho trovato più pronto, ma ancora in grado di maturare grazie alla sostenuta spalla acida. Tanta frutta su un corpo potente. Chiude pulito.

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Sempre ottimo lo street food di Giovanni Milana del ristorante Sora Maria e Arcangelo. Questo Cuoco sta facendo molto per il suo territorio e i riconoscimenti che lo premiano testimoniano il suo impegno per una ristorazione della memoria che ormai si è quasi smarrita altrove.

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Ho trovato pieno di magica atmosfera, l’allestimento, fatto in piazzetta, da Giulia Ciolli del ristorante Il Boschetto. Tramite il sapiente uso di palletts, luci, pietre e candele mi sono trovato in un luogo caldo e fascinoso, quasi onirico. La foto è volutamente sfocata per dare l’idea del sogno.

La brava weeding planner credo sia molto ambita nel suo territorio per chiunque sia in procinto di organizzare un evento o un matrimonio.

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Ci ha pensato Gregorio con i suoi formaggi a riportarmi nella realtà, insieme a Fracassa con i suoi buoni salumi, a Iacovacci con la salsiccia di Monte San Biagio e dulcis in fundo il Panettone al Cesanese del Bar Lazio di Serrone.

Ho ancora tanti altri validi Artigiani da citare, ma mi fermo qui con la promessa di postare sulla mia pagina Facebook il report fotografico.

Complimenti a tutti per aver creato e partecipato un evento così unico e godibile.

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