Skip to content

Ristorante Il Tino, quando l’onestà incontra la passione.

31 dicembre 2014

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Confesso che ho fatto trascorrere troppo tempo per recarmi in visita al Ristorante Tino di Ostia. Negli anni, alcuni amici mi hanno consigliato questo ritrovo Gourmet, ma io per svariati motivi non avevo seguito il consiglio.

Questo periodo dell’anno, che vede meno folla frequentare il litorale Romano, mi ha invogliato al viaggio.

Il ristorante non è posto sul lungomare, bensì in un tranquillo quartiere residenziale di Ostia.

Qui Daniele Usai e Claudio Bronzi hanno apportato, nel tempo, una serie di giuste modifiche a un locale divenuto oggi funzionale con le sue tre zone. L’ingresso ospita una scuola di cucina, la contigua veranda ospita dei tavoli luminosi e nel seminterrato è posta un’altra sala, la cucina e i servizi.

Chi mi conosce sa che le mie visite sono anonime, proprio per meglio testare come, le strutture che recensisco, si comportano verso il cliente sconosciuto e nuovo.

Qui trovo una buona accoglienza e un cortese, rispettoso, sorridente e preparato servizio.

La carta presenta una scelta tra varie pietanze di stagione con l’aggiunta di alcuni menù degustazione. Interessante anche la proposta enologica, ricca di scelte ben mirate.

Come a ogni prima visita, concedo fiducia e scelgo il cavallo di battaglia del ristorante, ovvero il menù degustazione Il Tino (6 portate a 50 €) accompagnato dai vini in abbinamento al calice, denominati Tour de France che sono proposti a 30€.

Come benvenuto mi è servita un’ottima ostrica accompagnata dallo Champagne Grande Resérve, da bottiglia magnum, di J. De Telmont. Come dire una partenza col botto.

A questo punto sono curioso di gustare il seguito e intanto assaporo dei pani e alcuni grissini di alto livello.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Arrivano gli scampi, finocchio, pomidoro passiti, arance e olive taggiasche. Un piatto che si rivela subito tramite la sua bellezza, ma ancor più per la qualità e l’interscambio continuo tra le sue componenti marine e terragne che si rincorrono in continuazione scambiandosi dolcezza, sapidità, note acide e amare. Se mi volevano impressionare, devo ammettere che ci sono riusciti. Accompagna quest’orchestra di sapori lo Champagne Brut Premier Cru di Aubry.

La bollicina mi fa compagnia anche con l’ombrina, questa volta non affumicata, pere nashi e porro, una pietanza fresca ed equilibrata.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Mi è servito un calice di L’Insolite, un Chenin Blanc della Loira di Domaine des Roches Neuves, che si accoppierà inizialmente con gli agnolotti di grano Saraceno alle mazzancolle con estratto di rapa rossa, limone e zenzero. Qui è riprodotto il conflitto mare terra della pietanza agli scampi ma con un risultato meno scoppiettante dovuto, penso, alla rapa rossa, che spegne, un poco, i fuochi delle mazzancolle, del limone e dello zenzero.

Non mi aspetto molto da questo risotto alle cime di rapa, Parmigiano Reggiano Vacche Rosse, rafano e alici salate e invece mi ricredo subito appeno l’assaggio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La cottura è perfetta, la qualità degli elementi è al massimo livello e tutto è perfettamente bilanciato e con le diverse note che si fondono in un coro perfetto della natura. Veramente insolito, come il vino che lo accompagna. Difficile mangiare un risotto così ben fatto a Roma e Provincia. Penso sia il piatto del pranzo.

Lo Chef Daniele Usai, tramite la spatola total green, sembra voglia dimostrami che quando c’è tecnica di cottura e fantasia anche un pesce povero può diventare un’adorabile pietanza.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Finisco il pranzo con una crema bruciata e una panna cotta accompagnati da buoni distillati Francesi.

Mi dirigo verso il pontile. Intanto rifletto pensando a tutti gli sforzi che questi due ragazzi hanno fatto nel modificare il locale nel tempo e a quelli che dovranno fare per approntare alcune piccole ma opportune migliorie. Mi rendo altresì conto del miracolo appena vissuto di aver mangiato e bevuto, a Roma, una proposta così ben costruita e a un prezzo così onesto. Sono conscio dell’enorme sacrificio che fanno i proprietari, ogni giorno, per mantenersi così competitivi. Sono contento di essere diventato un loro cliente. Credo che sarà molto fortunato anche chi frequenterà i loro corsi di cucina e che sarà in grado di “rubargli”, almeno in parte, l’esperienza e la capacità di fare.

Sono sul pontile, guardo il mare davanti a me. Mi manca però il suo profumo, si proprio quello che ho sentito in tutti i piatti de Il Tino.

Ristorante Il Tino

Via dei Lucilii, 17, 00122 Roma

Tel. +39 065622778

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: