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Marisa Cuomo e le sue vigne, sospese fra mare e cielo.

5 maggio 2015

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Sono diretto verso la Cantina Marisa Cuomo e incontro Andrea Ferraioli ad Agerola, il paese montano, della Penisola Amalfitana, famoso nel mondo per i suoi Fiordilatte e Provolone del Monaco.

Prendiamo un ottimo caffè in un bar, posto su una piazzetta contornata da maestosi alberi secolari e subito ci spostiamo verso un vicino belvedere che spazia sul Golfo di Sorrento.

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Siamo sugli stupendi Monti Lattari, all’inizio del Sentiero degli Dei e la vista che mi si para davanti mi lascia incredulo e senza fiato. Certo sapevo della viticoltura eroica che si pratica qui, ma una cosa è conoscere ed è sicuramente un’altra cosa fare un’esperienza e toccare con mano.

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Siamo adesso su una montagna rocciosa, di tipo Dolomitico, ripida, così ripida che sembra precipitare nel mare, dal cielo su cui sembra appesa. Su queste vertigini rocciose scorgo numerose vigne poste su terrazze e contenute con muretti a secco. Immagino il grande lavoro di chi avrà portato a mano la terra, dopo aver strappato pezzi di roccia alla montagna, creando le terrazze pianeggianti con i relativi muretti a secco, e rimango atterrito da quest’antico sacrificio. Noto sullo sfondo, verso il mare, un costone verticale, denso di vigneti e Andrea mi conferma che sono quelli della sua Azienda, Marisa Cuomo. Su un costone più vicino a me, noto altre vigne, appoggiate su un fronte ripido della montagna, che ci ospita, ma non comunicanti con il nostro sentiero. Andrea mi spiega che la strada carreggiabile più vicina è a circa due chilometri dalla vigna e quindi, durante la vendemmia, ogni cassetta, di circa 30 Kg, dovrà essere trasportata a spalla, fino al mezzo che poi la porterà in cantina.

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Quasi tutte le viti sono allevate a pergola e alcune escono orizzontalmente dalla parete rocciosa, confermandomi la dura lotta dell’uomo per sopravvivere in un ambiente così estremo.

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Ci muoviamo verso Furore, il Paese che non c’è, e da un altro belvedere, osserviamo altre vigne di Andrea. Esse sono a strapiombo sul Paese con sfondo il mare della Divina Costiera Amalfitana e il Capo di Conca, a chiudere una mirabile vista.

Capisco la non esistenza del Paese, perché di là della strada, che scende di quota con vari tornanti, non scorgo una piazza e mi chiedo, dove avrebbero potuto costruirla, in un territorio così ripido, dove tutto è posto, vigne comprese, in fazzoletti di terra.

Noto il cartello d’inizio Paese, con la scritta Furore Paese Albergo e Andrea mi spiega che ci sono tanti posti a dormire quanto gli abitanti, circa 800.

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Costeggiamo, strada facendo, altre vigne di Andrea e Marisa, che sembrano precipitare nel vertiginoso canalone sotto di loro. Qui noto una piccola monorotaia, che credo aiuti abbastanza l’enorme fatica dei Vignaioli.

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Eccoci in cantina. La stanza iniziale ha una concentrazione di serbatoi di acciaio mai vista sino ad ora. Anche qui, sembra che, come nei terrazzamenti delle vigne, ogni centimetro, sia in orizzontale, sia in verticale, è stato sfruttato alla perfezione. La tecnologia usata è moderna e, secondo il vino contenuto, permette un controllo della temperatura, con variazione della stessa, in un modo certosino.

La macchina imbottigliatrice è allo stato dell’arte e consente ogni singolo controllo del procedimento, inclusa la pulizia della polvere del sughero durante la fase di tappatura.

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Capisco che Andrea ha un background tecnico, infatti, mi confessa di essere un Perito Elettrotecnico e di aver provato a emigrare al nord, appena conseguito il diploma, ma la nostalgia di questi panorami, quasi subito, lo richiamò alla paesaggistica terra natia.

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Prima di lasciare questo locale, noto una bottiglia di rosato con un colore così brillante che spero di avervi riportato in foto.

La cantina Marisa Cuomo è proprietaria anche di un sistema di test enologico e Camillo, un Vignaiolo del posto, che chiede l’analisi del suo vino, mi consente di capirne l’efficienza e la prontezza.

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Entriamo nella cantina, letteralmente scavata nella roccia, dove le barrique in rovere Francese stanno maturando vini importanti dell’Azienda. La temperatura è costante e l’umidità è altresì controllata da un deumidificatore industriale.

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Eccomi ora seduto sulla scenografica terrazza dell’Albergo Ristorante Bacco, pronto a degustare tutti i nove vini aziendali che sono accompagnati da formaggi e salumi del territorio.

I vini provengono da dieci ettari di vigne inclusi i 3,5 di proprietà. I vitigni sono Aglianico, Biancolella, Falanghina, Fenile, Ginestra, Pepella, Piedirosso (Per’e Palummo), Ripolo, Sciascinoso, Tintore e Tronto.

Andrea e Marisa, opportunamente supportati dall’enologo Luigi Moio, li hanno trasformati in dei mirabili vini, che degustanti, sembrano trasportami nelle relative zone di origine: Furore, Ravello, Scala, Cetara e Raito.

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La vista è da sogno, e come i vigneti visitati poco fa, mi sento sospeso fra mare e cielo. Il fianco di questa montagna di roccia dolomitica, che mi sostiene, mi dona i suoi odori che coerentemente sento in tutti i vini di Marisa Cuomo.

Ci sono la macchia mediterranea, la frutta e l’orto, pervasi dalla salinità marina e dal minerale roccioso. Mi sento proiettato nella vigna sottostante, dove due viticoltori stanno accarezzando, lavorandole, le viti e la madre terra.

Il Costa d’Amalfi Ravello Bianco mi dona i tanti frutti che tra poco coloreranno gli orti, insieme alla sapidità del mare.

Lo stesso sentore di frutta, che si unisce a una gradevole mineralità, la scorgo nel luminosissimo Costa d’Amalfi Rosato.

Il Costa d’Amalfi Furore Rosso ha una piacevole spalla acida che gli dona bevibilità. Lo immagino bevuto a temperatura cantina, accompagnare un bel tonno, magari pescato nel Golfo di Sorrento.

Più strutturate, speziate e complesse, ecco ora nel bicchiere le Riserve di casa Cuomo: Costa d’Amalfi Ravello Riserva e Costa d’Amalfi Furore Riserva.

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Il Costa d’Amalfi Furore Bianco, da uve Falanghina e Biancolella, è uno dei campioni di casa. In sostanza, vince a mani basse per il suo ottimo rapporto qualità prezzo. Questo vino mi piace per la sua freschezza, i fiori e gli agrumi che sembrano essere contenuti fisicamente, ora, nel bicchiere. Il sorso è agile e può facilmente tramutarsi in una beva compulsiva, quindi godetevelo con giudizio e, magari, accompagnandolo con una buona Pezzogna, sempre dell’incantevole Golfo.

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Eccomi, adesso, davanti al super campione di casa: il Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva. Questo è un vino multi premiato. Recentemente, Luca Gardini, nella guida dei migliori vini del mondo, l’ha messo al 15° posto, ponendo l’accento, credo, col suo gesto, verso l’intenso e appassionato lavoro che Marisa e Andrea conducono ogni giorno, su un territorio così bello ma così difficile.

Il vino è un blend dei vitigni autoctoni locali: Ripoli, Fenile e Ginestra. Infatti, il vitigno Ginestra, si fa notare al naso, apportando l’odore dei fiori gialli dell’omonima pianta, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, insieme all’odore di tanta frutta a polpa gialla. I lieviti selezionati concedono quel tono di frutta esotica, mentre il mare, che è di fronte, ha profuso una piacevole sapidità. Il passaggio nella barrique dona al vino rotondità e leggera dolcezza., mentre il suolo e i vitigni hanno ceduto una struttura e complessità destinata a durare.

Questi vini ormai li sento parte di me ed io mi sono innamorato di questa terra, questo mare e questo cielo, così perdutamente, che mi sembra di averci sempre fatto parte.

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Amata Splendida Divina Costiera è vero sto lasciandoti, proteso verso altri impegni che mi aspettano, ma non temere, tornerò a trovarti nuovamente.

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Cantine Marisa Cuomo

Via G. Lama 16/18 Furore SA

Tel. +39 089830348

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