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Spazio Roma, Niko Romito e il lusso della semplicità.

30 luglio 2015

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Mi ricordo tempo fa, durante una delle mie visite al Reale Casadonna, un Niko Romito entusiasta che mi parlava dell’apertura di Spazio a Rivisondoli, proprio lì dove era nato il Reale, in altre parole un laboratorio ristorante che sarebbe stato gestito dai cuochi che avevano finito gli studi presso la Niko Romito Formazione.

Al di là delle notevoli doti che Niko ha in cucina, negli anni, ho sempre apprezzato la sua viva intelligenza e questa strategia di avviare al lavoro, accompagnandoli ulteriormente con un’esperienza formativa, i fortunati cuochi che avevano frequentato la sua scuola, lo devo ammettere, mi aveva “acchiappato” subito.

L’ultima volta che sono stato a Castel di Sangro ho avuto modo di chiacchierare a lungo con il grande chef. Abbiamo parlato di tutto e soprattutto del futuro della ristorazione. Ci ho tenuto a portare alla sua attenzione, l’innovativa esperienza che di lì a poco avrebbe inaugurato Salvatore Tassa, tramite il Nu’Bazzar e il tanto buono, pieno di notevoli contenuti, che alcuni chef del Litorale Pontino stavano facendo da qualche tempo, differenziatosi dalla piazza Romana che preferisce le nuove aperture cercando così di interpretare mode e tendenze.

Penso che a Roma, con Spazio, Niko non sia fatto incantare dalle odierne sirene, ma sia rimasto dritto sulla sua strada che prevede l’esaltazione dell’arte culinaria.

Certamente per gustare l’eccellenza bisognerà recarsi al Reale Casadonna, ma quello che lo chef vuole proporre a Spazio, al di là da quanto scritto in precedenza, è cucina di alto livello a costi accessibili, quindi, di conseguenza è scaturito il suo invito a provare Spazio a Roma. Ho promesso che lo avrei fatto, come sempre, da anonimo cliente.

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Il ristorante firmato Niko Romito Formazione si è affiancato a quello di Rivisondoli, segue l’esperienza del Capofaro a Salina e s’integra con la recente apertura di Spazio a Milano.

Il “laboratorio” Romano è ospitato all’ultimo piano di Eataly e vi si accede con ascensore dedicato.

Eccomi sulla soglia, dove sono accolto da Sabrina, la sorella gemella di Cristiana Romito.

La sala è ampia, spaziosa, dotata di tavoli di legno massello e sedie volutamente spaiate, proprio a voler creare un luogo che non sia ristorante di lusso, trattoria moderna o bistrot, ma che sia unico nel suo genere.

Il mio tavolo è posto vicino alla parete enoteca refrigerata, dove acqua e vino fanno bella mostra di se.

Mi sono serviti dei pani di pregio e alcune piccole entrate di benvenuto che mangio con gusto accompagnandole con il Sauvignon 2013 Lafóa di Colterenzio, un vero tripudio di aromi mediterranei e fiori bianchi, che mi seguirà su tutte le pietanze.

La carta dei vini è stringata ma contiene un’ottima selezione di etichette, tra l’altro offerte a prezzi onesti.

Il menù è stato impostato seguendo lo stesso criterio. Infatti, ci sono soltanto 5 scelte per ogni portata (antipasti, primi, secondi e dolci) ma tutte interessanti e offerte a prezzi bassi. Si va dagli 8 € dei dolci a un massimo di 17 € per il secondo più costoso. Chi vorrà fare un pasto completo, anche del dolce, affronterà una spesa di circa 50 €, bevande escluse.

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La zuppa di Parmigiano e pane con pomodoro basilico e limone è un perfetto connubio tra la sapidità del formaggio e la freschezza dei frutti. Sono certo che gli amanti del Parmigiano apprezzeranno la sua “spinta” in questa pietanza.

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Il sauté di verdure primaverili con sedano e mela è invece una zuppa di verdure, nella quale, anche i piselli, le fave, gli asparagi, le lattughe e le patate hanno il loro dire. E che dire!

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Il manzo, marinato per due giorni alle erbe, è servito con salsa tonnata alle due consistenze e avvolge una golosa e umida mollica di pane. Qui mi perdo nei meandri del gusto e apprezzo l’equilibrio e la sinfonia di sapori che un piatto, altresì così semplice, riesce a scatenare. Bravo Niko, sei riuscito a passare il tuo “tocco” elegante ai ragazzi in cucina.

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Con i tortelli di ricotta, distillato di pomodoro, capperi e cucunci mi sento proiettato all’interno del Reale Casadonna, tanto è aderente, questo primo piatto, a quanto già mangiato nella storica sala. Il dolce, l’acido e il sapido che si rincorrono su un’infinita giostra che si appoggia sul brodo, giustamente gelatinoso, che la fa girare all’infinito. Ebbene sì, i cuochi hanno assorbito la classe del loro mentore e sono stati giustamente orgogliosi nell’illustrarmi queste pietanze. Inoltre hanno la possibilità, interagendo con l’avventore, di avere un feedback immediato sul loro lavoro. Una vera scuola che prosegue con la giusta progressione sul campo di lavoro.

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Il filetto di maiale lo apprezzo per la morbidezza e sapore della carne ed è accompagnato con olive, capperi, pomodori e salsa di mandorle. Un tripudio mediterraneo leggermente sbilanciato dalla presenza, che personalmente avrei preferito più parsimoniosa, della salsa, che comunque ha il pregio, con il suo odore, penso donato dalle mandorle amare, di ricordarmi l’infanzia scolastica e la mitica Coccoina.

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Godo come un riccio assaporando questo trancio di baccalà cotto perfettamente al vapore che è stato appoggiato sulla salsa di cipollotto e accompagnato da due asparagi in sostanza crudi. Sfoglio il pesce come pagine di un libro e accompagno ogni lembo con un niente di salsa e un pezzo di asparago. Pura libidine nell’essenza dei sapori.

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Finisco in leggerezza tramite il guazzetto di frutta con gelato allo zenzero, ma essendo, come Niko, un fautore del dolce non dolce o scarsamente dolce a fine pasto, la prossima volta credo che proverò anche il cremoso di mandole che, con l’acidità del gel di limone e la sapidità della frolla integrale salata, mi ha attirato non poco.

Complimenti Ragazzi, quando l’orchestra è composta di talenti può suonare delle semplici e perfette armonie anche senza il suo direttore.

Lode anche a Niko Romito per aver creato questo nuovo format di ristorazione, dando così la possibilità ai giovani cuochi di esprimere il proprio talento e la propria emozione. La bontà della materia prima che si unisce alla perfezione dell’esecuzione creando, allo stesso tempo, un laboratorio in continua evoluzione.

Sono fortunati questi ragazzi di sala e di cucina ad avere la possibilità di vivere questa particolare esperienza. Sono felice anch’io per loro e di aver accettato l’invito di Niko a frequentare la sua Creatura.

È un martedì sera qualunque e la sala è in sostanza piena. Vedo intorno a me tanti stranieri e mi fa piacere pensare che, quando torneranno a casa, racconteranno ai loro amici del loro buon mangiare a Roma.

Spazio Roma

Piazza XII Ottobre 1492 Roma

Tel. +39 0690279240

One Comment
  1. e questa tua recensione mi convince sempre di più a provare questo locale 😉

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