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Cosa mi piace di V.A.N. Vignaioli Artigiani Naturali, evento in corso al CAE di Roma?

24 ottobre 2015

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Sono appena entrato nel salone e mi accoglie uno stanco, ha dormito solo due ore la scorsa notte, ma sorridente Daniele Saccoletto. Da provare il suo Grignolino. Un’annata è molto particolare, provate a scoprirla.

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Sono tutti buoni i vini dell’Azienda Agricola Colle San Massimo di Enrico Gallinaro. Sarà forse merito anche del “vento” Californiano in terra Teramana? Irrinunciabile l’assaggio del bianco e del rosso “estremo”, quest’ultimo, ancora da etichettare.

Il Moscato Passito di Saracena è un vero mostro di eleganza. Bravissimo Biagio Diana a produrre un vino di questo grande livello. Altro interessante vino prodotto da Biagio è il Mileo, un vino rosso ottenuto dal vitigno Lacrima.

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Il Morbino è un grande vino dal costo umano. Un Bianco Basilicata IGT dell’Azienda Vitivinicola Michele Laluce. Al naso e coerentemente al palato arriva la presenza di tanti agrumi, fiori, macchia mediterranea balsamica, un insieme sorretto da un’elegante nota minerale. Provatelo con il formaggio Gregoriano di Gregorio Rotolo.

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Al banco di assaggio del Podere Orto Trivium trovate, insieme a qualche bottiglia del Rosso 2013, la versione 2014 che è stata premiata dalla guida Vini d’Italia dell’Espresso, ottenendo una punteggio di 16,5. Il Trivium, Rosso 2014, a pochi mesi dall’imbottigliamento, si fa già apprezzare per gusto e finezza. Provate a chiedere a Simona De Vecchis e Giuliano Salesi anche un assaggio del Moscato macerato, fatto solo per prova e non in commercio, poi ditemi. Seguo questi appassionati Vignaioli da quando hanno iniziato a fare vino e ogni anno migliorano. Non oso immaginare il prossimo vino. Un bell’esempio di cosa può realizzare gente acculturata e imprenditoriale che ama il vino e la campagna.

Il buonissimo Trebbiano dell’Azienda Agricola Giovanni Iannucci è finito tutto e quello di quest’anno sarà vendemmiato al rientro del Vignaiolo, quando avrà finito questo evento. Ricordate lo splendido vino che fece molto scalpore lo scorso anno, così in quantità limitate, da essere vinificato in damigiane? La buona notizia è che quest’anno ce ne sarà di più. Inoltre la muffa nobile sugli acini è giunta allo stato dell’arte e sarà vinificato con mezzi più consoni. Mi consolo con una buona Falanghina, di due annate diverse (2012 e 2013), una più fresca e l’altra più strutturata.

Interessanti il Refosco e soprattutto il Cabernet di Feudo dell’Azienda Agricola Feudo dei Gelsi, per la capacità che hanno di riportare nel bicchiere l’austerità del Territorio. Questa è l’ultima vigna alle spalle di Nimis, in sostanza inserita all’interno di un bosco che dona ai vini le sue note selvatiche.

Finisco questa “passeggiata” enologica con il tanto spessore e Terroir Toscano del Sine Felle riserva di Podere Casaccia – Lucia Mori.

2 commenti
  1. Per non parlare del Ramandolo di Feudo Gelsi ed i rossi di Michele Laluce….

    • Il Ramandolo di Feudo dei Gelsi, questa volta non era presente. Lo ho degustato altre volte e concordo è un ottimo vino. Dei rossi diMichele Laluce ho parlato altre volte e anche questa volta li ho trovati interessanti. Mi ha sorpreso il Bianco e per questo motivo ora ne ho parlato.

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