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Maria Rosaria Stellato – AnimaMia e la sua cucina d’amore, passione, rispetto e batticuore.

6 novembre 2015

Da qualche tempo avevo notato una nuova apertura di un ristorante in zona Castelli Romani.

M’interessava capire come una chef, di origine Casertana, potesse contribuire alla proposta culinaria di questa zona, tra l’altro avendo scelto un luogo certamente non facile, in quel di Cecchina, frazione di Albano Laziale, posta sulla via Nettunense.

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Maria Rosaria Stellato è giovane, nata nel 1987, ha frequentato l’IPSSAR Angelo Celletti di Formia, con Simone Nardoni (Essenza) suo compagno di classe.

Si è formata professionalmente al Crowne Plaza Caserta, all’Hotel Zoldana e alla Pasticceria Dolciarte. Ha frequentato anche la scuola Alma e dopo aver fatto una successiva esperienza all’estero, ha deciso di aprire il suo AnimaMia.

Il ristorante è posto, in pratica, su via della Stazione, proprio lì, dove inizia un immenso parcheggio gratuito. I coperti sono una trentina e trovo molto interessanti le pareti con la pietra a vista e il soffitto a volte.

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Su una lavagna sono proposti i due menù degustazione: sei portate più 2 bicchieri di vino a trentacinque euro e 8 portate più tre calici a quarantadue.

La mia scelta premia la seconda proposta, proprio per dare maggiore possibilità alla chef, di farmi conoscere meglio la sua cucina.

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Fungo porcino, alice sott’olio fatta in AnimaMia e ricotta di bufala. Una buona entrata di benvenuto, che mette insieme il mare e la terra di origine della chef. Un inizio golosissimo che ben dispone a proseguire il pranzo.

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Tartare di tonno e pistacchi di Bronte. Il tonno come la ricciola, ha per Maria Rosaria, un sapore unico e deciso ed è quasi un sacrilegio, per Lei, doverlo alterare. La sua scelta è stata quella di lasciare il tonno in purezza, condito solo con olio e sale, aggiungendo poche gocce di succo di limone, proprio per non far cuocere la carne. Il pistacchio è spennellato per decorare e funge da letto per la tartare, in modo tale che si possa decidere di degustare il tonno al naturale o in accostamento al pistacchio, misurandone la dose da miscelare a proprio piacere.

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Mousse di pomodoro del piennolo (pendolo o spongillo) del Vesuvio con bocconcini di sogliola naturale e chips di polenta. Questo è un piatto dai sapori semplici, ai limiti tra un’entrata di benvenuto e un antipasto. Non invadente, cottura del pomodoro prettamente a vapore e giusto bilanciamento in termini di acidità che conferisce corpo morbido e setoso al pomodoro, lasciando intatto e deciso il sapore della sogliola, preparata con lo stesso metodo di cottura a vapore.

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Tortino di alici gratinate ripiene con pane raffermo, olive capperi e pomodoro secco, accompagnato da una purea di patate. Si capisce che la giovane Chef è particolarmente legata a questo piatto. Seppur, l’alice, sia da molti considerata un tappabuchi per antipasti, è qui invece esaltata, come giustamente merita quest’oro colato del Mediterraneo. Maria Rosaria l’abbina egregiamente con aglio, olio, pepe, pane raffermo, prezzemolo, lime, capperi, olive Taggiasche e pomodori secchi. Tutti ingredienti, questi, della cucina mediterranea che esaltano il sapore fresco del pesce e lo bilanciano, senza intaccarne le peculiarità gustative. Riscontro in tutte le pietanze quell’acidità garbata, che credo sia la firma di questa giovane donna. Il risultato è la piacevole freschezza che trapela nella maggior parte delle pietanze.

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Linguine di farro con passata di pomodoro riccio, piantaggine saltata e formaggio di pecora al latte freddo. Questo piatto rispecchia le tendenze dell’attuale apertura al mangiar sano, considerando che tutti gli ingredienti sono di origine biologica e sostenibile. Il primo piatto è nato d’improvviso in seguito all’incontro con Giorgio Pace. Nella sua Piccola Bottega Merenda, la chef ha trovato questi ingredienti dal sapore armonioso, che in accostamento insolito, riportano la mente del cliente alla riscoperta di antiche tradizioni e al contatto con la terra, povera, ma ricca di fragranze.

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Tagliolini al Nero di seppia ai quattro formaggi di Campoli Appennino. Maria Rosaria avrebbe voluto chiamare il piatto crescita infelice, perché è fatto con ingredienti che fino a poco fa, non riusciva a mangiare. Mi spiego meglio, I tagliolini sono neri, e ciò che è nero, la chef tende a non mangiarlo, in quanto gli da un senso di paura. I formaggi sono per lei un tabù, poiché sono solo pochi mesi che ha iniziato ad apprezzarne la versatilità, così come il tartufo. Comunque questo è un primo piatto soddisfacente, anche se non raggiunge il livello delle altre proposte.

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Tonno scaloppato al sesamo con insalata calda di verdure e zenzero. Il pesce è raccontato anche con il contributo di un’insalatina calda, proprio per meglio contrastare il freddo dell’interno del tonno, giacché crudo. Mi piace il tocco piccante dato dal sesamo, anche se un poco esuberante nella dose, in contrasto con lo zenzero, che esalta la freschezza del lime e del pesce stesso.

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Maialino Nero casertano su purea di castagne e chips di zucca. Questo è un altro piatto importante, da poche parole. Piacevole il sapore paesano e deciso del maialino, che va ad addolcirsi con la purea di castagne e la zucca, frutti tipici di questa stagione autunnale.

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Finisco il pranzo con la giusta dolcezza di una pastiera Napoletana che profuma di buono e ha la giusta umidità.

Ha ragione Maria Rosaria ad affermare che la cucina è amore, passione, rispetto e batticuore. Tutti questi sentimenti me li ha trasferiti con le sue pietanze e attraverso il suo entusiasmo. Finalmente una nuova proposta di livello ai Castelli Romani, ma visto che una parte di Cecchina ricade anche nel comune di Ardea, questa è da considerarsi una nuova proposta facente parte di diritto de La Rivolta del Gusto del Litorale Laziale.

Spero non me ne vorrà il buon Marco Davi, se avanziamo la porta di accesso, a questo fortunato territorio, da Aprilia a Cecchina.

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Ristorante AnimaMia

Via della Stazione, 36

Cecchina – RM

Tel. + 39 0693495068

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