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Uno “Stuzzichino” con i vini di Villa Raiano.

20 novembre 2015

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Questa volta mi piace scrivere di un riuscitissimo evento, proprio di quello avvenuto, a Campodimele, presso il Ristorante Lo Stuzzichino di Francesco e Roberto Capirchio.

I felici avventori, che hanno riempito la sala in ogni ordine di posto, hanno avuto la fortuna di degustare un corposo menù, a base di prodotti del territorio, elaborato dalla mano felice di Chef Francesco.

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Nonostante l’enorme affluenza, il servizio non ha avuto cedimenti, grazie all’esperienza e l’energia di Maître Roberto e del professionale staff di sala.

Curioso è stato notare il bacino di provenienza di chi è riuscito a conquistare un ambito posto a tavola. Si va dalla Ciociaria, ai comuni limitrofi, fino ad arrivare a quel Litorale Laziale, del quale Lo Stuzzichino è una colonna portante della Rivolta del Gusto che è in atto in questo incantevole Territorio. Ne avevo già scritto qui:

https://foodwineadvisor.wordpress.com/2015/07/21/francesco-capirchio-lo-stuzzichino-e-lesaltazione-del-territorio-di-campodimele/

Ci sono tanta passione e amore per il territorio nella cucina di Francesco Capirchio. Molto fortunato lo Chef ad essere supportato da una Famiglia meravigliosa e dedita, come Lui, al piacere dell’ospite. È stato bello sentirsi coccolato da tutti loro.

Sandro Masi, dell’omonima enoteca di Fondi, ha dato inizio alle danze eno-gastronomiche, presentando i viticoltori presenti in sala.

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Paolo Sibillo, che con Simone e Sabino Basso, gestisce Villa Raiano, ha illustrato la cantina e le vigne, distribuite nella bella e verde Irpinia, che danno origine ai vini aziendali.

La partenza è stata con il botto, tramite le entrate di benvenuto, composte dal panino salsiccia e friarielli e da un vero supplì “al telefono” che filava da paura.

Molto particolare e altresì creativo il magnum di baccalà, nocciole, rapetta e bagna cauda. Giusta celebrazione della montagna, i suoi prodotti e il suo “pesce”.

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Un trionfo del gusto, il mini burger d’agnello nel panino di grano Serena, autoctono di Campodimele, reso ancor più goloso dalla salsa del Provolone del signor Recco, affinatore di formaggi in quel di Formia. Un’esaltazione del territorio circostante e del vicino Litorale Laziale.

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Un altro riuscito tributo al territorio è stato il piatto composto dalla mousse di lepre, passatine di borlotti, tartufo nero e foglie di ceci croccanti.

Il territorio di Campodimele è ricco di cinghiali e Francesco Capirchio e il suo Papà sono provetti cacciatori. La selvaggina, dopo tutti i controlli di legge, è servita al ristorante. Gli enormi e abbondanti ravioli, qui chiamati ravioletti, sono di color rosso rapa, riempiti di succulenta cacciagione e spolverati di polvere di porcini.

Il finale è stato veramente energetico, a base di “bocconcini” di cinghiale, brasati al Taurasi con crema di castagne e trucioli di tartufo bianco. In altre parole, Campodimele nel piatto.

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È stato molto apprezzato il dessert, tutto giocato sulla castagna, le sue consistenze e temperature. Un giusto, fresco e goloso finale.

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Tutti interessanti i vini degustati di Villa Raiano. Mi è piaciuto in modo particolare il Fiano di Avellino 22, così chiamato perché la vigna è posta a Lapio, proprio a 22 chilometri dalla cantina. Minerale e dotato di bella spalla acida profuma e coerentemente sa di mandorla, pera, acacia, essenze del bosco e mediterranee sorrette da una leggera nota fumé. Molto buono anche il Taurasi, riuscitissimo quello in magnum, che proviene da una vigna, posta a 550 metri, in Castelfranci. La permanenza in botti di rovere per 24 mesi, malgrado la giovane età (vendemmia 2011), dona al vino dei tannini morbidi, rendendolo molto rotondo in bocca. La giusta acidità si bilancia con la buona struttura, donando piacevole bevibilità. Tutti i vini riportano in se i rispettivi e diversi territori dell’Irpinia e sono realizzati in regime biologico.

Era presente anche “l’intruso”,  il Moscato d’Asti di Cascina Fonda ad accompagnare egregiamente il dessert.

L’efficienza e l’energia di Roberto Capirchio erano ancora evidenti perché, alle tre di notte, ancora si discuteva, insieme anche a Francesco, con la freschezza di come si fosse fatto appena giorno.

Non smetterò di scriverlo, dietro un grande Chef ci vuole un perfetto Maître. La riuscita della serata, proprio perché sì e trattato di un evento così partecipato, ha richiesto molta organizzazione e tanto mestiere. Penso che la professionalità dimostrata abbia consolidato l’affezione della clientela già acquisita e conquistato quella nuova.

Andando via ho sentito una parte di me che faticava a seguirmi e che sarebbe voluta rimanere in questo luogo di squisita accoglienza. Quest’autentica realtà del territorio, e dell’Italia tutta, andrebbe giustamente riconosciuta con una serie di riconoscimenti, che ne sono certo, sarebbero anche di stimolo per altri giovani e valenti Chef del luogo.

 

Ristorante Lo Stuzzichino

Via Taverna, 14

Campodimele LT

Tel. +39 0771598099

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