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Il Fiano gentile di Tenuta Sarno 1860.

26 novembre 2015

Quando si giunge in Irpinia, si è colpiti dal verde dei boschi e si ha come la sensazione di non stare in Campania ma bensì in Trentino.

In una di queste vallate alpine, in territorio di Candida, che altresì beneficia degli influssi mediterranei, è posta la bella Tenuta della famiglia Sarno.

Qui il terreno è argilloso-calcareo con residui vulcanici e quindi dona al vino, prodotto dalla vigna di sette ettari su di esso impiantata, toni minerali e importante acidità.

Il sistema di allevamento è a Guyot, la densità d’impianto è di 5000 ceppi/ha, la produzione per ettaro è di soli 40/60 quintali, l’altezza è di circa 600 metri, quindi con grosse escursioni termiche, il vitigno è solo ed esclusivamente Fiano di Avellino e l’enologo è Vincenzo Mercurio.

Le uve raccolte manualmente, subiscono una pressatura soffice, mentre la fermentazione è eseguita a temperatura controllata. L’affinamento è protratto per sei mesi sulle fecce fini.

L’impianto della vigna è avvenuto nel 2004, mentre la prima vinificazione nel 2009.

Qualche tempo fa, grazie a FIS Frascati, ho avuto modo di conoscere Maura Sarno e quattro annate del suo Fiano di Avellino Tenuta Sarno 1860.

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Il Fiano di Avellino 2013 è stato vendemmiato alla fine della terza settimana di Ottobre. Profuma di agrumi, fiori bianchi, roccia con accenni di pietra focaia e pesca percoca. In bocca è dolce con sentori di miele di acacia, chiude ammandorlato e astringente. Il vino è ancora giovane, quindi è fresco con un corpo ancora in via di strutturazione.

Il Fiano di Avellino 2012 è figlio di un’annata difficile in vigna. La resa è stata di soli 42 quintali per ettaro. Al naso arrivano la pesca gialla e sentori minerali più spinti insieme a frutta secca, note di liquirizia, mela e mallo di noce. Al palato si apprezza la buona spalla acida, contrastata dalla nota salina e dal dolce del miele, con ritorno di acidità agrumata nel finale.

Il Fiano di Avellino 2011 è il risultato di una resa in vigna ancora più bassa delle precedenti: solo 35 quintali per ettaro. L’aroma è mediterraneo intriso di spezie dolci, coriandolo, cumino, agrume candito, fiori gialli e nota d’idrocarburi. Al sorso è morbido ma agrumato con presenza di pepe bianco e le altre spezie menzionate. Vino equilibrato e coerente con i suoi profumi.

Il Fiano di Avellino 2010 è complesso negli odori che ricordano la cera d’api e i distillati. In bocca è glicerico, dotato di quell’alcolicità morbida ed elegante che me lo fanno immaginare simile a una matura ma bella Signora.

Infatti, il Fiano di Candida, rispetto a quello di Montefredane, Summonte e Lapio, mi sembra giocare più su toni gentili, delicati e femminili che credo siano la vera espressione di questo territorio montano.

Un vino ideale se è servito come aperitivo, in accompagnamento a crostacei, in modo particolare con l’aragosta, i frutti di mare e, se molto giovane, magari con un’ottima mozzarella di bufala Campana.

 

Tenuta Sarno 1860

Contrada Serroni, 4/b

Avellino

Tel. +39 3397265669

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