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Bibere Bistrot, il Ponte di Ferro verso la strada del gusto.

11 febbraio 2016

Un tempo sede di siti industriali e artigianali, oggi, il quartiere Ostiense di Roma è sempre più luogo di ritrovo per chi ama vivere la notte, mangiando e bevendo nei vari locali che offrono soluzioni per tutte le esigenze.

In questa zona, proprio nei pressi dello stretto Ponte di Ferro, che collega l’ormai famosa via del Porto Fluviale con piazzale della Radio, proprio nell’edificio che ha ospitato il famoso Mulini Biondi, è posto da qualche tempo il Bibere Bistrot.

L’elegante e confortevole locale ha fatto propria una delle poche sobrie archeologie industriali della zona, offrendo ora agli avventori due sale “riscaldate” dai soffitti a volta e dalle pareti con mattoni a vista.

Varcando la soglia, capisco immediatamente che questo è un locale fuori dal coro della zona.

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L’ampio bancone mostra subito la possibilità di avere 10 birre artigianali che possono essere spillate, ovvero di birre in bottiglia o calici di vino che possono anche accompagnare, nel tardo pomeriggio, un corposo aperitivo, di 8 portate più un bicchiere di vino o birra dal costo di soli 9 €, che viene servito al tavolo, lasciando il cliente in completo relax.

L’altra sala è riservata al ristorante che oltre alla carta offre dei convenienti menù degustazione di mare o di terra, composti ognuno da sei piatti dal costo di 45 €, altrimenti l’ancora più conveniente menù, pensato per i giovani che affollano il luogo, che a un prezzo di soli 29 € permette di scegliere 2 piatti, un dolce e un calice di vino o birra.

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Dopo avere degustato un buon bicchiere di vino, servitomi, come benvenuto, da Fabio Mattaccini, che insieme al fratello Alessio è proprietario del locale, mi accomodo in sala, perché il motivo per cui sono qui, oltre a quello di capire le potenzialità della struttura è anche quello di partecipare a una cena a quattro mani nella quale lo Chef residente, Andrea Massari, sarà affiancato dal Fiorentino Simone Cipriani.

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Massari viene dall’esperienza fatta con Anthony Genovese, mentre Cipriani da quella, appena trascorsa, al Santo Graal di Firenze.

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Inizio con un ottimo kebab di triglia, firmato Massari, in cui la succulenza del pesce è esaltata dalle salse con cui è stato servito.

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Cipriani, che credo abbia capito alla perfezione la proposta di Bibere, e del suo collega Andrea, di proporre piatti della tradizione rivisitati in versione gourmet, si presenta con la ribollita 2.0, in altre parole la classica pietanza Toscana a base di cavolo nero che viene alleggerita da componenti fresche, finanche dal ghiaccio secco. Poteva essere il piatto della serata se il cavolo nero fosse riuscito a bagnarsi (compenetrarsi) meglio con il brodo.

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La pasta e ceci e frutti di mare invece riportano alla mia mente la pasta ammiscata di Gennaro Esposito ma oggi Andrea sembra più Napoletano del famoso chef, perché come si usa nella città Partenopea, la minestra è cucinata quasi solida e, magari nella pentola in cui è stata preparata, il cucchiaio potrebbe mantenersi in verticale. Gran piatto come la triglia che l’ha preceduto.

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I tortelli di lampredotto in salsa verde sono la conferma di come Simone riesca a reinterpretare con successo la tradizione Toscana. La sfoglia di pasta è dello spessore giusto, resiste in maniera perfetta al morso, e una volta vinta rilascia tutto il gran sapore che il bollito di abomaso riesce a regalare. Oltre che una riuscita rivisitazione del mangiare di Strada Fiorentino, penso che questo piatto possa essere un omaggio alla cucina Romana del quinto quarto. Sento mugolii di apprezzamento intorno a me.

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Bravo Andrea a finire la parte salata in leggerezza e gusto, tramite l’ombrina alle erbe, rapa rossa e patate al limone. In questa pietanza ci sono il mare e la terra. Avverto la scuola da lui praticata e la rapa è così buona che la mente vola verso le Sorgenti di Santa Susanna, lì dove la rapa è uno dei vegetali che sono esaltati dalla cucina dei fratelli Serva – Ristorante La Trota.

Le piccole coccole finali sono eseguite dal vero maritozzo con la panna, ormai introvabile, firmato Massari e dal dessert denominato Wendy’s elaborato da Cipriani.

Aldilà della bravura degli Chef, devo ammettere che anche le due ragazze che fanno servizio in sala sono professionali e sono altresì capaci di presentare le pietanze in modo corretto. Garbata ed efficiente la supervisione di Fabio Mattaccini.

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Complimenti anche alla Brigata di cucina che oltre all’entusiasmo, che apprezzo nelle due chiacchiere prima di uscire, noto la capacità di aver integrato l’ospite “straniero” alla perfezione.

Tornerò a provare nuovamente la cucina gourmet di Massari e magari, perché no, anche il brunch domenicale.

Bibere Bistrot

Via Antonio Pacinotti, 83

Roma

Tel. +39 065562738

 

 

 

 

 

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