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Ricordi di notevoli degustazioni, avvenute durante un … Viaggio nella Sardegna del vino a Roma

15 febbraio 2016

L’associazione Go Wine ha inaugurato l’anno 2016, a Roma, nella nuova ed elegante location del Savoy Hotel, a due passi da Via Veneto.

La Sardegna è stata la protagonista del primo incontro. Durante l’evento è stato possibile fare un focus sulla viticoltura dell’isola, ricca di vini autoctoni e di una storia antica, legata alla coltura della vite.

I fortunati partecipanti hanno così potuto idealmente viaggiare nelle principali aree di produzione dell’isola anche grazie alla presenza, in sala, di uomini e donne Sarde che hanno raccontato con partecipazione e passione i vini e il territorio.

Erano presenti al banco d’assaggio:

Argiolas Winery – Serdiana (Ca); Cantina Castiglia – Calangianus (Ot); Cantina Trexenta – Senorbì (Ca); Cantina G. Battista Columbu – Bosa (Or); Colle Nivera – Nuoro (Nu); Ferruccio Deiana Vini – Settimo San Pietro (Ca); Fradiles vitivinicola – Atzara (Nu); Vini Gostolai – Oliena (Nu); Jankara – Sant’Antonio di Gallura (Ot); Ledda Fele – Oliena (Nu); Meana – Meana Sardo (Nu); Mora & Memo – Sardegna Wines – Serdiana (Ca); Murales – Olbia (Ot); Pala – Serdiana (Ca); Cantina Su’entu – San Luri (Vs); Zarelli Vini – Magomadas (Or).

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Ho trovato veramente interessanti i vini di @Su’entu, presentati dal simpatico e competente Andrea Balleri. L’Aromatico, a base di uve Nasco, Moscato e Chardonnay, colpisce per il suo profumo intenso di fiori gialli e miele che subito proietta nella bella Isola, magari in un periodo d’inizio estate. Il sapore sapido e minerale è un’altra conferma dell’origine del vino. Il Bovale attira subito per il colore intenso e brillante, vino dall’olfattiva maschia, incanta per la nota di frutti rossi sotto spirito che prevale un poco su quella delle spezie.

Di Zarelli trovo notevole Inachis, il vino a base di Malvasia di Bosa bianca che intriga per i suoi aromi che sono un vero tripudio di fiori e frutti gialli. Si riconoscono immediatamente la ginestra e la pesca, insieme a decine di altri elementi che profumano abbondantemente questo vino. In bocca è coerente con il vitigno che l’ha generato, regalando una beva intensamente aromatica.

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Ardesia invece è la vera novità sempre firmata Roberto Zarelli. Questo vino di Malvasia Nera di Bosa, che con orgoglio, riferisce l’appassionato Viticoltore, è unico in Sardegna, è ancora molto giovane, assoggettabile a un bambino in fasce, profuma di frutti rossi e la spiccata acidità, oltre a generare una beva compulsiva, la dice lunga sulla durata dello stesso nel tempo, facendo sperare su evoluzioni future ancora più godibili. Una vera sorpresa, frutto di otto anni di sperimentazione con una prima produzione di solo tremila bottiglie, che sarà resa più corposa, visto anche il successo di vendita. Degusto anche Tino il Vermentino di Mora & Memo, Pluminus di Ferruccio Deiana, l’Alvarega di Columbu che trovo altresì interessanti.

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Invece questo Jankara (100% Vermentino di Gallura Superiore DOCG) mi porta idealmente proprio nel fortunato territorio Gallurese, e mi sembra di stare proprio sulla vocata vena di San Leonardo, dove sorge la vigna che ha generato questo vino. Profuma di mandorla, fiori bianchi, agrumi e di leggere note tropicali che vorrei, quest’ultime, un poco più sommesse, proprio per meglio restituire questo magico territorio, circondato da montagne granitiche. Il vino in bocca è di grande equilibrio, rotondo e chiude ammandorlato.

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Al banco di Murales rimango affascinato da Nativo e Sentenzia, quest’ultimo da uve Viognier, unico in purezza in Sardegna, che oltre a me è riuscito a intrigare un’esperta Francese di vini. Il Nativo è composto dai vitigni Syrah, Cabernet Sauvignon e Cannonau. L’olfattiva è veramente complessa e sembra non finire mai. Ci sono frutti rossi e neri, sui fiori predomina la viola, poi ancora spezie e cacao. Al palato la trama tannica è potente ma altresì carezzevole. Interessantissima la spalla acida che tiene sotto controllo il notevole alcol, dona equilibrio e invita al nuovo sorso.

Tornando al Sentenzia, splendido vino di Piero Canopoli, non posso non rilevare l’aromaticità complessa che abbraccia vari fiori e frutti altresì dotata di salata mineralità. Il sorso è coerente con l’olfatto e quindi consiglierei questo vino in abbinamento con i frutti di mare e, perché no, con le aragoste Sarde.

Certo colpisce che vini di questo spessore non siano veicolati con efficienza a livello di marketing. Ben ha fatto quindi l’organizzazione Go Wine ad organizzare quest’evento che spero, almeno su Roma, abbia fatto capire la valenza di questa bella Regione. Ben venga comunque una miglior maniera di fare sistema da parte di questi validi Viticoltori e con essa un maggiore e migliore riconoscimento dal mercato.

 

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