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Il ritorno al territorio di Giuseppe Pagano, Azienda Agricola San Salvatore

30 giugno 2016

Boscoreale è un comune posto sulle falde del Vesuvio. Da sempre questo territorio vulcanico ha permesso la coltura della vite, dell’orto e del frutteto, molto spesso in splendida e commovente sinergia sullo stesso terreno.

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In questo particolare areale, con splendide vedute sul Golfo di Napoli, è nato Giuseppe Pagano, Peppino per gli amici.

Recentemente ho avuto la fortuna di pranzare e cenare seduto al suo fianco, nell’affascinante scenario del Savoy Beach Hotel e più precisamente nel dehors del Ristorante Tre Olivi, apprendendo da Lui la sua storia di vita e trovandomi immediatamente in simbiosi caratteriale con la sua caparbia ricerca del meglio.Vicissitudini familiari e la fortuna di aver sposato una donna Cilentana, lo portarono a “emigrare” nel territorio prossimo alla storica Paestum, che penso lo abbia aiutato ad ambientarsi, ricordandogli magari la vicina Pompei, appena lasciata.

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La nuova vita inizia con un negozio, per poi passare a gestire un’attività alberghiera che poi amplierà con un successivo hotel, in cui sono ora. La capacità imprenditoriale fa capire a Peppino non solo che bisogna gestire il turismo, ma che altresì esso vada eseguito fornendo un servizio al massimo livello.

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Ho pernottato al Savoy e posso asserire che, al di là dell’ingresso scenografico della struttura, delle tante palme, della bella piscina, delle fontane d’acqua e relativa cascata a scorrimento, che mi hanno fatto sentire di vivere uno dei migliori Resort di Las Vegas, la cose che più mi hanno colpito sono: la funzionalità della stanza, del tutto simile agli hotel di lusso internazionali, la pulizia della stessa e delle lenzuola del letto altresì inarrivabili per il profumo di fresco, il televisore ospitato nel mobile di legno e non ultima la hall con soffitto a doppia altezza, vivibilissima e molto luminosa. Ottimo anche il ristorante dell’hotel, gestito con professionalità dallo Chef Matteo Sangiovanni, il quale è anche direttore dell’area ricevimenti, zona questa capace di grandi cucine e di un immensa sala, facilmente sezionabile, in modo da ospitare uno o più eventi con capacità di gestione fino a un migliaio di persone.

Molte persone si sarebbero fermate gestendo questa doppia attività alberghiera di successo, ma non è questo il caso di Peppino. Il richiamo della Terra è presente nel suo DNA Vesuviano e il territorio incontaminato del Parco del Cilento è un canto di Sirena cui è impossibile resistere. Giuseppe quindi avrà modo e costanza di acquisire, nei tempi, alcuni terreni in questo particolare lembo d’Italia, divenendo così Viticoltore, Allevatore e Produttore di energia elettrica.

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Bellissime le vigne di Giungano, poste tra il mare e la montagna e con splendida vista che spazia sul golfo di Salerno, arrivando con lo sguardo ad apprezzare Punta Campanella e l’Isola di Capri. I costanti venti mare-monte aiutano la sanità delle uve e la loro inversione di verso e temperatura donano la giusta escursione termica. Le erbe, opportunamente scelte anche per le diverse conformazioni delle radici, permettono di non dilavare il suolo con le acque che giungono dal fronte ripido della montagna, ma di trattenerle quel tanto necessario e con esse anche i preziosi minerali che andranno a integrare questo terreno a mezza costa. Le vigne sono gestite in regime biologico con metodi e preparati biodinamici.

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Con molto orgoglio l’Agronomo Alessandro Leoni mi mostra una Delta Trap che, grazie all’uso di feromoni, attira eventuali insetti parassiti presenti nel vigneto, permettendo così una strategia di difesa.

In questa stessa zona c’è un allevamento che conta 450 bufale, le quali sono allevate con cura, gestendo le loro vicissitudini produttive e di salute avvalendosi di sistemi informatici. Inoltre il loro latte, che in precedenza era conferito ad altri produttori, adesso andrà ad alimentare una produzione propria di mozzarelle, ricotte, yogurt e altri formaggi. Non ultimo, i loro reflui vanno ad alimentare un biodigestore capace di produrre circa due milioni di KW/anno, riducendo così in modo sostanziale l’emissione di CO2 necessaria a produrre un’energia così imponente.

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La cantina è molto tecnologica e possiede, al di là della bellissima bottaia, anche dei sistemi avanzati di refrigerazione delle uve, soluzioni molto creative per la gestione delle bottiglie di spumante e un ambiente veramente rilassante per la permanenza degli ospiti.

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Durante la cena ho modo di degustare una serie di vini, tutti molto eleganti e con presenza odorosa e fruttata diversa a parità di vitigno, caratteristici dei diversi territori, dai quali, i vini, prendono il nome e che vedono i 23,5 ettari di vigneti, posti su altitudini che vanno dai 200 ai 600 metri s.l.m.

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Sono tutti ottimi compagni di pasto e alcuni di loro li ho trovati così interessanti, soprattutto per i sentori di macchia mediterranea, che ho già promesso di tornare per fare una degustazione tecnica di cui poi vi relazionerò. Gli uvaggi sono Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina e i loro nomi sono un tributo, con piccole variazioni di fantasia, ai comuni del Parco.

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Commuove il coraggio imprenditoriale di Peppino per aver impiantato una vigna di Pinot Nero, in altitudine, in quel di Stio, che ogni anno potrebbe produrre o non portare nessun raccolto. Comunque il vino ottenuto, nonostante la gioventù della vigna, si esprime già a ottimi livelli.

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Prima di andar via, passo nuovamente, c’ero già stato ieri, alla Dispensa, il nuovo negozio aziendale. Qui naturalmente si possono acquistare tutti i vini San Salvatore, l’olio bio EVO contenuto in bottiglie di vario formato e proveniente dai 34 ettari di proprietà, alcuni prodotti tipici del territorio, il pane fresco e non ultimi i prodotti caseari. È il primo di giugno e oggi s’inaugura ufficialmente il negozio. Il personale cerca di darsi molto da fare, anche se i ruoli ancora non sono ben definiti. È il battesimo del fuoco e ci sta.

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Bravissimo il Casaro che mi chiede di aspettare e mi mozza, davanti agli occhi, la mia mozzarella, la quale, una volta degustata, si rivelerà buonissima, di giusta resistenza al morso, latticello ben amalgamato alla pasta, sapore del latte pulito e non salato e che giustamente mi riporta a questo territorio appena vissuto e che sto lasciando.

Il caso vuole che, in uscita dal parcheggio, incontri nuovamente Peppino, il quale sta arrivando nel Caseificio. È l’occasione per un ultimo abbraccio, con promessa di tornare, ed eccomi in viaggio verso Roma.

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Azienda Agricola San Salvatore 1988

Di Giuseppe Pagano

Contrada Zerilli Stio SA

Cantina Via Dioniso snc Giungano SA

Tel. +39 08281990900

Ricettività

Hotel Savoy Beach

Hotel Esplanade

Ristorante Tre Olivi

Negozio

La Dispensa di San Salvatore 1988

ss18 uscita Cafasso

Capaccio Paestum SA

 

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