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Osteria La Briciola, quando il servizio di sala fa la differenza.

19 febbraio 2017

Ormai lo sapete, sono attratto dai ristoranti fuori dai luoghi comuni. Non credo sia importante il viaggio per raggiungere la meta, mentre penso sia giusto che il luogo conquistato ci faccia sentire bene, rilassati e pronti a vivere l’esperienza eno-gastronomica.

Oggi sono diretto qualche chilometro oltre Tivoli, proprio lì, dove il fiume Aniene sembra voglia abbracciare la riserva naturale di Monte Catillo.

L’Osteria La Briciola mi accoglie subito con il suo ordinato e comodo parcheggio. Saliti alcuni gradini, accedo al terrazzo esterno e subito immagino quanto potrebbe essere bello pranzare qui nella bella stagione, approfittando della veduta della riserva naturale, che è proprio qui di fronte. Il ristorante ha due sale. Entro in quella già piena di avventori. L’accoglienza del Patron Enrico Magnanti, insieme all’arredamento che mi circonda, mi aiuta a immergermi in un’atmosfera di bella casa di campagna. La comoda seduta e le continue attenzioni di tutti gli elementi del team di sala mi rilassano immediatamente dal viaggio. Mi reco verso il bagno, oltre al buon profumo che penetra quest’ambiente, noto una serie di accessori che mi fanno capire che qui il Cliente è al centro di tutto. Spazzolini, stuzzicadenti, kit di pulizia, carta umidificata, attaccapanni e scorte di ogni tipo mi comunicano che qui l’igiene è un asseto primario.

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La carta dei vini non è estesa, ma contiene molte referenze Laziali. Quelle Nazionali sono state scelte con un occhio di attenzione verso il rapporto qualità prezzo. Ci sono almeno quattro vini che vorrei abbinare con quanto ordinato e, tra questi, scelgo il Praepositvs Grûner Veltliner 2013 di Abbazia di Novacella. Un gran bel vino, dotato d’eleganza e fine acidità che lo tiene sempre dritto. Note di mela, melone e agrumi si accompagnano alle aromatiche. È inoltre riconoscibile la lavanda. Piacevole la chiusura del vino in bocca, sussurrata sui toni fumè, bella spia della sua dote minerale. Mentre degusto questo splendido Veltliner, il pensiero torna indietro all’offerta iniziale di tre acque minerali, sia nella versione gassata che in quella naturale, e immediatamente il pensiero torna al menù, dove ho notato un’intera pagina dedicata agli oli EVO, con nove oli e una nutrita presenza di quelli Laziali, e agli aceti, con cinque possibilità di scelta, dove è anche presente un balsamico tradizionale di Modena extra vecchio D.O.P. (25 anni). Accanto agli oli vedo delle date di qualche anno fa e la speranza è che siano le date d’inizio della loro presenza in carta e non quella in cui è stato prodotto l’olio.

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Intanto mi è servita l’amuse bouche e l’attenzione si sposta verso la degustazione della piacevole polpetta.

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Buono il successivo antipasto che vede protagonista un polpo che è stato bollito insieme a delle verdure, per poi essere passato velocemente in padella e successivamente appoggiato su una riuscita salsa di melanzane, che altresì denuncia l’uso di un buon olio, nello specifico quello di cultivar Itrana di Quattrociocchi. Trovo meno convincenti le mazzancolle elaborate con la pasta kataifi; la quale mi nasconde il sapore del crostaceo, dando altresì quel tocco medio orientale che un poco stona con il polpo e il contesto della trattoria. Mi consolo con la fresca insalata di finocchi e menta che pulisce il palato dallo spaghetto kadaif.

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Con i ravioli ripieni di calamari con spuma di patate e zeste di limone candite, mi sento proiettato molto più a oriente e torno felicemente in Italia assaggiando, dal piatto di un amico, una forchettata di spaghettoni Vicidomini alla mediterranea, erbe aromatiche e pomodoro del Piennolo D.O.P. È subito casa, grazie a una pasta artigianale allo stato dell’arte, anche se lo Chef è stato un poco troppo generoso con il pomodoro. Un primo piatto da estasi, tenuto vivo proprio da quell’acidità che è la caratteristica migliore del pomodoro Vesuviano.

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È molta giocata sui toni dolci la calamarata con gamberi rosa di Ponza e crema di pistacchio di Bronte D.O.P. Buona anche la consistenza della pasta. Qui magari andavano sgusciati i gamberi, perché soprattutto quelli piccoli tendono a nascondersi all’interno della pasta, rivelandosi poi in bocca, con il loro carapace, all’atto della masticazione. Buonissimo il pistacchio anche se penalizza, coprendola la leggiadra bontà del gambero Ponzese.

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La gallinella con fumetto profumato ai ceci e datterini è altresì impreziosita da due gustose cozze. La gallinella è spinata alla perfezione, leggermente cotta un poco più del dovuto, è coperta dall’esuberanza degli aromi e del pepe. È evidente che qui si voglia accontentare, non solo con le porzioni generose, ma anche con la sostanza delle portate, una clientela che chiede spessore; bisognerà altresì lavorare in sottrazione proprio per far meglio “parlare” l’ottima materia prima, raggiungendo così una maggiore sintonia con l’eleganza della sala e del servizio. Piccole modifiche che potranno far diventare La Briciola una degli apripista di quella che mi piace definire Trattoria Moderna. Io credo che questi Professionisti di Tivoli, forti della loro preparazione e passione, abbiano tutte le possibilità di riuscirci, conquistando i giusti premi e facendo così da bulldozer a tanti altri, ormai rassegnati attori di scenari consunti e che non ci appartengono, quali, tanto per fare un esempio, lo scopiazzare della Cucina Fusion, conseguendo risultati che come cita un famoso Chef, il più delle volte sono con-fusion.

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Una successiva conferma mi arriva dai dolci, molto ben eseguiti e che si fanno degustare piacevolmente dopo un pasto così gustoso. Apprezzabile anche l’effetto scenografico, ottenuto su uno di essi, tramite l’uso, per l’affumicatura, del legno di faggio.

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Ottimo il caffè “Costa Rica”, estratto alla perfezione, dotato di spessa schiuma che ne esalta i profumi. Un espresso che conquista anche per il gusto sferico, caratterizzato da fine aromaticità su un’intensa struttura.

Vado via contento e mentre affronto le prime curve nella notte, mi fa piacere pensare che un inizio di un nuovo modo di fare cucina già esista. Basterà cercarlo, magari come in questo caso, fuori dalle grandi città.

Osteria La Briciola

Via Tiburtina Valeria Km 36,500

00019 Tivoli RM

Tel. +39 0774418421

N.B. Converrà impostare il navigatore su:

Vie Scuole Rurali 2

Tivoli

 

One Comment
  1. Mi piacerebbe un sacco averne un calice proprio in questo momento!

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