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Da Romolo al Porto, quando il Mare è servito a tavola

27 giugno 2017

Anzio, celebre città del Litorale a Sud di Roma, è famosa per aver dato i natali agli Imperatori Caligola e Nerone. Di antica origine Volsca, dopo vicissitudini di guerra passò ai Romani che lasciarono reperti storici; non di poco conto quelli della famosa villa appartenuta all’ultimo Imperatore della dinastia Giulio/Claudia. La città conserva inoltre alcuni villini di pregevole architettura, costruiti tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, quando Anzio fu un’ambita meta di vacanza dell’aristocrazia Romana. In anni più recenti, così come il restante Litorale, la città ha vissuto una costante crescita demografica. Anzio è altresì famosa per la qualità del pesce e, di coseguenza, l’asta della locale cooperativa è molto ambita, proprio perché il prodotto venduto qui è di pregevole proprietà organolettica. C’è inoltre chi, come il Ristorante Romolo al Porto, è altresì dotato di un proprio peschereccio, al fine di servire al meglio la propria clientela con un pesce vivo e a miglio zero. Ho mangiato più volte il pesce pescato da questo peschereccio, perché la rara eccedenza è portata all’asta dove Deris Nardò, il Pescivendolo che mi fornisce, alcune volte ha la prontezza di acquistarlo.

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Non ero mai stato da Romolo e ora eccomi qui, in una calda giornata di Giugno, comodamente seduto nel dehor a pochi metri dal mare. Nonostante la temperatura sia alta, l’ombra, qualche rara pala al soffitto e soprattutto la brezza marina già mi consolano, rinfrescandomi, dal lungo viaggio affrontato per giungere qui da Roma.

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Mi raggiunge il dinamico Walter Regolanti, proprietario del ristorante insieme al fratello Marco Tullio, che prontamente m’illustra le specialità ittiche che andrò a mangiare e che sono quelle che oggi il mare ci ha donato.

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Mi parla della possibilità di abbinare vini al bicchiere anche con prodotti d’Artigianato e, vedendo il mio viso illuminarsi, mi suggerisce un calice di Esperienze 2010 del mitico Gaspare Buscemi. Il vino è stato prodotto senza impiego di anidride solforosa, così come non sono stati aggiunti lieviti selezionati e non è stata operata alcuna filtrazione; malgrado ciò si presenta limpidissimo. Il blend che vede prevalere tra i vitigni il Verduzzo Friulano, è freschissimo con la sua carica di mela e agrumi. Ritengo che il vino di Gaspare accompagnerà egregiamente i piatti di pesce e in modo particolare i crudi.

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La partenza è da urlo con una Tracina d’amare per tutta la vita, soprattutto in virtù della sua inarrivabile freschezza e pulizia delle carni.

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Si fanno apprezzare anche la Marmora, lo Scampo, i Gamberi bianchi e i due Gamberi Rossi. Questi ultimi sono serviti ognuno condito in maniera diversa, tanto per partire giocando un poco con il gusto.

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Gli Oli usati li riconosco dai sentori di pomodoro e Walter mi conferma che sono di Cultivar Itrana. Comprendo e apprezzo la capacità di fare sistema, sul Territorio, ma qui degli Oli delicati, con delle note fresche di mela, avrebbero rischiato di farmi sbattere la testa sul tavolo per la gioia.

Dopo un assaggio di calamari crudi e zucchine, Walter si scatena con altri crudi di pesce.

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Un crudo, tagliato spesso come se dovesse essere cucinato alla maniera tataki, apporta resistenza al morso e, anche in ragione del relativo spessore della carne, mi fa immergere in un’emozione di mare che tanto ricorda quella, appena vissuta, con la Tracina.

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Dopo un paio di riusciti passaggi con filetti di pesce, sempre crudi, accompagnati da frutta, mi accingo a degustarne altri due ma, questa volta, serviti con sughi estratti a freddo.

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Ci sono anche dei calamari e uno scampo che sono presentati alla stessa maniera. Qui le carni dei pesci, del cefalopode e del crostaceo sono come esaltate nella loro intrinseca freschezza dagli estratti.

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Mi rilasso e mi lascio completamente andare in questo godurioso mare del gusto.

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Passo ad affrontare ben tre fritture. Tra queste la più intrigante è quella che vede il calamaro, che dopo essere stato fritto, è accompagnato da una salsa esotica che ha bisogno di un altro tipo di vino. Mi viene in soccorso Enrico Sgorbati, il capace Vignaiolo di Torre Fornello, di cui avevo scritto qui https://foodwineadvisor.wordpress.com/2017/02/08/torre-fornello-quando-la-cultura-la-passione-e-leleganza-sono-un-tuttuno-con-il-vino/, con il suo Donna Luigia.

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Un vino composto di Malvasia di Candia in splendida purezza, che mi si offre con tutto il suo carico di agrumi, fiori bianchi e frutti esotici, esaltando così al massimo la pietanza. Solo il 20 per cento della massa fa un passaggio in legno, proprio per dare quel pizzico di rotondità che arriva in bocca senza nulla togliere alla freschezza e all’elegante aromaticità di un vitigno che nel Piacentino ha trovato il suo Territorio di elezione.

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Passando ai cotti, trovo serenità nel pesce cucinato in umido con il pomodoro Torpedino. Il contorno dell’orto Pontino, composto di pomodori, patate e olive, in pratica sommerge un successivo generoso scampo.

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Nel frattempo cerco refrigerio tramite un poderoso gambero, immergendolo in una salsa di cocco.

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Affronto deciso la coda di rospo, opportunamente aromatizzata con il rosmarino e impreziosita dalle olive di Gaeta, al fine di terminare la lunga “passeggiata” degli antipasti.

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La pasta è lo SpaghettOne del Pastificio Gentile di cui avevo scritto qui: https://foodwineadvisor.wordpress.com/2015/04/28/pastificio-gentile-emozioni-a-gragnano/

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Nonostante la pasta sia letteralmente nascosta da un’abbondanza di gamberi bianchi, vongole veraci e pomodoro, è rimasta cotta alla perfezione, resistendo perfettamente al morso dalla periferia al centro dello spaghetto. Le vongole sono di estrema bontà e pulizia di sapore e danno il loro contributo alla riuscita del piatto, aiutate dal pomodoro e dal giusto amido rilasciato dalla pasta in cottura.

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Non oso contare i piatti fin qui degustati, comunque l’imbarazzo è vinto da Walter che ci tiene a farmi assaggiare la sua zuppa di pesce in bianco. Qui ritrovo la bontà dello scampo e dei gamberi rossi ma sono sconvolto dalla sensuale carnosità della cozza. La carne è turgida al morso e altresì morbida e setosa al contatto con il palato. Pressata fra i denti, rilascia tutta la sua dolcezza accompagnata dai sentori salmastri del mare. Un vero contatto erotico e del gusto che difficilmente scorderò. Walter mi spiega che, assecondando le stagioni, usa mitili di provenienza diversa, apprezzando anche quelle del vicino Lago di Paola.

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Finisco il lungo pranzo con una composta di frutta bagnata da un’estrazione di agrumi e dal gelato di vaniglia e cacao elaborati con acqua al posto del latte. Una scelta appropriata e che rinfresca il palato.

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Malgrado oggi sia un giorno infrasettimanale, la veranda del ristorante è in concreto piena di avventori, mentre i tempi di attesa sono stati limitati e giustamente cadenzati. Walter e Marco Tullio Regolanti gestiscono la loro impresa con ampia capacità imprenditoriale, come se fosse una macchina da guerra, cercando di stare “sul Cliente” per assecondarne le esigenze. La clientela è comunque varia e spazia da quella turistica, passando per quella dei professional per arrivare ai gourmand.

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Giustamente qui si è scelto di non inseguire premi ma di fornire un’eccellente materia prima a un vasto pubblico, avido di una “mangiata” di pesce di livello e che non ha voglia di impegnarsi nella cosiddetta cucina gourmet.

Più che un ristorante, Romolo al Porto di Marco Tullio e Walter Regolanti, è la trattoria che è capace di interpretare nella maniera moderna e attuale tutta la bontà che il Mare, ogni giorno, ci offre.

Due fratelli imprenditori che oltre al ristorante e al peschereccio, citato sopra, gestiscono il Tender to Romolo Caffè, aperto pochi giorni fa. Quest’ultimo è un locale polifunzionale dove, oltre al gelato artigianale, posto nei professionali pozzetti, si potranno trovare, tra tante altre specialità, i cornetti di pasticceria e il caffè a chilometro zero Cubacafè.

Romolo al Porto Via Porto Innocenziano, 19 Anzio RM Tel. +39 069844079

One Comment
  1. La loro bravura è indubbia sono abili e lavorano bene il pesce di Anzio di ottima qualità è sempre fresco le paranze portano pesce fresco tutti i giorni ed un contributo maggiore gli viene dato dalla loro Paranza “Romolo” Il merito va anche ai pescatori che quotidianamente si recano a pescare per far si che non manchi mai pesce “vivo” sia sulle nostre tavole che alla ristorazione E nato da poco un comitato spontaneo per erigere un monumento al pescatore che a primavera verrà posto sul piazzale S.Antonio a cinquanta metri dal ristorante “Romolo al Porto”. Questo monumento viene finanziato dalla popolazione di Anzio e dai Ristoratori alcuni ristoranti hanno già versato il loro contributo a questo comitato e sono Il Ristorante Turcotto che da poco ha superato i 100 anni di attività , La Fraschetta del mare, e il Grecale spero che altri seguiranno ed a breve l’opera un pescatore in marmo bianco di Carrara altezza un metro e novanta posto su di un basamento di circa un metro e sara il fiore all’occhiello di questa città Comitato per il monumento al pescatore i presidenti Salvatore Spina e Ciro Spina “Romolo al Porto” secondo a nessuno

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